“STA ZITTO E BACIAMI!” Capitolo V

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                                                                            by aquarius 
 
         CAPITOLO V
Cecilia era andata a letto tardissimo.
Aveva trascorso ore nel vano tentativo di trovare qualcosa di adatto da indossare alla festa, ma, ogni qual volta le sembrava di aver trovato l’abito giusto, non sapeva che scarpe indossare e se non erano le scarpe erano gli accessori.
Che impresa!
Si era cacciata proprio in un bel guaio.
Ma come le era saltato in mente di accettare l’invito di Bill?Lei non usciva molto e soprattutto non frequentava locali alla moda quindi non sapeva proprio cosa fare o come comportarsi in queste circostanze.
In realtà il pensiero che la tormentava era un altro.
Cosa avrebbe pensato di lei, Bill?
Aveva accettato così su 2 piedi senza pensarci troppo.
E se l’avesse considerata una ragazza troppo “disponibile”?
ohhhh! uff, dopotutto aveva solo 18 anni ed era una ragazza con troppe responsabilità e un forte senso del dovere. Ogni tanto aveva anche lei il diritto di divertirsi, no? Per una sera voleva vivere una favola!
Già una favola…..
 Cecilia era fin troppo consapevole che le favole non durano a lungo;
a mezzanotte la carrozza si sarebbe ritrasformata in una zucca:
 “ma fino ad allora voglio essere Cenerentola! “.
La luce del sole filtrava attraverso le tende, la camera da letto era un disastro!
abiti, scarpe e gioielli erano sparsi un pò ovunque.
Cecilia aprì pigramente gli occhi e guardò la sveglia,
“Oddio, sono le 9.00 !”. Era in ritardo.
Scattò in piedi come una molla, ma per poco non inciampò nelle scarpe che erano disposte alla rinfusa su tutto il pavimento.
Si fece velocemente la doccia e si infilò la prima cosa che le capitò sotto mano, poi prese il borsone e corse alla fermata del tram.
Giunse a teatro appena in tempo.
Il coreografo era appena arrivato e lei aveva il fiatone.
Marie, come al solito, era splendida. I capelli ben legati,un leggero filo di trucco, il body in ordine; lei a confronto sembrava uno spaventapasseri!
I capelli legati alla carlona, niente trucco ma con due guance rosse per la corsa e per l’imbarazzo,  e soprattutto era ancora lì a legarsi le scarpine.
Ma perchè si ritrovava sempre in quella situazione??????
Le prove furono piuttosto lunghe, dopo quasi 4 ore potevano finalmente prepararsi per lo spettacolo.
Cecilia non vedeva l’ora di tornare a casa.
Arrivò al locale verso le 10.00.
Aveva indossato uno splendido abito nero, lungo fino al ginocchio, che si allacciava sul collo e lasciava tutta la schiena scoperta ed un paio di sandali neri dal tacco vertiginoso che si allacciavano alle caviglie.
Aveva legato i capelli in una coda e fermati da un prezioso fermaglio di swarosky.
Lunghi orecchini e minuscolo braccialetto, anch’essi di swarosky, completavano il tutto.
Si era truccata con molta cura mettendo in risalto i suoi occhi verdi che un pò per l’emozione, un pò per le luci, erano più belli che mai.
Quando entrò nella sala, catturò l’attenzione di molti invitati che si chiedevano chi fosse e da dove fosse venuta.
Cecilia si sentiva osservata e ben presto cominciò a sentirsi a disagio.
Con gli occhi cercava Bill che vide poco lontano circondato da giornalisti e fotografi.
Quando Bill la vide, il suo sguardo si illuminò e le sorrise. Le persone intorno a lui continuavano a fare domande e foto, ma i suoi occhi erano puntati solo su di lei.
Quegli occhi…… le provocarono un dolce dolore, come una punta che trafigge.
Incapace di sostenere ancora il suo sguardo, andò a sedersi ad un tavolo, in un angolo un pò appartato della grande sala e si guardò intorno.
Il Palladium era senza dubbio un locale magnifico, immenso confortevole e lussuosamente arredato e le persone che lo frequentavano erano tutte molto raffinate; tra gli ospiti c’era anche qualche volto noto della tv tedesca.
Un ragazzo, palesemente ubriaco andò a sedersi proprio accanto a lei e con modi poco gentili, iniziò ad infastidirla e a fare degli apprezzamenti piuttosto sgradevoli e di cattivo gusto.
Cecilia era disgustata;
era sul punto di alzarsi e di andare via, ma proprio in quel momento, il ragazzo biondo, il batterista del tokio hotel, intervenne prontamente.
Prese il ragazzo per un braccio e gli mormorò qualcosa all’orecchio,poi, con un cenno alla security lo fece allontanare dalla sala.
Immediata fu la reazione di Cecilia :
“Grazie 1000, quel tipo era davvero inopportuno” disse sollevata.
“figurati, non sopporto quelli che si ubriacano e poi danno fastidio alle persone. Non è carino”.
“Io sono Cecilia” e gli porse la mano;
“Gustav” disse lui stringendogliela con una bella presa vigorosa.
“Come mai non sei insieme agli altri?” chiese Cecilia curiosa.
“Ah…, beh, non mi piace essere al centro dell’attenzione, sono un tipo riservato; piuttosto, sei italiana, vero?”
“Sì, di Milano”,
“complimenti, parli molto bene la mia lingua,dove hai imparato?”
“grazie” rispose Cecilia cominciando finalmente a rilassarsi.
“Ho imparato a scuola e poi ogni estate venivo qui per gli scambi culturali, così se volevo farmi capire dalle famiglie che mi ospitavano, dovevo per forza parlare il tedesco in maniera accettabile”.
Gustav sorrise ed aggiunse:”E come mai sei qui, per lavoro o per piacere?”
“Entrambi” rispose felice di poter conversare piacevolmente.”Studio per diventare una ballerina professionista e al tempo stesso lavoro come ballerina presso il teatro di Colonia”.
“Interessante, e ti trovi bene qui?”
“beh…..”
ma la conversazione fu interrotta da Bill che era lì e li osservava già da un po’.
“Gustav,ti sta cercando David; diceva qualcosa a proposito di un servizio fotografico” in tono poco cortese e con il viso accigliato.
Gustav salutò e se ne andò; solo allora i lineamenti del viso di Bill si distesero.
 
Poi, le si avvicinò all’orecchio e sussurando le disse:
“Da quando sei entrata non sono riuscito a staccare gli occhi da te, hai completamente catturato la mia attenzione”.
Cecilia provò un brivido lungo la schiena; ma perchè Bill le faceva quell’ effetto????
Le prese la mano e la condusse in un luogo meno affollato, al riparo da occhi indiscreti.
Percorsero un breve corridoio e poi entrarono in un salottino privato.
Bill continuava a tenerle la mano e a guardarla dritto negli occhi :
“Ho pensato molto a te ………” e con le braccia le cinse la vita.
Cecilia era incapace di pronunciare anche una sola sillaba, era totalmente sopraffatta dalla sua presenza.
Il cuore le batteva talmente forte che sembrava stesse per scoppiare e il respiro divenne più veloce.
Percepiva distintamente il calore del suo corpo, il suo profumo……..
Il viso di Bill era pericolosamente vicino al suo, sempre più vicino, Cecilia chiuse gli occhi.
” Bill, sei qui ?” una voce maschile spezzò l’incanto e la fece tornare bruscamente alla realtà.
“Ma Devid, che diavolo…?!” rispose irritato Bill :
” Oh eccoti, finalmente. Di la c’è la troupe di Bravo, hai in scaletta un’intervista, ricordi?”
“David, lei è Cecilia”,
“Ciao” disse David con una tale indifferenza che Cecilia si sentì trasparente, come l’aria.
“Salve” fu l’unica cosa che riuscì a dire.
 Chissà Bill quante ragazze gli aveva presentato, pensò amara; e lei? Lei, che numero era?
Bill e David continuarono a parlare tra loro ma Cecilia non ascoltava più;
  impovvisamente era diventata triste e malinconica: ma cosa stava facendo?
Quello non era il suo posto, avrebbe voluto scappare via, lontano.
I suoi occhi seguivano il doloroso filo dei suoi pensieri e Bill sembrò accorgersene.
Prima di rientrare nella grande sala,  le afferrò il braccio e le disse:” ci vediamo domani”.
“Ma……..”protestò debolmente Cecilia
” Domani; dopo il concerto. Manderò Saki a prenderti”. con un tono che non ammetteva repliche.
Cecilia annuì e subito dopo Bill sparì ingoiato dalla folla di giornalisti e fotografi. 
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