“STA ZITTO E BACIAMI!” Capitolo IX

                                                                            by aquarius
 
         CAPITOLO IX
Le giornate erano sempre più frenetiche e gli impegni raddoppiati: le prove a teatro, le prove con il coreografo della compagnia, gli spettacoli serali, i corsi da seguire, gli esami sempre più vicini “Bill mi manchi da morire!”
“Cecilia stai andando a casa? vieni che ti do uno strappo in macchina” le disse Helga che non vedeva l’ora di ficcanasare nella vita privata di Cecilia.
La scusa del musicista aveva retto per un pò ma adesso Helga ripartiva alla carica, ma, nonostante questo Cecilia le era grata; era davvero troppo stanca per aspettare il tram e tornare a casa.
Così accettò il passaggio offertole dalla collega.
Si sedette al suo fianco e si allacciò la cintura di sicurezza.
“Ti spiace metterli dietro?” passandole una pila di riviste che aveva appena comprato;
“affatto” disse Cecilia ma mentre le passava sul sedile posteriore una foto  sulla copertina di una rivista catturò la sua attenzione.
Nella foto era ritratto Bill ad una festa mentre sorrideva ad una ragazza che praticamente era avvinghiata a lui.
Il giornale titolava:” LA GIOVANE ROCKSTAR TEDESCA BILL KAULITZ, FRONTMAN DEL GRUPPO DEI TOKIO HOTEL CONQUISTA L’AMERICA E LE AMERICANE!” e poi l’articolo proseguiva parlando del loro successo, del loro cd che nel giro di poco tempo aveva raggiunto i vertici delle classifiche americane ed era correlato di foto varie compresa quella sulla copertina.
Helga nel frattempo aveva preso a raccontare delle ultime litigate con il suo nuovo boyfriend, di quanto fosse noioso….ma Cecilia non la ascoltava era completamente assorta nella lettura dell’articolo.
“Ma ti rendi conto? dirmi certe cose…..Cecilia, Cecilia mi stai ascoltando?”
“oh, sì scusa stavo guardando questa rivista…”
“non dirmi che anche tu sei una fan dei Tokio Hotel!!!!!! perfavore, io proprio non li sopporto, ma che avranno di speciale? bah! proprio non capisco tutto questo interesse per dei ragazzini viziati e senza talento!” Cecilia non replicò ma quell’immagine di Bill abbracciato ad un’altra ragazza l’aveva ferita, e tanto.
Di foto come quelle chissà quante ancora ce ne sarebbero state;
dopotutto era famoso ed aveva un mucchio di ragazze ai suoi piedi, gli bastava schioccare le dita;
 non era stato forse così anche con lei?
Fortunatamente Helga era persa nei suoi racconti e non aveva fatto caso al suo cambiamento di umore;
giunsero sotto casa di Cecilia :”Ecco, mi sono messa a parlare di Markus e non ti ho chiesto niente della tua storia con quel misterioso musicista; dimmi come vanno le cose?”
“Procede” disse Cecilia vaga e poichè Helga aveva parcheggiato male fu costretta a spostarsi in fretta senza dimenticare però, di dirle che l’indomani voleva sapere tutto.
“La solita Helga”.
Salì le scale di corsa, come al solito, raggiunse la porta di casa ed infilò la chiave nella serratura.
“Cecilia !”;
Cecilia restò immobile, quella voce….
si voltò adagio e sulla rampa di scale che conduceva al piano superiore, seduto sui gradini, c’era Bill.
Aveva i capelli legati in una coda, l’immancabile cappellino e gli occhiali scuri.
Il primo istinto fu quello di corrergli incontro e di abbracciarlo, ma il ricordo della foto tornò prepotente alla mente.
“Ciao Bill, bentornato!” disse semplicemente.
Bill si alzò di scatto, la strinse forte quasi facendole male e poi la baciò prima con impeto e passione, poi con dolcezza.
Cecila non riuscì a resistere;
gli gettò le braccia al collo e lo baciò con trasporto stringendolo più che poteva .
Quanto le era mancato…..il suo profumo, i suoi baci, le sue mani delicate, il suo modo di tenerla stretta “Bill sai rendermi immensamente felice e terribilmente disperata allo stesso tempo” pensò fra sè.
I passi di qualcuno che scendeva le scale ricordò ad entrambi che erano alla mercè di sguardi indiscreti.
Cecilia aprì la porta ed entrarono in casa.
Bill continuava a tenerla stretta; era così piacevole godere del calore di quell’abbraccio così a lungo desiderato.
Per troppo tempo erano stati lontani ed ora avevano bisogno di sentirsi, di toccarsi.
I baci ripresero più impetuosi e più passionali di prima, non riuscivano a staccarsi l’uno dall’altra;
Nel buio della stanza i vestiti finirono sul pavimento;
Cecilia era spaventata dalla intensità delle emozioni che provava: era la prima volta; il suo cuore batteva forte, il respiro sempre più veloce. Era imbarazzata, aveva le guance in fiamme ma desiderava con tutto il cuore che i baci e le carezze non finissero mai.
Bill era dolce e premuroso. Le sue braccia la stringevano forte, poi tolse il fermaglio e liberò i lunghi capelli che le ricaddero sulla schiena.
“Sei bellissima” le disse piano.
I loro corpi distesi uno accanto all’altra si cercavano sempre di più e sempre più intensamente fino a quando divennero una sola cosa, una sola anima.
Quando la passione li abbandonò, Cecilia aveva la testa appoggiata al petto di Bill e lui le accarezzava piano i capelli e le raccontava del viaggio negli Stati Uniti,  di come erano andati i concerti e di quanto le fosse mancata.
A quel punto Cecilia scattò in piedi, inarcò un sopraciglio e con un tono piuttosto pungente disse:”Non mi sembrava che sentissi così tanto la mia mancanza alla festa all’Ivi, piuttosto mi sembrava che ti divertissi molto con quella tipa che praticamente ti stava appiccicata addosso come un francobollo!”.
Per un attimo Bill sembrò sorpreso ma poi iniziò a ridere e più lui rideva e più la rabbia di Cecilia cresceva.
Tra le risate Bill le disse: ” mmmmm….gelosetta! eh già avevo dimenticato che gli italiani sono famosi per la loro gelosia”.
“Chi, io? affatto” rispose Cecilia toccandosi nervosamente il lobo dell’orecchio.
“accidenti, sarebbe stato meglio mordersi la lingua” pensò.
Lei gli aveva donato tutta sè stessa: il suo cuore, i suoi desideri più nascosti, la sua anima ed ora anche il suo corpo.
Gli apparteneva completamente; era così ridicolo  provare gelosia verso qualcuno che si ama così tanto?
“Beh, sai esattamente come la penso a riguardo: la musica e le fan sono la mia priorità ma questo non vuol dire che non abbia pensato a te” le disse Bill.
Raccolse il giubotto dal pavimento, tirò fuori un pacchetto dalla tasca e glielo porse.
“Questo è per te, aprilo”.
Cecilia era senza parole.
Prese il pacchetto dalle mani di Bill ma non aveva il coraggio di aprirlo.
“Aprilo!” le disse Bill di nuovo.
Cecilia annuì e lentamente cominciò a scartare il pacchetto.
Era un astuccio di velluto blu, lo aprì e restò senza parole: un gioiello.
Una ballerina stilizzata d’oro bianco e diamanti.
“L’ho visto in una gioielleria a Soho  e mi ha fatto subito pensare a te; ti piace?”
“E’ magnifica Bill, ma non posso accettare è…..”
ma Bill le appoggiò un dito sulle labbra impedendole di continuare, poi prese la collana e gliela allacciò al collo.
“Voglio che la indossi sempre” poi guardandola negli occhi aggiunse “vieni con me ad Amburgo. Fra qualche giorno partiremo per il tour europeo e tu sarai sempre con me. Voglio che tu mi stia vicina”.
Cecilia divenne triste ed abbassò lo sguardo.
“Non posso Bill! non immagini quanto lo vorrei, ma non posso.”
Bill improvvisamente cambiò espressione: gli occhi erano freddi ed inespressivi le labbra imbronciate; era visibilmente deluso ed arrabbiato.
Cecilia fece un passo verso di lui, ma lui si voltò di spalle guardando fuori dalla finestra.
“Parto con la compagnia dell’accademia in tour per l’Europa, è l’occasione che aspetto da tanto e non posso rinunciare proprio adesso” disse in tono deciso, poi più dolcemente aggiunse “lo sai cosa rappresenta la danza per me, sai quanto ho lavorato duramente per arrivare a questo”.
Bill continuava a guardare fuori dalla finestra e intanto si era infilato le mani in tasca.
Un silenzio carico di tensione si ergeva fra di loro e li divideva come un muro.
Cecilia non sopportava più quel silenzio, si avvicinò piano, infilò le braccia tra le sue e lo abbracciò forte, appoggiando la testa alla sua schiena.
Il battito del suo cuore era calmo ma , i suoi muscoli erano ancora contratti.
Restarono così per un pò; Bill era ancora silenziosamente contrariato.
“Ti amo, Bill!” disse Cecilia dal profondo del cuore.
“ti amo tantissimo, non ho mai amato nessuno prima, sei troppo importante per me, ti prego non essere arrabbiato”.
Dopo un lunghissimo attimo Bill si voltò, la guardò negli occhi e poi con il suo solito sorriso le disse:”posso capire, la danza per te è come la musica per me, non potremmo vivere senza. Promettimi almeno che faremo il possibile per vederci, ok?”.
Cecilia annuì ma non riuscì a dire una sola parola;
un dolore acuto e tagliante le strinse il cuore in una morsa.
Era chiaro  che Bill non ricambiava quel sentimento che ormai la divorava. 
Annunci

2 commenti su ““STA ZITTO E BACIAMI!” Capitolo IX

  1. Mi lasci dire una cosa?BIIIIIIIIIIILL SEI UNO STRONZOOOOOOOO!Ok ora mi sono sfogata! Ma come cavolo fa quello scemo a non accorgersi di quanto Cecilia tenga veramente a lui?!Grrrrr che rabbia!Corro a leggere il seguito! è.è/ è bellissima, Fra! ^^Macky

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...