“STA ZITTO E BACIAMI!” Capitolo X

                                                                            by aquarius
    
         CAPITOLO X
Era giunto il momento di fare un’attenta analisi.
Cecilia era consumata dai dubbi: com’era possibile che Bill le avesse regalato un gioiello tanto prezioso e non era stato capace di donarle 2 semplici parole che l’avrebbero resa immensamente felice?
Perchè continuava a cercarla facendola illudere su qualcosa che forse esisteva solo nei suoi pensieri?
Le incognite erano tante e per quanto si sforzasse non riusciva a darsi una risposta convincente.
Bill era entrato nella sua vita e gliel’aveva completamente  cambiata: le offriva emozioni sconvolgenti, le aveva fatto provare una passione che non immaginava potesse travolgerla e sopraffarla, ma, allo stesso tempo non le dava nessuna certezza, nessuna stabilità, nessun impegno e questo la faceva sentire vulnerabile.
Sapeva che non poteva più fare a meno di lui, ma non era neanche capace di vivere quel sentimento alla giornata; lei non era fatta così.
Era come stare in equilibrio su una corda: non sapeva bene se fare un passo avanti o uno indietro, ma , al punto in cui era, non poteva farci niente il suo cuore non le apparteneva più.
Alla fine era giunta alla conclusione che il suo amore sarebbe bastato per entrambi e forse col tempo anche lui l’avrebbe amata e non solo fisicamente.
Nel frattempo la sua vita continuava a scorrere : aveva superato brillantemente gli esami di fine corso ed era partita con la compagnia in tournè; l’impegno costante, le prove, il girare da un teatro all’altro da una città all’altra era faticoso ma le permetteva di prendere un pò le distanze e di mettere meglio a fuoco la loro storia, se così si poteva chiamare.
Dopo quella sera a casa sua,  Bill le aveva dato i suoi numeri di telefono e, prima di partire, le aveva lasciato anche quelli degli alberghi dove avrebbe alloggiato durante tutto il tour.
Tutte le sere la chiamava al cellulare e trovava il tempo di parlare a lungo con lei, nonostante i moltissimi impegni.
Gli raccontava delle sue giornate intense, dei concerti, delle interviste e delle mille domande banali che gli rivolgevano i giornalisti, dei problemi tecnici con lo staff o ciò che avevano combinato in albergo lui e suo fratello insieme a Gustav e Georg e Cecilia se lo immaginava in quelle situazioni.
Poteva vederlo gesticolare come al solito e fare le sue facce buffe come se fosse accanto a lei e non così distante.
Bill, poi, concludeva le telefonate chiedendogli se avesse pensato un pò a lui e se sentiva un pò la sua mancanza e Cecilia non poteva non dirgli che gli mancava terribilmente anche se poi tutte le volte immancabilmente, si rimproverava di essere troppo sincera.
“Pronto?”
“Ciao Cecilia, come stai?” la voce di Bill era allegra come sempre.
“Bene, sto facendo le valigie, conto le ore che ancora ci separano”
“anch’io non vedo l’ora di rivederti, ho bisogno della tua calma e della serenità che solo tu sai trasmettermi, sei il mio rifugio segreto; e poi ho voglia di te, dei tuoi baci, mi manchi “
“anche tu mi manchi tanto. Ancora 2 giorni e poi finalmente staremo insieme e ti voglio solo per me!”
Bill rise e poi aggiunse “sarà difficile ma farò il possibile. Comunque manderò Saki a prenderti all’aereoporto di Barcellona; scusa ma ora devo andare”
“Bill?”
“sì?”
“……..nulla, a presto!”
” a presto” e riattaccò.
Cecilia aveva dovuto controllarsi per non gridargli ti amo.
Barcellona era calda ed assolata in quella splendida giornata agli inizi di luglio.
La compagnia si sarebbe esibita solo il giorno seguente, così Cecilia era intenzionata a godersi quelle poche ore con Bill, e cercare di fare chiarezza sul loro rapporto.
“Buongiorno signorina Cecilia, ha fatto buon viaggio?”
“Buongiorno Saki, sì grazie, tutto bene”.
Come al solito Saki era di pochissime parole;  prese i bagagli e si recarono alla macchina.
Cecilia aveva prenotato una stanza in un alberghetto proprio di fronte alla Playa di San Sebastian,ben distante sia dal Claris, l’hotel extralusso dove alloggiavano i Tokio Hotel, sempre assediato da fotografi e fans; che dall’albergo prenotato dalla compagnia.
Voleva la sua privacy lontano da curiosi e ficcanasi come Helga che continuava a tormentarla per sapere indiscrezioni sulla sua storia d’amore segreta.
Arrivati all’albergo, Saki l’accompagnò alla reception, poi la salutò ed andò via.
Cecilia salì in camera e si fece una doccia, poi indossò il costume intenzionata a sdraiarsi al sole e godersi il mare.
Infilò un paio di shorts bianchi e una canotta nera, inforcò gli occhiali da sole e prese il telo dirigendosi alla vicina spiaggia.
Con Bill si sarebbero visti solo nel pomeriggio; era impegnato con un’ intervista e  un servizio fotografico per un giornale spagnolo.
La sabbia era calda ed il mare invitante.
Si cosparse il corpo di crema protettiva, non voleva scottarsi il sole era troppo caldo e non poteva certo danzare con il colorito di un’aragosta.
Si sdraiò sotto l’ombrellone di paglia, suscitando non pochi sguardi di ammirazione ma Cecilia fece finta di non badarci, chiuse gli occhi e si rilassò. Dopo tanto lavoro era felice di avere qualche ora di vacanza;
la brezza tiepida era così piacevole che da lì a poco si addormentò.
Il risveglio però, non fu altrettanto piacevole.
Qualcuno le aveva versato dell’acqua fredda addosso e Cecilia balzò in piedi inviperita pronta a stritolare chiunque le avesse fatto quello scherzetto.
Poco distante Bill, camuffato,con ancora la bottiglietta in mano,  rideva a crepapelle.
Aveva dei bermuda a fiori blu, i capelli raccolti sotto il cappellino con la visiera, gli occhiali da sole ed una orribile maglietta rossa.
“Adesso ti faccio vedere io” disse Cecilia e gli corse incontro intenzionata a spingerlo in acqua.
Bill quando la vide arrivare scappò via ridendo sempre più forte, poi quando furono abbastanza lontani dalla folla di bagnanti, si fermò di colpo e quando lei lo raggiunse, la abbracciò talmente forte da toglierle il respiro, la sollevò da terra, poi senza dire una parola la baciò.
“Ti ho già detto che sei bellissima?”
“Oggi, ancora no”
“Sei splendida con quel costume!”
“sì, lo so; è il fascino mediterraneo delle donne italiane” disse Cecilia mettendosi a ridere.
Bill la guardava con una strana luce negli occhi e le disse:”No: è il fascino di una ragazza italiana che ha saputo incantarmi”.
Cecilia era felice.
Si stringevano forte l’uno all’altra, si accarezzavano e si scambiavano teneri baci e parole affettuose.
Camminavano mano nella mano come due ragazzi qualunque, come due innamorati qualunque.
 Finalmente Cecilia si sentiva più serena.
  Nonostante si fosse reso irriconoscibile, Bill attirava comunque troppi sguardi.
“Bill, questa maglietta è orribile; dove l’hai presa?”
“Di solito metto sempre qualcosa in valigia di veramente insignificante; mi serve per passare inosservato”
“Inosservato?” e scoppiò a ridere
“Perchè ridi?” chiese Bill
“Beh, avresti dovuto togliere lo smalto, non vedi come ti guardano?”
“Mai senza smalto o make up; fanno parte di me!”
“Sì, è vero; sei quasi più truccato di me quando vado in scena; e se qualcuno ti riconosce? come farai?”
“Non preoccuparti, guarda laggiù” e con la mano indicò Saki che poco lontano, teneva la situazione sotto controllo
” e poi, non resteremo qui ancora per molto” e dicendo questo la accarezzò con lo sguardo.
Raggiunsero l’albergo di Cecilia.
 Nell’intimità della camera,si amarono intensamente, e, alla fine si addormentarono, abbracciati.
I raggi del sole pomeridiano filtravano attraverso le persiane chiuse.
Cecilia, era sveglia da un pò e guardava Bill che dormiva , disteso al suo fianco;
seguiva il suo profilo delicato, le spalle dritte, il corpo snello e istintivamente con un dito disegnò il contorno delle sue labbra morbide .
Se solo avesse potuto leggere nel suo cuore……..
All’improvviso Bill le afferrò la mano e l’attirò a sè stringendola forte al petto, poi dolcemente le disse:”Piccola strega, sai bene che non riesco a stare lontano da te, sei troppo bella!” e dicendo questo la baciò di nuovo.
“Ho fame, e tu?”le chiese Bill
“tantissima”
“allora andiamo a mangiarci una pizza, ti va?”
“splendido!”
“ti va bene se passo a prenderti tra mezz’ora? 
“Perfetto, così avrò il tempo di farmi una doccia e di dare una sistemata ai capelli; sono un disastro, dovrò decidermi a tagliarli prima o poi”
“non pensarci assolutamente, i tuoi capelli mi piacciono così come sono”.
Rimasta sola Cecilia, si guardò allo specchio e pensò di essere fortunata: nonostante tutto. ogni minuto passato con Bill la rendeva felice e questo contava più di qualsiasi altra cosa.
Bill fu puntualissimo e poco dopo erano seduti ad un tavolo un pò appartato della  pizzeria e, durante tutta la cena non fecero altro che sorridere, accarezzarsi e scambiarsi sguardi densi di significati.
Dopo cena fecero una passeggiata sulla spiaggia, il mare era calmo e le stelle sembravano tante piccole fiammelle che brillavano come  candele accese.
Bill e Cecilia restarono abbracciati nell’oscurità a contemplare la bellezza del paesaggio e a godersi  quei momenti che chissà quando si sarebbero ripetuti, visti gli impegni di entrambi.                                                                                                              
L’indomani Bill avrebbe avuto le prove del concerto e lei quelle dello spettacolo. Solo dopo, si sarebbero regalati un pò di tempo per stare ancora insieme.
Bill la riaccompagnò in albergo, e tenendola imprigionata dolcemente tra le sue braccia, la baciò.
Il mattino seguente Cecilia si svegliò presto e scese presso il ristorante dell’albergo per fare colazione.
Si sedette ad un tavolo e mentre aspettava il cameriere per ordinare, diede una sbirciata ai giornali.
Ciò che vide le tolse completamente l’appetito.
“BALLERINA ITALIANA DELLA COMPAGNIA DI DANZA DELL’ACCADEMIA TEDESCA E’ LA NUOVA FIAMMA DI BILL KAULITZ, IL LEADER DEI TOKIO HOTEL.
I DUE GIOVANI SONO STATI VISTI INSIEME SULLA PLAYA SAN SEBASTIAN, MENTRE SI SCAMBIAVANO TENERE EFFUSIONI ED IN UN RISTORANTINO A CENA INSIEME……..” l’articolo continuava con i particolari della loro giornata e poi c’erno le foto di lei e Bill che si tenevano per mano sulla spiaggia e abbracciati fuori dal ristorante; c’era perfino la foto di Bill che la baciava davanti al suo albergo.
Cecilia era spaventata, ma com’era successo? lei non si era accorta di nulla.
Chi poteva aver fatto una cosa del genere? e Bill? come avrebbe reagito a tutto questo?
Con il cuore in subbuglio. si alzò di scatto, uscì dall’albergo per prendere un taxi e raggiungere la compagnia a teatro, ma ciò che accadde fuori fu anche peggio.
Giornalisti e fotografi l’attendevano fuori dall’albergo e non appena la videro si accalcarono tutti intorno a lei, le scattavano foto e le facevano mille domande su lei e Bill.
Cecilia fu presa dal panico, ma non perse la sua freddezza.
Appena vide un taxi, lo fermò bruscamente, vi salì  e si allontanò in fretta da tutta quella confusione.
Era stordita, frastornata e confusa; doveva assolutamente parlare con Bill e insieme decidere cosa fare.
Provò a chiamarlo al cellulare ma il telefono era spento. Pensò che fosse impegnato con le prove del concerto: più tardi avrebbe chiamato di nuovo.
Giunta a teatro, si diresse di corsa verso i camerini e lì incontro Helga che con un sorrisetto ironico le disse: “Mi hai lasciato completamente di stucco! non me lo sarei mai aspettata…. addirittura Bill Kaulitz! complimenti, hai fatto proprio un bel colpo! ti sei sistemata per benino eh?”.
Un bel colpo! era questo ciò che pensava Helga; e se lo avesse pensato anche Bill?
Si chiuse a chiave nel camerino e continuò a cercare Bill,gli telefonò anche in albergo ma la reception le dissero che il sig. Kaulitz non poteva essere disturbato.
Beh! cosa si aspettava, con tutte le fans che cercavano di incontrarlo…..allora lo richiamò sul cellulare e gli lasciò un messaggio sulla segreteria telefonica.
Sicuramente, appena l’avesse ascoltato, si sarebbe messo in contatto con lei.
Il silenzio del teatro vuoto, le fece ritrovare un pò di serenità.
Fece il vuoto dentro di sè  e intorno a sè e si dedicò solo alla danza; in quel momento era l’unica cosa che potesse fare.
Dopo qusi 4 ore di prove, fecero una pausa e Cecilia ne approfittò per controllare il cellulare.
Un messaggio di Bill, finalmente!
Il tono della sua voce era gelido esattamente come le brevi parole del messaggio; al termine dello spettacolo  Saki sarebbe andata a prenderla e l’avrebbe accompagnata da lui in albergo.
Un brivido freddo le corse lungo la schiena ed un brutto presentimento si faceva spazio nel  cuore e nella mente di Cecilia.
Quella sera lo spettacolo fu un vero successo, ma a lei non importava nulla; voleva solo correre da Bill e trovare una soluzione.
Come il sipario si chiuse, corse in camerino a cambiarsi; infilò le sue cose nel borsone e si recò all’uscita artisti.
La solita calca di fotografi l’attendeva, ma Saki fu più veloce.
La fece salire in macchina e poi partì velocemente.
“Buonasera Signorina Cecilia”
“Buonasera Saki; come sta Bill?” ma Saki non rispose.
In un silenzio soffocante giunsero all’hotel Claris. Saki uscì per primo dicendole di non muoversi dall’auto.
Dopo aver controllato tutto il percorso, ritornò indietro, le aprì lo sportello e attraverso dei corridoi sotterranei, la scortò fino all’ascensore.
Cecilia salì all’ultimo piano. Le altre guardie del corpo appena la videro uscire dall’ascensore la fecero entrare immediatamente nell’appartamento di Bill, ma di lui nessuna traccia.
Lo attese a lungo camminando su e giù nervosamente e  mille interrogativi la tormentavano: perchè aveva quella voce? perchè sembrava così arrabbiato? cosa le avrebbe detto?
Le mani cominciarono a tremarle e così le gambe tanto che dovette sedersi.
Dopo quasi due ore Bill tornò in camera accompagnato da Gustav e da suo fratello.
Era completamente ubriaco, emanava un forte odore di alcol e tabacco; era una pena vederlo in quello stato.
Cecilia fece un passo per avvicinarsi a lui, ma Bill la fermò:
“Non – toccarmi! “
“perchè ti sei ridotto così, non avresti dovuto bere tanto”
“nessuno può dirmi quello che devo o non devo fare soprattutto tu!
sei uguale a tutte le altre, ti importa solo di te stessa e dei vantaggi che ne ricaverai da questa storia.
Dimmi, quanto ti hanno dato per sbattermi sulle pagine dei giornali? o forse ti hanno offerto il modo di fare strada nella tua professione ?… già e quale pubblicità migliore di questa!”.
Quelle parole colpirono Cecilia come uno schiaffo in pieno viso.
Non poteva essere vero Bill credeva che avesse organizzato tutto lei.
“Te lo avevo detto, mai legarsi ad una sola quando puoi averne una a notte!” disse Tom in tono tagliente
“Già, e dire che mi sembrava tanto una santarellina, con la sua aria innocente! ho fatto male a crederle!”.
Cecilia era impietrita; avrebbe voluto scappare via, non ascoltare più quelle parole che le tagliavano l’anima come lame affilate.
Gustav, le sorrise dolcemente e poi le disse “non dargli retta, è ubriaco, non sa quello che dice; domani quando la sbornia sarà passata, le cose andranno meglio”, ma questo non tranquillizzò Cecilia che aveva il cuore a pezzi.
Tom e Gustav portarono Bill a letto che nel frattempo rideva senza controllo e continuava a ripetere “non dovevo crederle, no proprio non dovevo”.
Prima di andare via Gustav le disse che forse era il caso che rimanesse lì per quella notte e poi l’indomani si sarebbe deciso cosa fare, ma, Tom, al contrario, mugugnò qualcosa di incomprensibile e, la guardò con profondo disprezzo prima di richiudersi la porta alle spalle. 
Per moltissimo tempo, Cecilia restò lì, immobile, in silenzio, aveva quasi paura di respirare per non fare rumore.
Le ci volle molto tempo per riprendere il controllo del suo corpo e riuscire a muoversi di nuovo e quando lo fece le gambe le dolevano come se fossero in preda ai crampi.
A passi lenti si recò in camera da letto e Bill dormiva profondamente.
I capelli scomposti sul cuscino, il viso finalmente disteso, il respiro regolare;
era lì, l’uomo di cui si era innamorata, l’amore della sua vita, sembrava così fragile, così indifeso…… eppure adesso la disprezzava; era giunto subito  alle conclusioni senza neanche darle l’opportunità di discolparsi e di dimostrare che lei non c’entrava niente con quella brutta storia.
La carrozza si era ritrasformata in zucca, ma Cecilia non avrebbe mai immaginato che potesse essere tanto doloroso.
La notte fu incredibilmente lunga.
Alle prime luci dell’alba Cecilia giunse alla conclusione che per loro non c’era più futuro, non c’erano più carezze da scambiarsi o parole dolci da sussurrarsi.
Nella sua testa continuavano a risuonare le sue accuse di Bill.
Lentamente, senza fare rumore si avvicinò a lui, si tolse la collana che le aveva regalato e la adagiò sul tavolino accanto al letto;
un ultimo intenso, interminabile sguardo e poi via, dalla sua vita…………………..per sempre.
Annunci

3 commenti su ““STA ZITTO E BACIAMI!” Capitolo X

  1. ç________ç no…. no diamine, no! Cecilia fermati!!!Oddio Fra è bellissimo questo capitolo, è triste e semplicemente stupendo…Non vedo l’ora di leggere il prossimo, sto morendo dalla curiosità…Un bacione e posta presto! Macky

  2. e te mi lasci così????????O.O o.O no noo no no nn si fa cosiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii uffacmq gli esami sono andati bene tralasciando la prova invalsi………….cmq bel colpo di scena aggiorna presto kiss kiss ❤

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...