“A PICCOLI PASSI” Capitolo I

 
                                                                                                                       by aquarius
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CAPITOLO 1
 Quella mattina, nel Pronto Soccorso della Universitatsklinikum Hamburg-Eppendorf c’era una strana agitazione.

Un fastidiosissimo chiacchiericcio ed un accalcarsi di persone di fronte a una delle medicherie creavano scompiglio in tutto il reparto.

C’era di tutto: fotografi, giornalisti cameramen, inviati del TG  forze dell’ordine e sicurezza…….un autentico caos.

Monica  aveva appena iniziato il suo turno di lavoro.

Era molto bella nella sua uniforme bianca e la casacca blu. I magnifici capelli neri erano legati in una rigida coda,  mettendo così in risalto i suoi zigomi alti e le labbra piene e carnose. I grandi occhi  marroni scrutavano tutto quello strano movimento e proprio non riusciva a capire cosa stesse succedendo.

“Medicheria 2: maschio, 20 anni incidente stradale. Trauma cranico e possibile frattura della gamba destra”. L’impiegata della reception fu come al solito chiara e concisa nel darle le informazioni; sulla cartella clinica appena preparata era annotato solo il nome: T. Kaulitz.

Arrivò con un’aria estremamente professionale e con un tono di voce calmo ma deciso, intimò a tutti di allontanarsi  dall’ingresso della medicheria per non ostacolare le normali procedure di Pronto Soccorso.

Anche la camera era un completo disastro: gente ovunque che parlava a voce alta ed un ragazzo biondo col volto coperto di lividi ed il collare ancora immobilizzato sulla barella, che si lamentava per il dolore.

Monica andò su tutte le furie.

“Uscite tutti immediatamente dalla stanza, questo è un ospedale, non un circo!”

Un ragazzo moro dall’aspetto strano, si rivolse a lei in maniera poco gentile: “Infermiera, io sono suo fratello e non ho nessuna intenzione di spostarmi da qui”.

Monica lo guardò con più attenzione e,  inarcando un sopraciglio disse: “So perfettamente chi è lei; resti pure ma  non si muova da lì; se la vedo avvicinarsi al letto ed intralciare il nostro lavoro, anche lei sarà fatto accomodare fuori”.

“Cosa è successo?” rivolgendosi al personale paramedico che aveva prestato i primi soccorsi e lo aveva trasportato in  ospedale.

“Un violento scontro frontale. Un camion ha perso il controllo e invaso l’altra corsia. Fortunatamente si sono aperti gli airbag ma ha subito un colpo alla testa e al torace riportando un trauma cranico e sicuramente ha una frattura alla gamba destra”.

“Al mio 3 lo spostiamo sul letto: 1, 2 , 3”. 

Mentre lo spostavano Tom emise un gemito di dolore.

Altre due infermiere entrarono nella stanza per aiutare Monica. Appena si resero conto di chi avevano davanti si guardarono in faccia ed iniziarono a sorridere.

“Hai visto chi è?”disse Klaudia

“Sì, Tom Kaukitz dei Tokio Hotel!  c’è anche suo fratello…che carini…”rispose Inge sorridendo civettuola. 

Monica si voltò di scatto e, nonostante fossero amiche di lunga data, le fulminò con lo sguardo; 

“Signor Kaulitz, mi ascolti, adesso devo liberarla dai vestiti; lei resti completamente immobile, ha capito?”

“Sì, ho capito ma la gamba, la gamba mi fa molto male…”

“Stia tranquillo adesso ci pensiamo noi, è in buone mani” .

Si infilò un paio di guanti sterili: “Inge, perfavore, passami le forbici lunghe”

Inge dopo essersi infilata i guanti aprì una busta sigillata che conteneva delle forbici sterili.

Monica iniziò a praticare un taglio su una gamba dei jeans indossati da Tom e poi fece lo stesso con l’altra. Dopo averlo liberato dai pantaloni, iniziò a tagliare anche la maglietta e successivamente fu la volta delle stringhe delle scarpe e delle calze, lasciandolo praticamente in mutande.

Inge e Klaudia si scambiavano occhiatine d’intesa e sorrisi maliziosi; Monica invece guardò il corpo di Tom con molta attenzione: il volto era coperto di lividi e di escoriazioni, un taglio al labbro era stato suturato con del cerotto, ma ciò che destava preoccupazione era la gamba che  si era fratturata in più punti. Sicuramente sarebbe stato sottoposto ad un intervento chirurgico.

“Inge, per favore va a prendere un camice e nel frattempo fa preparare una stanza in chirurgia per il Signor Kaulitz”. La ragazza non se lo fece ripetere due volte. Monica nel frattempo prese una coperta e coprì Tom che iniziava a rabbrividire.

“Klaudia, passami una fisiologica per favore”.

“Tom, Tom come va?” Bill, cominciò ad agitarsi alla vista della flebo, ma non mosse un passo.

“Stia tranquillo, non le farò sentire nulla” disse Monica guardandolo  negli occhi. Nel frattempo Inge era tornata con il camice e insieme lo aiutarono ad indossarlo.

“Ora le metto il laccio emostatico, stringa il pugno per favore; lo sa mia sorella è una sua fan….dice che lei è molto bravo oltre ad essere simpatico e anche molto sexy…..” e dicendo questo gli inserì una cannula nel braccio.

“Porca…”imprecò Tom, mentre suo fratello si massaggiava il braccio, quasi avesse provato lo stesso dolore. 

Monica sistemò la flebo, poi gli misurò la pressione e la febbre ed annotò tutto sulla cartella.

“Infermiera, cosa abbiamo qui?” il dottor Knoppel ed un piccolo esercito di tirocinanti entrarono nella stanza.

Mentre ragguagliava il medico sulle condizioni di Tom, porgendogli la cartella con gli ultimi dati rilevati, Monica fece cenno a Inge e Klaudia di uscire dalla stanza e di portare con loro anche il fratello del paziente.

“Bene” disse il dottor Knoppel dopo aver osservato attentamente la gamba di Tom “procediamo con le radiografie, tac, elettrocardiogramma ed esami del sangue; per il dolore somministri 100 ml di questo antidolorifico.

 Lei conosce le procedure pre-intervento, sa cosa fare”.

Non appena l’equipe medica andò via, Monica si prodigò ad eseguire le indicazioni.

Preparò l’antidolorifico ma, quando Tom vide l’iniezione iniziò a brontolare: “No, non un altro buco, detesto gli aghi!”

“Non le farò un altro buco, glielo inietto attraverso la cannula; così vede?; cerchi di stare tranquillo. Ora vado a prendere l’apparecchiatura per fare l’elettrocardiogramma e poi dovrà essere depilato”.

“Depilarmi io? ma sei matta? non ci penso assolutamente”

“E’ la procedura, non potrà essere operato altrimenti. Guardi Signor Kaulitz, glielo dico sinceramente, cerchi di collaborare, è per il suo bene. Capisco che sia preoccupato, chi non lo sarebbe?, ma qui le persone le aiutiamo a guarire, non ci divertiamo a vederle soffrire. Comunque adesso faccio entrare suo fratello così le farà compagnia”. Il tono della voce di Monica era  cortese ma,  non ammetteva repliche.

Fuori dalla medicheria imperversava ancora il caos di giornalisti e fotografi che facevano domande ad ogni infermiera che passava di là.

Uno di loro ebbe la poco brillante idea di fare domande proprio a lei, ma Monica lo liquidò in due secondi e con lui tutti gli altri:

“Se non volete una denuncia per violazione della privacy e dei diritti dell’ammalato, consiglio vivamente a tutti di accomodarsi fuori. Se e quando l’ospedale riterrà opportuno informarvi, sarete avvisati”.

Nessuno tra il personale dell’ospedale aveva avuto il coraggio di allontanare i giornalisti per paura di essere impopolare, ma Monica se ne infischiava; la sofferenza merita rispetto, questo era il suo modo di pensare.

Poco dopo tornò da Tom  e, dopo aver eseguito l’elettrocardiogramma, allegò il tracciato alla cartella clinica.

“Come va, comincia a fare effetto l’antidolorifico?”

“Sì, va decisamente meglio; perchè non mi togli questo coso? non lo sopporto mi sento soffocare” toccandosi nervosamente il collare.

“Non è possibile, mi spiace. Lei ha subito un brutto colpo alla testa; finchè non facciamo altre indagini dovrà restare completamente immobile”, poi si rivolse a Bill:  “Stia qui a fare compagnia a suo fratello ma, quando arriva l’infermiera dovrà accomodarsi fuori”.

“Mi rifiuto di lasciare mio fratello da solo!”.

“Senta Signor Kaulitz, io ho molto da fare, sa? Se lei non si attiene al regolamento dell’ospedale sarò costretta a farla allontanare con la forza e mi creda, non esiterò a chiamare la sicurezza. Ora se lei  sarà ragionevole, andremo d’accordo altrimenti attenderà fuori come tutti gli altri”.

Monica aveva proprio perso le staffe, ma cosa credevano? di poter fare tutto quello che volevano solo perchè erano ricchi e famosi?

“Ma come si per….”

“OK, faremo come ci hai detto” Tom interruppe  suo fratello “….ma ad una condizione”;

“E quale sarebbe?” chiese Monica spazientita

“Voglio sapere il tuo nome”;

“Carnelli ma, avrebbe potuto leggerlo tranquillamente dal mio tesserino” forse voleva conoscere il suo nome per farle rapporto, ma Monica non se ne preoccupò. Conosceva le regole e le faceva rispettare.

“Non il tuo cognome, il tuo nome di Battesimo”;

“Non vedo come la cosa possa interessarle; se vuole farmi rapporto il mio cognome lo conosce!”

“Per favore…” il tono della sua voce era così gentile e accattivante;

“e va bene; mi chiamo Monica”

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2 commenti su ““A PICCOLI PASSI” Capitolo I

  1. Ohhh,che bello Frà,hai messo "A Piccoli Passi"!!E’ la mia preferita!! Sarà perchè il protagonista è Tom *____*La rileggerò molto volentieri!!Ti voglio tantissimo bene =)

  2. povero Tom!!.. umh..sono curiosa, posta presto.. ^^ comunque, grazie per i complimenti all’immagine… ^^ e non ringraziarmi per i complimenti alla FF, te li meriti u.u Per il resto per fortuna non ci hanno dato compiti estivi.. almeno questo..xD comunque qui è ok, va tutto bene come al solito.. ^^ vado.. un bacione, ti voglio bene!

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