“A PICCOLI PASSI” Capitolo II

 
                                                                                                                       by aquarius
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       CAPITOLO 2

Da quando era iniziato il suo turno di lavoro, non si era fermata un attimo.

Il bel viso di Monica era stanco e tirato e le caviglie iniziavano a dolerle per le troppe ore in piedi.

Oltre a dover gestire il caso  kaulitz, aveva dovuto occuparsi di un paziente con un’ulcera allo stomaco, di un ragazzo che si era tagliato con un vetro rotto e della povera Signora Vollmer; lei era di casa al pronto soccorso della UKE.

Il suo povero cuore malandato ogni tanto le faceva  brutti scherzi.

Finalmente, la situazione era apparentemente calma e sotto controllo, tanto che Monica decise di prendersi una breve pausa e bere una buona tazza di tè.

Appena entrata nella sala infermiere, tuttavia, fu investita dalla morbosa curiosità di tutte le ragazze del primo anno. La notizia del ricovero di Tom, era sulla bocca di tutti. In ogni reparto non si faceva che parlare di questo e ovviamente si voleva  conoscere qualche particolare, magari un pò indiscreto, dopo aver appreso che era toccato a lei spogliare il famigerato chitarrista, nonchè sex-symbol della band più famosa  del momento.

“Dai Monica, raccontaci tutto, com’è Tom Kaulitz?”

“Sì, dai sputa l’osso, è vero quello che si dice in giro……”

“Non sai che fortuna hai avuto! ahhhhhhhh, spogliare Tom Kaulitz, non so cosa avrei dato per essere al tuo posto!”

“Ma smettetela,  quante storie per un  ragazzo!;  piuttosto, lui e suo fratello sono un vero problema. Credono di essere al di sopra del regolamento e di potersi comportare come gli pare ma, si sbagliano di grosso. Che gli piaccia o no, è un paziente come gli altri “.

“Ecco lo sapevo; non c’è gusto a parlare con te. Vivi solo di regole e di lavoro…….non sei divertente”;

“Che vi avevo detto? dalla sua bocca non sapremo niente. uffa!”;

“Monica sei veramente cattiva, neanche una cosuccia piccola piccola………niente da fare eh?”;

Ma lei non se la prese.

Sapeva di non stare molto simpatica alle altre infermiere. Dopotutto, con nessuna di loro aveva instaurato dei rapporti che andassero oltre l’orario di lavoro; eccezione fatta per Inge e Klaudia, naturalmente. Si conoscevano fin dai tempi del liceo ed erano legate da un grandissimo affetto e dalla passione per il loro lavoro.

Prese dell’acqua calda dal bollitore e si preparò un tè all’arancia, il suo preferito.

Avvicinò la tazza alle labbra e con molta lentezza iniziò a sorseggiare il liquido ambrato; era così piacevole potersi sedere qualche minuto e rilassarsi…….più che qualche minuto, sarebbe stato meglio dire qualche secondo!

La voce concitata di un uomo catturò l’attenzione di tutti e, pochi istanti dopo, un’allieva entrò correndo in sala infermiere, col viso rosso.

“Monica, per favore, puoi venire di là un attimo? la caposala dice che sarebbe meglio per la tranquillità dell’ospedale…………..Tom Kaulitz sta dando i numeri!”

In effetti il baccano poteva sentirsi fin lì.

” Volevate sapere com è Tom Kaulitz? Viziato, egoista e prepotente e se non bastasse, anche maleducato!” disse Monica palesemente arrabbiata.

Percorse il lungo corridoio a passo deciso e visibilmente contrariata.

Prima di entrare nella medicheria, la caposala le chiese di essere gentile e di cercare di accontentare le richieste di questo paziente un pò particolare, anche se stava mettendo a dura prova i nervi dell’intero corpo infermieristico.

Le fece capire che le richieste provenivano dall’alto e che non potevano agire diversamente visto che ogni anno la band elargiva consistenti donazioni all’ospedale per la ricerca e la cura dei tumori infantili.

Monica inspirò profondamente, entrò nella medicheria: “Che sta succedendo?”;

Le allieve infermiere erano  quasi sul punto di mettersi a piangere.

“Sono assolutamente delle incapaci!” gridò Tom;

“Signor Kaulitz le ricordo che siamo in un ospedale pertanto abbassi il tono della voce; sta disturbando l’intero reparto e questo è assolutamente inammissibile!”

“No; è inammissibile il fatto che mi hai lasciato nelle mani di due inette! perchè non sei venuta tu? Voglio parlare immediatamente con il direttore o comunque con chi dirige la baracca, è chiaro?”

“Stia tranquillo, Signor Kaulitz” intervenne prontamente la caposala. “Non è il caso di disturbare il direttore per così poco. Le assegnerò un’ infermiera personale tra le più qualificate: l’infermiera Carnelli sarà ben lieta di occuparsi di lei”.

Monica spalancò la bocca dalla sorpresa; come aveva potuto la caposala farle una cosa simile, toglierla dal reparto per fare da baby sitter a Tom Kaulitz!

Accidenti! ma perchè doveva succedere proprio a lei?

La decisione sembrò piacere molto a Tom, che tornò calmo e tranquillo come un angioletto!

Che nervi! Quel ragazzo aveva il potere di farle perdere la calma.

A malincuore e con un atteggiamento freddo e scostante accompagnò Tom a fare le radiografie che confermarono la frattura alla gamba, mentre  la tac non rilevò alcuna lesione o emorragia interna, aveva solo un bel bernoccolo; “per forza, con la testa dura che si ritrova!”,  pensò cattiva.

Dopo gli esami, lo liberò dal collare e, lo sistemò nella stanza che era stata fatta preparare apposta per lui.

Era all’ultimo piano, l’ultima alla fine di un lungo corridoio, sicuramente la posizione migliore per assicurare tranquillità e privacy ed era anche la stanza più luminosa e che godeva della più bella vista di tutte.

 Passato lo spavento iniziale e  i dolori, finalmente Tom si era addormentato, e Monica tirò un bel sospiro di sollievo.

Guardò l’orologio che aveva al polso, il suo turno sarebbe dovuto finire già diverse ore prima ed invece era ancora lì…….”e vabbè cose che capitano quando si lavora in un ospedale” pensò.

Si avvicinò alla finestra e guardò fuori, l’Elbe scorreva calmo e tranquillo, illuminato dalle luci della sera.

 Pigramente si stiracchiò come un gatto muovendo delicatamente il collo all’indietro e poi sbadigliò. Una ciocca di capelli era sfuggita alla coda, così, se la sistemò dietro un orecchio.

“Sei molto bella”.

La voce di Tom la fece sobbalzare. Allora non stava dormendo…… da quanto tempo la stava osservando?

L’imbarazzo le fece imporporare le guance e gli occhi divennero lucidi ma, finse di non aver sentito il complimento.

“Signor Kaulitz, cerchi di riposare”;

“Non ci riesco sono completamente intorpidito; mi fa male ogni singolo muscolo del mio corpo”;

“lo credo bene, dopo quello che ha subito. E’ stato molto fortunato, poteva andarle peggio.  Vediamo di darle un pò di sollievo……” si avvicinò al letto e poi guardandolo disse:”Ora metta un braccio qui, intorno al mio collo così la sollevo un pò”.

Tom si reggeva a lei ma questo le provocò qualcosa, una sensazione: una specie di brivido lungo la schiena……….che strano, prima non le era mai successo.

Scacciò questo pensiero dalla testa e sistemò i cuscini, poi lentamente lo riadagiò al letto.

Gli sistemò  le lenzuola e le coperte ma all’improvviso si sentì afferrare una mano.

Monica sollevò lo sguardo e vide Tom che la fissava con una luce indecifrabile negli occhi:

“Grazie”.

 Ne restò piacevolmente sorpresa: e chi l’avrebbe detto? Tom Kaulitz era capace di ringraziare! ……..forse non era poi così maleducato.

Sostituì la flebo e gli iniettò un’altra dose di antidolorifico, attenendosi scrupolosamente alle prescrizioni del medico; rilevò anche la pressione e la febbre e con molta cura annotò i dati sulla cartella clinica.

“Ora riuscirà a riposare, ci vediamo domani Signor Kaulitz”;

“Ma come, te ne vai?” chiese Tom corrucciando la fronte.

“Beh, il mio turno è finito almeno 4 ore fa e lei non avrà bisogno di niente altro fino a domani mattina. Per qualunque necessità prema il pulsante alla sua destra e l’infermiere del turno di notte sarà ben lieto di aiutarla”; al pensiero di Tom alle prese con Heinz, un infermiere alto 1.90m e che pesava 130 Kg le venne da sorridere; chissà se anche con lui avrebbe fatto tanto lo schizzinoso!

Si diresse verso la porta e la aprì;

“Allora a domani, Monica”;

Improvvisamente il sorriso sparì dalle sue labbra; senza alcun preavviso e, per un inspiegabile motivo, il suo cuore,iniziò a battere forte.

“A domani” rispose Monica con una nota di insicurezza nella voce e, senza  voltarsi, richiuse la porta silenziosamente alle sue spalle.

                                                                                                            …….continua

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3 commenti su ““A PICCOLI PASSI” Capitolo II

  1. Fraaa!! eccoci con il turno di "a piccoli passi" è sempre bellissima come sempre. oddio!! adesso è il turno dell’infermiere grande grosso e cattivo!! hihih povero Tommolo!!grazie mille per il commento alla FF…sei sempre molto carina!! grazie per tutto il supporto!! grazie infinite!!al prossimo capitolo!!un bacione

  2. Weeei ma grazie XD Sisi, Tom è davvero bellino nella mia immagine!! Quì è tutto ok,niente di nuovo ..tu,invece??..Sisi lo so,infatti non vedo l’ora che posti il sequel =)! Miraccomando postalo presto èh !Un bacione!

  3. heilà!.. ^^ umh.. vedremo che tom farà lo scemotto con l’altro infermiere.. ^^comunque certo che seguirò il sequel, me lo domandi pure?? u.u ahahha.. comunque.. qui procede bene.. venerdi parto per un weekend al mare e sarà così fino ad agosto, per il recupero va bene.. capisco di più e spero di prendere almeno un 6. Comunque grazie per i complimenti alla nuova versione..^^sono davvero contenta che ti piaccia.. adesso vado, un bacione, ti voglio bene!

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