“A PICCOLI PASSI” Capitolo III

                                                                                                                       by aquarius
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       CAPITOLO 3

Monica arrivò in reparto puntualissima come al solito.

Heinz le aveva riferito che la notte era stata piuttosto tranquilla e che al paziente dell’ultima camera aveva dovuto somministrare un’altra dose di antidolorifico perchè la gamba aveva ripreso a fargli male.

“Tutto qui?” chiese Monica curiosa;

“tutto qui”.

Heinz era un tipo di poche parole ma, chissà perchè Monica non si meravigliò di sapere che Tom Kaulitz  si era comportato come un paziente modello!

Ancora sorridendo, percorse il lungo corridoio e salutò l’uomo della sicurezza che era seduto accanto alla porta.

Entrò silenziosamente nella stanza, e si avvicinò al letto.

Era ancora addormentato.

Chissà perchè, quando dormiva sembrava un’altra persona: era così tranquillo; i capelli pettinati in quello strano modo erano scomposti sul cuscino, il respiro regolare, le labbra appena dischiuse.

Guardandolo con più attenzione notò i lineamenti perfetti del suo volto anche se adesso erano coperti di lividi: il naso dritto, le labbra piene e ben disegnate, le ciglia lunghe…..in effetti era  molto attraente, non era certo un tipo che passava inosservato……

 Ma perchè continuava a pensare a lui in questo modo? ma che gli stava succedendo?

Scosse la testa e si rimproverò: “ricordati che è un paziente come tutti gli altri!”;

In maniera gentile, provò a svegliarlo:

“Signor Kaulitz, si svegli per favore, devo misurarle la febbre”; ma lui non si mosse.

“Signor Kaulitz, devo misurarle la febbre; si svegli per favore”;

Tom fece una smorfia di dolore:  “Ma che ore sono?”;

“Le 6.30”;

“Ma è l’alba, voglio dormire ancora; svegliami ad un’ora più decente….”;

“mi spiace, non è possibile; lei è il primo ad essere operato questa mattina, per cui dobbiamo prepararci”;

“Oh uffa! e va bene” a fatica aprì gli occhi e vide il bel volto di Monica che gli sorrideva.

“Buongiorno…..” disse di cattivo umore, mentre sbadigliava;

“Buongiorno, come ha passato la notte?” chiese Monica armeggiando con lo stetoscopio mentre gli misurava la pressione;

“Complimenti! Ti sei divertita  alle mie spalle?”;

“Chi, io? assolutamente no. Scusi, perchè mi fa questa domanda?” fingendo di scendere dalle nuvole;

“Bello scherzetto quello di affidarmi a quella specie di carro armato! Non solo la gamba ha ripreso a farmi male quanto poi, quell’infermiere, se proprio vogliamo definirlo così, mi ha fatto vedere le stelle per spostarmi e oltre a questo brontolava perchè lo avevo disturbato. Mi sono guardato bene dal richiamarlo”.

Monica gongolava.

 Con l’aria più innocente del mondo disse:”Suvvia, non esageri: Heinz è un pò burbero ma è un ottimo infermiere;…… bene, la pressione è normale ed ora il termometro. Ah! quasi dimenticavo via quell’orecchino dal labbro”.

“Cosa? Stai scherzando?”;

“E’ pericoloso indossare qualsiasi oggetto durante un intervento.

Vediamo: niente anelli, orologi, collane, orecchini e protesi dentarie; ma credo che l’ultimo caso non la riguardi, o sbaglio?”;

Tom iniziò a ridere e la sua risata era così allegra che contagiò anche lei.

“Su, mi faccia vedere il termometro”;

“eh….. se vuoi riavere il tuo termometro, dovrai prenderlo da sola” e le sorrise malizioso;

“Poco male; sono abituata a lavorare con i bambini!”;

“Sì, ma io non sono un bambino!” disse Tom sempre più audace;

“Mmmm, non ne sarei così sicura…….ma a lei che è stato cattivo non darò la caramella!”;

“Sei……sei …. e va bene,  ecco il termometro; mi arrendo! Sei talmente bella!”.

“Non avrà ugualmente la caramella, sono incorruttibile!” ed entrambi inziarono a ridere.

“Adesso le cambio il camice e le metto la cuffia per i capelli; si appoggi a me che la aiuto. Come va?”;

“Con te qui vicina, meravigliosamente bene; il tuo profumo è terribilmente eccitante…”;

ma che sfacciato! di sicuro non si faceva problemi a dire quello che pensava……

“Signor Kaulitz, siamo seri per favore!” replicò piccata e rossa di vergogna.

“Perchè non mi chiami Tom?”;

“perchè il regolamento vieta al personale di rivolgersi in maniera confidenziale  ai pazienti”;

“e tu, fai sempre ciò che dice il regolamento?”;

“rigorosamente sì”.

“Io odio qualsiasi forma di imposizione o di regole; rispetto solo ciò che condivido”;


“fortunatamente non tutti la pensiamo come lei; immagino che razza di mondo sarebbe……”;

“Hai sempre la risposta pronta eh?”;

“sì, è una pessima abitudine che mi porto dietro fin da bambina!”;

“particolare trascurabile. Ad una ragazza speciale come te si perdona qualunque cosa……”;

……speciale; lei era speciale?;

Quella affermazione la mandò in confusione.

 Divenne ancora più rossa e non fu capace di pronunciare più una parola; quel ragazzo  era assolutamente disarmante!

La voce di Bill la riportò alla realtà: “Ciao Tom, come stai?” e  nel frattempo si sedette sul letto accanto a suo fratello.

Questo era proprio il genere di cose che Monica detestava: “Signor Kaulitz, è vietato sedersi sui letti! Prenda una sedia e si accomodi per favore” poi rivolgendosi all’altro Kaulitz: “Ci vediamo fra un pò, vado a vedere se la sala operatoria è pronta”.

Bill, brontolava  piuttosto ad alta voce mentre si sedeva sulla sedia, ma lei non si lasciò intimidire e prima di uscire gli lanciò un’occhiataccia eloquente.

Dopo quasi dieci minuti, rientrò nella stanza seguita da altre due infermiere:” Allora, siamo pronti? Adesso l’accompagno di sotto”;

Bill strinse forte la mano di suo fratello e gli fece un cenno con il capo.

Spostarono Tom sulla barella e Monica lo coprì con una coperta, poi lentamente si avviarono all’ascensore.

“Durerà molto?”;

“non saprei, dipende dalla gravità della frattura.  Di solito non si va oltre le 3 ore tra anestesia e tutto il resto”;

“ma tu assisterai all’intervento?”;

“no, mi spiace; non sono autorizzata ad entrare in sala operatoria”; nel frattempo erano arrivati all’ingresso.

“Avvicinati”;

Monica si sporse in avanti;

“un pò di più”;

“se ha qualcosa da dirmi può farlo tranquillamente non sono mica sorda! Ahh Monica, tieni a freno la lingua e ricordati di essere gentile” pensò tra sè.

“Sì? ha bisogno di qualcosa Signor Kaulitz?”;

Tom con un dito disegnò il profilo delle sue labbra.

Quel contatto iniziò a farle battere forte il cuore e una morsa le stringeva la gola…….. i suoi occhi, i suoi occhi erano dolorosamente magnetici tanto che dovette abbassare lo sguardo.

Tom le sollevò il mento costringendola a guardarlo negli occhi: “Il tuo sorriso è la prima cosa che voglio vedere quando uscirò da qui”;

e poco dopo sparì dietro le porte della sala operatoria.

                                                                                                    ………………continua

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4 commenti su ““A PICCOLI PASSI” Capitolo III

  1. Se me lo fa commentare mi ritengo fortunata! Ho letto tutti e tre i capitoli!Awwwww che bello questo qui, in particolare! Tom è sempre Tom, però quella frase finale… *w*Bellissimo Fra, aspetto presto il seguito! :)Un bacione enorme. Macky

  2. Ja, concordo con Ali u.u aspetto il prossimo ^^ come stai oggi?un bacione, ti voglio bene!

  3. Sì, ho iniziato a leggere questa FanFiction dopo un po’ troppo tempo dall’ultima.
    Ho letto i primi tre capitoli, me li sono pappati con gusto.
    Fra’, mamma mia, sei spettacolare. Mi ha fatto venire i brividi questo capitolo ! Poi è molto ironico.
    Bella, mi piace tanto.
    Proseguo, ora (:

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