“A PICCOLI PASSI” Capitolo V

                                                                                                                       by aquarius
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CAPITOLO 5

 Il sole filtrava attraverso le tendine.  

La notte era stata lunga e densa di emozioni.

Con la luce del giorno però, le cose assumevano un aspetto diverso: tutto era chiaro e ben definito e quei brevi, emozionanti istanti, vissuti appena qualche ora prima ora, dovevano rimanere solo un bel sogno. Già un bel ricordo da riporre con cura in un angolino remoto del suo cuore e lasciato lì per sempre.

Si diresse alla finestra e guardò fuori.

Il paesaggio era grigio e monotono, esattamente come i suoi pensieri.

Si stiracchiò e poi con le mani sollevò la massa voluminosa di riccioli neri.

Quando era corsa  da Tom, aveva lasciato il fermaglio in sala infermieri, ed ora si sentiva in disordine e poco professionale.

Il profumo dei fiori era intenso;  i loro colori brillanti la distolsero dai suoi pensieri; istintivamente Monica accarezzò i petali vellutati di una splendida rosa gialla.

“Ciao Tom, come va?” la voce di Bill la fece sobbalzare;

“direi benissimo; a quanto vedo, anche in queste condizioni, non perdi un’occasione eh?” lanciando un’occhiata eloquente nella sua direzione;
“Piantala Bill!”;

Monica arrossì violentemente.

Con un tono di voce freddo e professionale disse: “Buongiorno Signor Kaulitz, come si sente?”;
“ma, non ci davamo del tu?”;
“il regolamento; ricorda?”;
“ma questa notte………..”;
“questa notte lei aveva la febbre alta ed era sotto l’effetto dei farmaci”.

L’espressione stupita di Tom la colpì più di quanto si aspettasse;era deluso e arrabbiato.

 Monica non riuscì a sostenere il suo sguardo  e con una scusa si allontanò in fretta dalla stanza.

Si recò quasi correndo in sala infermieri e, solo nella tranquillità di quel luogo, respirò profondamente.

Fingere che non fosse accaduto nulla era stata dura ma proprio non riusciva a capire perchè era stata tanto scostante: di cosa aveva paura?

In realtà , la risposta la conosceva già: innamorarsi di Tom Kaulitz.

Era una follia !

Lui era ricco, famoso e soprattutto irraggiungibile. E come se non bastasse, la sua reputazione non era così rassicurante: nel suo letto una ragazza diversa tutte le notti. 

Quel bacio per lui rappresentava  un capriccio, forse una sfida ma per lei la cosa era ben diversa. 

 Lei aveva molto da perdere: il suo cuore e, questo era senza dubbio un prezzo troppo alto!

Aveva il cuore pesante e gonfio di tristezza: guardarlo  e non poter rivelare ciò che sentiva era terribile.

Meglio dimenticare quel bacio; meglio dimenticare Tom Kaulitz !

Si guardò allo specchio; aveva il volto stanco e gli occhi segnati dalla mancanza  di sonno.

Prese il fermaglio e si legò velocemente i capelli, si lavò il viso e poi uscì in corridoio; il giro delle visite era appena iniziato e prima di andare via doveva occuparsi anche della parte burocratica e terminare le ultime rilevazioni da segnare sulla cartella clinica.

Quando la vide entrare in camera, Tom la guardò con una strana luce negli occhi, tanto che ne restò intimorita.

Durante tutto il tempo, non lo guardò più; temeva di non riuscire a controllare i suoi sentimenti e quegli occhi, quegli occhi le leggevano dentro l’anima .

Ad ogni passo, ad ogni movimento, ad ogni singolo respiro sentiva su di sè il peso del suo sguardo che non la lasciava mai.

Poco dopo il chirurgo confermò che l’intervento era riuscito perfettamente e che il decorso era nella norma; nel giro di poche settimane avrebbe ripreso a camminare normalmente.

Monica tirò un sospiro di sollievo.

Adesso poteva anche alimentarsi normalmente, così gli fece portare la colazione. 

L’allieva infermiera entrò in camera con un vassoio, aveva il viso in fiamme dall’emozione: serviva la colazione a Tom dei Tokio Hotel!

La cosa non sfuggì a Tom che iniziò sfacciatamente a fare apprezzamenti su di lei.

Lusingata dai suoi complimenti azzardò: “Tom, mi faresti un autografo? Io vi seguo da molti anni e sono una tua accanitissima fan…”;

Monica la incenerì: “Come ti permetti! non puoi disturbare un paz…”:

“Ma certo!….” la interruppe Tom; “…Ad una ragazza carina come te, non posso proprio dire di no!”, e poi si voltò a guardare la  sua reazione.

Lei si sforzò di mostrarsi indifferente ma, non era sicura di esserci riuscita del tutto perchè Tom  sorrideva con aria beffarda.

Sapeva essere veramente irritante quando voleva !

Stizzita ma, con apparente calma, prese la penna dal taschino, firmò la cartella clinica ed annotò l’orario dopo aver guardato il suo orologio e poi disse: 

“Arrivederci Signor Kaulitz!”;

“ma, stai andando via?”;

“Sì, il mio turno è finito, ci vediamo  fra 2 giorni!”;

“perchè fra 2 giorni?”;

“ma, la caposala non l’aveva informata?”;

“e di cosa avrebbe dovuto informarmi?”;
” che dopo un turno di 24 ore mi spetta un giorno di riposo ma…… non si preoccupi; la lascio in buone mani!” e con la mano colpì affettuosamente la spalla dell’ allieva infermiera.

Inarcò un sopraciglio e con un sorrisetto ironico le disse: “Buon lavoro cara!”;

“La saluto Signor Kaulitz!”  poi si voltò e proprio un attimo prima di uscire lanciò un’occhiata furtiva in direzione di Tom: la sorpresa e la rabbia erano talmente evidenti che sembrava dovesse esplodere da un momento all’altro.

Guardò anche la ragazza che sorrideva ignara e pensò “poverina, quasi mi dispiace per lei…… “, e se ne andò.

                                                                                       …………………continua

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5 commenti su ““A PICCOLI PASSI” Capitolo V

  1. ahahaha… porello Tom!… ahaha..certo che.. io servirei volentieri la colazione a tom u.u Bellissimo frà… aspetto l’altro : )ti voglio bene!

  2. ehehe ke bella questa FF ;Dsono davvero curiosa di saperecome continua,non vedo l’ora di leggere gli altri capitoli!

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