“A PICCOLI PASSI” Capitolo VII

                                                                                                                       by aquarius
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  CAPITOLO 7

Il  suono della sveglia ricordò a Monica che era ora di alzarsi e di affrontare un’altra faticosa giornata.

Con lo sguardo fisso al soffitto ripensò con tristezza al giorno precedente; Tom era stato dimesso ed era andato via dalla UKE prima che lei iniziasse il suo turno.

Era ritornata nel suo amato Pronto Soccorso ed era stata talmente presa, che non era riuscita nemmeno a fare una visitina alla signora Vollmer ma, dopotutto era meglio così. Vedere la stanza di Tom vuota sarebbe stato troppo doloroso.

Si girò su un fianco e richiuse gli occhi, il tepore del letto era così invitante ma, non aveva fatto i conti con i ricordi.

Rivedeva il suo viso, i suoi capelli pettinati in quel modo assurdo, il suo sorriso e istintivamente si toccò le labbra.

Il ricordo dei suoi baci la turbò a tal punto che quasi non riusciva più a respirare.

Si alzò di scatto dal letto prese un cuscino e lo lanciò con forza contro l’armadio:”Accidenti a te, Tom kaulitz!”.

Col morale sotto i tacchi, si recò nella piccola cucina calda e accogliente. Riempì la teiera ed accese il fornello.

Monica scostò leggermente le tendine dalla finestra; il buio cominciava a lasciare il posto ai primi raggi del sole; l’inverno ormai era quasi alle spalle.

La città cominciava a risvegliarsi  o forse si accingeva ad andare a dormire: Amburgo era bellissima con le sue case di mattoncini rossi, i campanili  a punta, i suoi canali con i battelli e i suoi viali alberati.

Una leggera foschia rendeva il panorama quasi irreale; Monica adorava la nebbia, anche da bambina era così , le sembrava di essere quasi invisibile e talvolta si sentiva sospesa tra terra e cielo.

Il fischio della teiera la riportò alla realtà.

Si preparò una tazza di tè e poi si infilò sotto la doccia.

Indossò un maglioncino nero con il collo alto e un paio di jeans aderenti che mettevano in risalto la sua figura snella  e le sue belle forme.

Si pettinò con cura i capelli e si truccò leggermente.

Trascorse la mattinata nel vano tentativo di studiare ma, quando provava a concentrarsi, il viso di Tom si insinuava tra le pagine del libro.

Era inutile ripetersi di tenere i piedi a terra e che non lo avrebbe più rivisto; i suoi pensieri erano sempre rivolti a lui.

Ormai ne era consapevole, si era innamorata e non sarebbe stato facile dimenticarlo.

I suoi sguardi intensi e a volte spregiudicati le mancavano già terribilmente…….. 

Basta! non poteva continuare così.

Prese tutte le sue cose, si infilò il cappotto, prese le chiavi della macchina e uscì velocemente di casa.

Aveva bisogno di distrarsi e forse, inconsapevolmente di fuggire via dalla malinconia che la pervadeva. 

Salì in auto e senza riflettere troppo si recò ad Aussenalster.

La familiarità e la bellezza di quel posto la rincuorarono immediatamente.

Parcheggiò l’auto al solito posto, scese e, a piedi e raggiunse il suo piccolo angolo di paradiso.

Si sedette sulla sua solita panchina in mezzo a due salici piangenti e respirò profondamente.

Le acque grigie e profonde sembravano riflettere il colore plumbeo dei suoi pensieri.

Come un arcobaleno, le barche a vela  infrangevano le acque  e in un tripudio di colori si rincorrevano sulla linea dell’orizzonte.

Il vento freddo gonfiava forte le vele e sferzava il corpo di Monica facendola rabbrividire.

Si strinse il cappotto intorno al collo e indossò il cappellino di lana rosa che aveva infilato nella borsa.

Il suono del cellulare, la destò dalla tranquilla calma che aveva ritrovato ma, appena vide il numero sorrise.

“Ciao Marco, come stai?”;

“Io bene, tu piuttosto che fine hai fatto? Non ti fai mai sentire!”;
“Hai ragione, ma lo sai sono sempre impegnata….”:
“Sì, sì ora tiri in ballo la scusa del lavoro, vabbè che stai facendo?”;

“Indovina un pò dove sono?”:

“Non saprei”;

“Ad Aussenalster a vedere le barche a vela!”;

“Beata te!, io sto lavorando. A proposito ieri tua madre ha telefonato a casa: dice che è da un pò che non ti fai viva neanche con loro. Zia Marisa era molto preoccupata e mi ha chiesto di tenerti d’occhio…”;

“E tu come un bravo cugino fai quello che ti viene chiesto!” disse infastidita.

“No, provvedo solo ad informarti, così magari, prima di andare a lavoro, potresti farle una telefonata fingendo di non aver saputo nulla da me”;

“Sei un tesoro!”;

“lo so; ora vado. Mi raccomando non sparire!” e riagganciò.

Anche se contro voglia, fece ciò che Marco le aveva suggerito e telefonò a sua madre.

Monica le voleva bene ma, il fatto di essere figlia unica l’aveva resa  iperprotettiva  e talvolta quasi ossessiva nei suoi confronti per questo, appena le era stato possibile, si era affittata un appartamentino ed era andata a vivere da sola.

Fortunatamente la telefonata fu breve, così potè ritornare a godersi il paesaggio.

Il tempo passò in fretta, guardò l’orologio e a malincuore ma con l’animo un pò più sereno ritornò all’auto. 

 

Arrivò alla Uke, ma già dal suo ingresso notò gli strani sguardi delle altre infermiere.

Avvicinandosi agli spogliatoi, gli sguardi e i mormorii diventavano sempre più insistenti.

“Ma che avranno da fissarmi tanto? sembra quasi che mi vedano per la prima volta”, pensò tra sè sempre più nervosa.

Al pronto soccorso poi, i sorrisetti ironici e le parole bisbigliate divennero oltremodo insopportabili.

Ora si sentiva a disagio e la cosa non le piaceva affatto.

Una sua collega le si avvicinò e le disse: “Monica, ti vuole la caposala in sala infermieri”.

“Che avrò mai combinato se la caposala vuole vedermi sarà successo qualcosa….meglio andare subito e vedere di che si tratta” pensò.

Attraversò il corridoio; la caposala era seduta alla scrivania e controllava delle cartelle.

“Salve, voleva vedermi?”;

“Sì, dovresti per favore andare in chirurgia”;

“Come mai, è successo qualcosa?”;

“Di sopra ti diranno di che si tratta” e non aggiunse altro. 

 Prese l’ascensore e salì all’ultimo piano.

Anche lì la situazione non era diversa, sguardi curiosi e parole bisbigliate.

Davanti alla sala infermieri c’era una gran confusione ed uno strano assemblamento.

Quando la videro arrivare ammutolirono tutti, era più che evidente che stessero parlando di lei.

Monica esplose, la situazione era insopportabile: “Ma cosa avete tutti da fissarmi, che diavolo è successo? E’ da quando sono entrata che le persone mi guardano e poi parlano sottovoce. Se avete qualcosa da dirmi fatelo adesso e non alle mie spalle!”.

“No, non è come credi tu” disse Inge;

“e allora com’e?” disse stizzita e stanca di tutto quel confabulare;

“…..è solo che, beh, guarda tu stessa”.

Tutti si allontanarono dalla porta e Monica restò con la bocca spalancata per la sorpresa.

La sala infermieri era piena di palloncini colorati, ce n’erano a centinaia e sulla scrivania, troneggiava un immenso cesto di rose rosse.

Monica entrò piano e si avvicinò al tavolo.

Toccò le rose quasi con religioso rispetto; erano bellissime: i petali vellutati erano di un rosso intensissimo e il profumo inebriante.

Al centro c’era un minuscolo bigliettino.

Con mani tremanti lo staccò dalla confezione, lo aprì e lo lesse ed un immenso sorriso le illuminò il volto:

 

                                       “Per Monica,

                                                 la mia infermiera preferita”

                                       (come vedi, mi ricordo ancora come ti chiami)

                                                                   T. K.

                                                                                                        …………………continua.

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10 commenti su ““A PICCOLI PASSI” Capitolo VII

  1. Mamma mia, Fra! Anche io mi scioglierei a leggere un bigliettino del genere! **Che tenero che è stato il signorino Tom **Mi piace veramente tantissimo, complimenti veramente, è una storia molto ma molto bella…Sono curiosa di leggere il seguito!!! 🙂

  2. Sto abbastanza bene, devo dire… oggi sono anche fortunata che c’è un po’ nuvolo e quindiil caldo mi lascia un attimo in pace… certo sarebbe stato meglio se fosse stato ieri, dato cheabbiamo lavorato dalle 15 alle 18.35, mentre oggi facciamo solo dalle 17 alle 18-18.30 perchèho lezione oggi pomeriggio… ma va beh, intanto approfittiamone finchè c’è fresco! xD

  3. Tu invece? Tutto bene? Posso immaginare quanto sia faticoso fare le prove… Sta andando tutto bene?Con i corsi di greco va molto meglio, devo dire… e con sabato ho finito, finalmente! Sia latino sia greco!Grazie mille a te per aver commentato "Bugie"… mi fa molto piacere che ti piaccia ancora… iol rileggendo ibozzetti che avevo mi vergognavo quasi a postarla!!!

  4. waaaaaaaaaaaaaaa che dolce Tom *.*Sisi io tutto bene frà,oggi vado in piscina con delle mie amiche…tu,come stai? che farai di bello?Kussen!

  5. ciao Fraaa..quel mitico bigliettino!! mi sono immaginata la faccia di Monica e devo dire che anchìio avrei avuto la stessa espressione.è sempre bello leggere di nuovo questa FF..*.* anche tu sei un anti-twilight!!! che grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!! ti stimo a bestiaaaaaaaaaaaa!!! ^^ anche se va detto che Jacob è figo *,*io mi sono sorbita tutti i film con delle mie amiche..due palle enormi!!! io infatti faccio sempre il tifo per i vampiri cattivi!!! ihihih

  6. io comunque sto bene: mi girano le palle a bestia perchè la data dell’Heineken Jaimin Festival dove dovevano esibirsi i Green Day è saltata perchè è iniziato a diluviare.eravamo 25 mila persone e ci hanno rimandato tutti a casa: ti giuro sembrava che dovesse arrivare un uragano concerto saltato e niente Green Day ç_________________________________çimmagino che le prove per il tuo spettacolo siano molto faticose…ma fai classico,moderno o contemporaneo?

  7. *-* che ROMANTICO!!.. ok, adesso la voglio anche io una cosa del genere u.u ahaha.. frà, è bellissimo! comunque, qui tutto bene: fa un caldo tremendo, sembra quasi di non essere in italia ma el deserto del shaara { o come si scrive xD } è tutt’una mattina che il condizionatore è acceso, e non sia mai lo spengono! comunque a parte questo; il recupero è lunedi e spero vada bene, anche se ho capito la maggior parte delle cose. adesso vado, ci sentiamo. Un bacione!

  8. Ciau fra cm sempre il cap é bellissimo!!!!!cmq cm va???a me in qst momento uno skifo…..bill e tom il 16 saranno a catania e io cm smp nn posso andarci…..uff k palleeeee ma dico venire da una parte k sia terra ferma e nn circondata dal mare no é????uff e poi dicono k noi fan siamo una grande famiglia…io a qst cs ci credo poco…bn e dp tutto il mio pikkolo sfogo posso dire k il capitolo mi ha tirato un po su cn il morale kiss

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