“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo IV

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO IV

“Bill……..e?”;

ma il ragazzo tentennava.

“Beh, piacere Bill e basta!”.

Bill scoppiò in una fragorosa risata.

La tensione cominciò ad allentarsi; certo gli inizi non erano stati promettenti……

“e va bene, Kaulitz: Bill Kaulitz”;

“quel Bill Kaulitz?”chiese con una nota di incredulità nel tono della voce;

“In carne ed ossa!”.

Ecco il motivo di tanta riluttanza! Da non credere…..con tutte le persone che potevano passare di lì in quel momento, in chi era incappata? Addirittura una rockstar di fama mondiale!  Incredibile….però a guardarlo bene, avrebbe dovuto riconoscerlo subito:  era sottile come un grissino!

“Più in ossa a dire la verità…….”;

“Hei! Certo che non ti fai problemi a dire  quello che pensi!” disse Bill seccato.

Lisa arrossì; come al solito era stata fin troppo diretta.

“Scusami, il guaio è che sono fatta così ma a volte farei meglio a mordermi la lingua!”.

Bill la guardò di sottecchi e poi le chiese:”sei una fan dei Tokio Hotel?”;

“NO-NO direi proprio di no!” si affrettò a dire;

Bill si voltò e la guardò con aria stupita.

Accidenti lo aveva rifatto!

“Non offenderti, bella musica non c’è che dire ma, non è proprio il mio genere”; sembrava seduta sui carboni ardenti: si era appena resa conto che per togliersi da una situazione imbarazzante si era cacciata in un’altra ancora più imbarazzante della precedente! Boccaccia! Ma quando avrebbe imparato a riflettere prima di parlare?;

“Ah sì, e quale sarebbe il tuo genere? A questo punto sono proprio curioso di saperlo” disse con una punta di sarcasmo.

“Il Metal, ovvio! Perchè non si vede? Sono un’autentica metallara”.

Bill la guardò con molta attenzione e scoppiò a ridere di nuovo.

“Sono felice che tu sia così allegro ma, mi dici per quale motivo stai ridendo?”;
“E tu mi dici da cosa dovrei capire che sei una metallara?”;

“Guarda che potrei anche offendermi sai?” e iniziò a ridere anche lei; Bill invece, diventò serio all’improvviso.

“Ci mancherebbe altro! Potrei avere in macchina una feroce assassina e l’ultima cosa che voglio è urtare la sua suscettibilità”;

Lisa rise ancora più forte di prima: “ma chi io? Spiacente. Non sarei in grado di fare del male ad una mosca”.

“E…dovrei fidarmi di quello che dici? Sei una perfetta sconosciuta; carina, decisamente attraente ma una perfetta sconosciuta. Come hai detto che ti chiami?”;

“Lisa”;

“hai un nome molto dolce”.

“Grazie, sei gentile. Comunque ti capisco. Credimi non voglio assolutamente crearti problemi, appena possibile alzo i tacchi e mi tolgo dai piedi; non sentirai mai più parlare di me”.

Bill la guardò di nuovo ma questa volta si tolse gli occhiali. Scrutava attentamente i suoi occhi e poi le sue mani.

Era bellissimo e aveva uno sguardo malizioso; Lisa restò quasi senza fiato per la sorpresa… era ammaliante e sensuale il modo in cui la guardava…. esrcitava su di lei un fascino che non sapeva spiegarsi. Di una cosa era certa: era assolutamente magnetico, come una calamita perchè era  impossibile staccare lo sguardo da lui e poi il suo sorriso…

“Parlami di te, quanti anni hai?” chiese curioso, distogliendola dai suoi pensieri.

“Quasi 20”;

“e che facevi prima di fermarti in quel postaccio?”;

“Beh, stavo per andare a lavoro…..ci crederesti? Oggi è il mio primo giorno….a questo punto non so se posso  dire di avere ancora un lavoro: non sono nemmeno riuscita ad avvisare il signor Stolz”.

“Stolz, la casa d’arte?”;

“Si proprio quella! Avrei dovuto essere lì almeno 2 ore  fa….chissà quante ne avrà dette! Probabilmente avrà pensato che sia tipico degli italiani agire in questo modo!”.

“Perchè, sei italiana?”;

“Sì”;

“Beh, non l’avrei mai detto! parli bene la mia lingua”;

“E’ anche la mia lingua!”.

“Non credo di seguirti…hai appena detto di essere italiana e che il tedesco è la tua lingua”;

“Beh, sì mi rendo conto che a volte non è facile stare dietro al filo dei miei pensieri” e scoppiò a ridere ma Bill questa volta non rise, anzi la guardava ancora più perplesso di prima.

Aveva un’espressione talmente  buffa dipinta sul viso che questo scatenò ancora di più l’ilarità  di Lisa.

Ripensandoci bene….forse Bill in quel momento la considerava davvero una povera pazza!

Fece un colpo di tosse e si schiarì la voce: “Sono italiana ma mia madre è tedesca”;

“ah …..”;

“E’ stato il classico colpo di fulmine: la turista tedesca che viene in vacanza in Italia e si innamora perdutamente di un ragazzo italiano romantico sognatore e terribilmente galante…..un colpo di fulmine che dura da quasi 25 anni!”;  le venne da sorridere pensando ai suoi genitori, erano talmente tanto diversi: mamma alta, bionda e con gli occhi azzurri e papà molto  più basso di lei scuro di carnagione con i capelli e gli occh scuri.

“Beati loro…l’amore è pura utopia!”;

“Che pessimista sei! L’amore è sempre intorno a noi, aleggia lieve come un alito di vento caldo. A volte, quando meno te lo aspetti, si compie la magia e allora la vita ti sorride!”;

Bill la guardò dritto negli occhi per una frazione di secondo e disse:” assomigli molto a quel ragazzo romantico e sognatore……credo di capire perchè tua madre si sia innamorata di lui”.

“Sì, è vero! Sono un’inguaribile romantica. Oh, bene ecco un distributore: è ora di levare le tende. Grazie mille sei stato dav….” ma Bill non si fermò e proseguì.

“Ma non eravamo d’accordo che al primo distributore mi avresti fatta scendere?”;

Bill non rispose.

“Devo cominciare a…..preoccuparmi?” ;

ma Bill continuava a rimanere in silenzio e a concentrarsi sulla guida.

Lisa iniziava ad essere sulle spine…. adesso si rendeva conto di essere stata un tantino avventata; no, peggio! Era stata imprudente. Salire in macchina con un estraneo…….. Mille brutti pensieri le girarono per la testa nel giro di pochissimi secondi.

Bill, vedendola agitare e non ostentare più quell’aria sfrontata e sicura di sè scoppiò a ridere.

“Beh,  è chiaro che la cosa ti metta di buon umore ma….ancora non mi hai risposto” disse restando sul chi-va-là.

Continuando a ridere Bill disse: “bene bene, adesso proverai ciò che ho provato io!”;
“sì, ma io sono stata sincera con te e ti ho detto tutto ciò che potevo per rassicurarti; invece tu sei piuttosto misterioso non ti pare?”;
“Giustissimo! Ok. Ho un’appuntamento poco lontano da Stolz, ti accompagno fin lì”.

“Oh no, no; non posso accettare; ho già approfittato troppo di te e del tuo preziosissimo tempo, sei stato fin troppo gentile”.

“Questo lo so” disse scandendo bene le parole, poi aggiunse:”  ma non preoccuparti, ti accompagno volentieri e poi, non potrei mai lasciare una ragazza così carina ad un distributore, ti pare?”;

“Se la metti così allora non posso proprio rifiutare” disse rilassandosi di nuovo e tirando un sospiro di sollievo.

Continuarono a chiacchierare scambiandosi battutine spiritose e frecciatine fino a quando non giunsero a destinazione.

“Eccoci arrivati!” disse Bill mentre accostava.

“Allora grazie di tutto! Se non mi avessi aiutata non avrei saputo cosa fare”; aprì lo sportello e stava per scendere dall’auto quando improvvisamente si voltò di scatto e si avvicinò a Bill  stampandogli un bacio sulla guancia.

Bill la guardò sconcertato, sopraffatto dal gesto inatteso. Con dita leggere, si sfiorò appena la guancia sulla quale era ancora impresso il tepore delle sue labbra morbide e vellutate.

“Io ringrazio così!” disse Lisa che scese dall’auto e si precipitò da Stolz.

                                                                                                             ………………continua

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2 commenti su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo IV

  1. "Piacere Bill e basta!""Il metal, ovvio! Perchè, non si vede? Io sono un’autentica metallara!"Quanta stima per questa fanciulla… mi piace il suo carattere, sìsì, molto! ^^Sempre bella! Mi fa piacere rileggerla! 😀

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