“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo IX

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO IX

 

Doveva assolutamente calmarsi.

Da quando aveva riattaccato il telefono, non era più riuscita a chiudere occhio ma, quello era solo un dettaglio.

Era pervasa da una strana eccitazione, quasi febbrile che le impediva di stare ferma.

Continuava a salire e scendere dal letto. ad accedere la luce per poi  spegnerla subito dopo.

Moriva letteralmente di caldo e poi all’improvviso tremava dal freddo e continuava a guardare l’orologio ogni tre minuti.

Il giorno sembrò non arrivare mai.

Nella sua testa continuavano a riecheggiare le parole di Bill …

“credo proprio di essermi innamorata” disse ad alta voce.

Ammettere quella verità fu quasi una liberazione.

Si sentiva felice e leggera come una farfalla; sì, si era innamorata di Bill.

La magia era accaduta e tutto intorno a lei sembrava diverso: i colori erano più vividi; i profumi più intensi, i suoni più amplificati…perfino il suo cuore batteva in maniera diversa.

Guardò fuori dalla finestra: la neve aveva smesso di cadere e il cielo cominciava ad illuminarsi; il sole iniziò il suo lento e progressivo cammino dalla linea dell’orizzonte al cielo e tutto assumeva un pallido colore rosa.

I suoi raggi, lacerarono le ultime nuvole grigie che pigramente si diradarono.

“Benvenuto, nuovo giorno!  Benvenuto ultimo giorno di gennaio” disse sottovoce;

 ….ultimo giorno di gennaio? Come era possibile? Era già il 31 gennaio? Corse al calendario vicino alla parete a controllare.

Non c’era alcun dubbio!

Era il 31 gennaio e questo significava solo una cosa:il suo stage stava per concludersi.

Come aveva potuto dimenticarsi di una cosa tanto importante?

“Accidenti Bill, è tutta colpa tua!” pensò tra sè.

Mise da parte ogni romanticismo e corse in bagno.

Si preparò con cura ed indossò un paio di pantaloni di lana molto eleganti e il suo maglione preferito. Era rosso, di cashmire con un collo molto largo che lasciava completamente scoperte le spalle.

Si infilò un paio di stivali dal tacco alto e per finire indossò dei piccoli orecchini e un braccialetto di corallo rosso.

Fermò appena alcune ciocche dietro la testa e lasciò che i morbidi capelli neri scendessero lisci lungo le spalle.

Si truccò con cura valorizzando i suoi occhi e poi si diede un tocco di lucidalabbra.

Un’ultima occhiata allo specchio: sì, poteva andare, le piaceva l’immagine che lo specchio rifletteva.

Prese il cappotto e la borsa e scese di corsa nella piccola sala ristorante per la colazione.

 Hagen se ne stava seduto in un angolino, tutto solo davanti a un caffè fumante e  la testa ficcata nel giornale che leggeva le pagine finanziarie.

“Giorno!” disse allegra Lisa.

Hagen l’aveva sentita arrivare.

“Buongiorno, dormito bene?” le disse rivolgendole un sorriso sincero.

“Non molto, e tu?”;

“Come un ghiro. Immagino che tu non abbia dormito per l’agitazione”; come faceva a sapere che l’agitazione era la causa della sua insonnia?

“Si, voglio dire, oggi è l’ultimo giorno da Stolz, vero?”; oh! quella agitazione…..

“sì, è proprio così!” disse sospirando leggermente mentre si sedeva accanto a lui e si versava una tazza di tè.

“Che farai? Ci hai già pensato?”;
“No. Ti confesso che in questo momento non ho la più pallida idea”;
“Resterai  qui o tornerai in Italia?” disse fingendosi poco interessato mentre con gli occhi scorreva gli ultimi titoli del giornale.

“Bella domanda….beh, vedremo. Ho ancora qualche giorno per rifletterci. Oh accidenti!” disse guardando l’orologio ” si è fatto tardi devo scappare” e si alzò di scatto dalla sedia.
“Ma come, non mangi niente?”;
“Non ho molta fame. Vado, a questa sera” e si allontanò velocemente.

“Ah, Lisa?” disse Hagen voltandosi verso di lei.

“Si?”;

“sei incantevole questa mattina” e senza aspettare risposta, si immerse nuovamente nella lettura del giornale.

  

Arrivata da Stolz, si mise subito al lavoro ma era distratta e ansiosa.

Aveva rimandato più volte quella decisione, cosa avrebbe fatto? Sarebbe tornata in Italia o sarebbe rimasta lì…..

“Basta, ho tempo ancora fino alla fine della settimana per pensarci” e così dicendo si dedicò alle scartoffie che aveva davanti.

Era in programma una mostra di un giovane artista berlinese e lei doveva occuparsi di tutti i documenti relativi al trasporto e all’assicurazione delle opere d’arte.

Non poteva permettersi nessuna distrazione, così i suoi problemi passarono in secondo piano.

Dopo qualche ora aveva terminato e portò tutta la documentazione a Stolz per l’approvazione.

“Bene, signorina Donelli, ha fatto un ottimo lavoro. Spedisca questi via fax alla compagnia di trasporto e questi altri all’assicurazione. Poi gentilmente, provveda ad informare l’artista…come si chiama?”;

“Koeller”;

“ecco, informi Koeller che domani pomeriggio alle quattro le sue tele saranno prelevate dal suo studio e trasportate qui. Appena avrà terminato, venga nel mio ufficio insieme al responsabile della sicureza e alle guardie addette alla sorveglianza che discuteremo sulla disposizione delle opere e sulla messa in sicurezza delle stesse”.

“Si, signor Stolz, provvedo subito”.

 

 

Corse verso il fax a spedire i documenti poi si diresse nel suo ufficio, cercò il numero di Koeller nella sua agenda e lo chiamò.

“Pronto Signor Koeller? Salve qui è la casa d’arte Stolz; volevamo informarla che le abbiamo appena inviato i documenti per il trasporto e l’assicurazione e che……” all’improvviso il suo cellulare cominciò a vibrare sulla sua scrivania.

“Signor Koeller , vuole gentilmente scusarmi un attimo?” e senza aspettare risposta, lo mise in attesa.

Prese il cellulare trepidante e  rispose:”Ciao, sono al telefono; non riattaccate! arrivo subito”; e lasciò la conversazione aperta mentre riprendeva la linea con Koeller.

“Mi scusi per l’attesa. Come le dicevo poco fa, abbiamo provveduto ad inviarle un fax con tutta la documentazione e in allegato troverà i documenti relativi all’assicurazione e al trasporto delle sue tele…Sì signor Koeller, dovrà firmarle e poi rinviarle qui da noi, esatto.

Domani pomeriggio, alle quattro l’azienda incaricata del  trasporto preleverà le tele dal suo studio e provvederà a portarle qui, troverà tutti gli orari e i dettagli nella documentazione che le abbiamo inviato……D’accordo, ci risentiamo domani. Arrivederci Signor Koeller”. Attaccò immediatamente il telefono e prese il cellulare:

“Pronto?”;

“Però, come siamo professionali! Ci sono tante cose di te che ancora non conosco bene ma avremo tempo per approfondire…” la voce di Bill fu come un raggio di sole in una giornata di pioggia.

“A lavoro sono molto disciplinata, non sono la ragazza folle che conosci tu” disse sorridendo.

“Che fai di bello?”;

“Parlo con te al telefono”;

“e oltre a parlare con me?”;

“lavoro all’organizzazione di una mostra di un giovane artista berlinese”;

“e…..ne hai ancora per molto?”;

“Più o meno un’ora direi” disse guardando l’orologio alla parete.

“Troppo!”;

“troppo?”;

“Un’ora è troppo lunga, vorrei vederti subito”.

Quelle parole fecero vibrare le corde della sua anima.

” Mi manchi…. E’ strano, non credevo che un giorno lo avrei detto ma, è proprio così”.

Lisa non sapeva cosa dire, ora più che mai avrebbe voluto  correre da lui.

“Dovrò aspettare per forza, non è così?” continuò Bill;

“Purtroppo”;

“Allora ci vediamo al posto di ieri, ok?”;

“Ok. A dopo”; e chiuse la conversazione.

Si sedette sulla sedia.

Quel ragazzo la rendeva così fragile e vulnerabile…… “Cuore, ti prego, non battere così forte…mi stai facendo male e tu, tempo, scorri in fretta!”.

La riunione con Stolz fu lunga ed insopportabilmente noiosa; i suoi pensieri correvano a Bill e inevitabilmente provava l’irrefrenabile desiderio di aprire la porta di quell’ufficio e scappare via.

“Bene, direi che è tutto per stasera. Potete andare, ci vediamo domani”;

Lisa si alzò di scatto dalla sedia ed infilò subito la porta.

” Signorina Donelli, mi scusi, potebbe fermarsi un attimo? Avrei bisogno di parlarle“.

A Lisa iniziarono a tremare le gambe; quel tono poco rassicurante poteva significare solo una cosa: la rispediva a casa.

Deglutì a vuoto e si preparò a ricevere la brutta notizia mentre gli altri uscivano e si richiudevano la porta alle spalle.

Si accomodò  su una delle poltrone.

“Signorina, si trova bene qui da noi?”;

“Si, mi sono integrata alla perfezione e vado d’accordo con tutti i miei colleghi. L’ambiente è stimolante e poi il lavoro mi piace molto”.

“Proprio di questo volevo parlarle”;

una morsa le strinse la gola e dal nervosismo cominciò a tormentarsi le labbra.

“Il periodo di stage si è concluso”;
“si” fu l’unica cosa che riuscì a dire prima di trattenere il respiro.

“Io sono molto soddisfatto di lei; volevo dirle che  se lei non ha altri programmi, io le farei un contratto di un anno e poi vedremo; che ne dice?”;

Lisa riprese a respirare.

Un grosso sorriso le illuminò il volto, era al colmo della felicità.

“Grazie signor Stolz, grazie infinite…non so davvero come ringraziarla di questa opportunità”.

“E’ solo merito suo, signorina. Ci vediamo domani”.

 Lisa uscì dall’ufficio che le gambe ancora le tremavano; un anno! L’aveva assunta per un anno!

Prima Bill e poi il lavoro….le cose non potevano andare meglio!

Percorse il breve tragitto col cuore in gola; era felice, immensamente felice ma ogni attimo che passava nel traffico le sembrava un’eternità.

Finalmente raggiunse il luogo dell’appuntamento e Bill era di spalle appoggiato alla sua auto che ammirava la festa di luci e di colori che offriva il porto.

Quando sentì il rumore di un’auto,  si voltò e la vide,  regalandole un immenso sorriso.

 Lisa fermò immediatamente l’auto, non si preoccupò di parcheggiare.

Lasciò lo sportello aperto e corse da lui lanciandogli le braccia al collo sorridendo felice.

“Devo dirlo subito a qualcuno altrimenti esplodo!”;
“Dire cosa?”;

“Stolz mi ha assunta per un anno! capisci? un anno! E’ la cosa più bella che potesse capitarmi!” disse sincera e si ritrovò a fissare la sua immagine negli occhi sorridenti e luminosi di Bill.

All’improvviso si rese conto di essere stata troppo precipitosa, troppo estroversa; come sempre si era lasciata guidare dall’istinto, senza riflettere.

Arrossì violentemente.

Lentamente abbassò le braccia e il sorriso si spense sulle sue labbra; era così imbarazzata che non aveva il coraggio di guardarlo: continuava a fissare la punta dei suoi piedi.

 Ad un tratto, Bill le sollevò il mento costringendola a guardarlo; i suoi occhi scuri si fondevano negli occhi lucidi e umidi di Lisa; le sue mani si posarono delicatamente sui suoi fianchi e scivolarono piano sulla sua schiena fino a quando le sue braccia le circondarono la vita.

Quel contatto la fece rabbrividire, il cuore batteva forte nel petto, il respiro accellerato, il sangue pulsava veloce nelle tempie.

Chiuse leggermente gli occhi sentì il volto di Bill accanto al suo.

Il suo profumo, ora così intenso le riempiva i polmoni e la vicinanza le permetteva di sentire nitidamente il calore del suo corpo, i battiti vigorosi del suo cuore.

La attirò più vicino a sè, sempre più vicino  e istintivamente Lisa, si abbandonò tra le sue braccia: le loro labbra si sfiorarono piano, si accarezzavano timidamente imparando a conoscersi ma poi Bill se ne impossessò con un lungo dolcissimo bacio.

Si baciarono ancora e ancora, le labbra non volevano saperne di staccarsi l’uno dall’altra; baci sempre più intensi, sempre più appassionati, sempre più esigenti fino a quando entrambi ebbero bisogno di respirare.

Lisa appoggiò la testa sul suo torace; quanto si sentiva piccola tra le sue braccia.

Bill la strinse forte sollevandola da terra e ancora col fiato corto e col cuore che gli martellava nel petto le disse piano:”Tu sei la cosa più bella che potesse capitarmi”.

                                                                                            ………………..continua

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3 commenti su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo IX

  1. Hagen… Hagen… grrr devo confessare che mi sta antipatico… fa i complimenti da romanticone e poi sparisce di nuovo dietro il muro di serietà da intellettuale… MA SCIOGLITI RAGAZZO MIO!!!"Tu sei la cosa più bella che potesse capitarmi" oddio Bill… che che… aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! Ok la smetto sono completamente fuori di testa! xD

  2. Bello, bello, bellissimo.
    Ok, come sempre provo una strana sensazione quando leggo le FanFiction con Bill che bacia qualcuna, però è bello, mi piace tanto, ma tanto tanto.
    Brava Fra.

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