“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo V

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO V

I giorni successivi furono frenetici ed intensissimi.

Grazie all’aiuto di Mark e di Hagen era riuscita a portare l’auto da un meccanico che la trattenne per un periodo decisamente troppo lungo, così a turno Sabine, Ingrid e Ursula la accompagnavano alla più vicina fermata dell’autobus che portava ad Amburgo, poi lì  prendeva la metropolitana per arrivare da Stolz, il quale fu molto comprensivo.

Al mattino era costretta a certe levatacce e alla sera, quando finalmente tornava a casa era talmente stanca che subito dopo cena si chiudeva in camera e si addormentava.

Il  lavoro le piaceva moltissimo ma, era molto più complicato di quanto immaginasse; si rendeva conto che non era così esperta e preparata: in poche parole non era come a scuola.

Si impegnava moltissimo e comunque ce la metteva tutta: era meticolosa e infaticabile, sempre pronta ad imparare cose nuove e soprattutto disponibile, non si tirava mai indietro.

Dopo quasi dieci giorni le riconsegnarono l’auto e finalmente riconquistò la sua indipendenza, odiava dover dipendere da qualcuno anche se i suoi amici erano stati ben lieti di aiutarla.

Un pomeriggio,  era nel suo ufficio a sbrigare delle pratiche; era quasi l’orario di chiusura e lei era talmente stanca che non vedeva l’ora di tornare a casa e di togliersi quelle maledettissime scarpe dal tacco alto che per tutto il giorno l’avevano tormentata.

Ad un tratto il signor Stolz si affacciò sull’uscio della porta:”Signorina Donelli, mi scusi”;

“Si, signor Stolz?”;

“avrei bisogno di una gentilezza da parte sua”;

“se posso…..mi  dica”;

“ho bisogno che lei faccia da guida per una visita”.

“Una visita?! A quest’ora? Mi scusi ma non stiamo per chiudere? Mancano pochi minuti alle 5” disse guardando l’orologio.

“Si lo so, ma questa persona non è un visitatore qualunque: è un personaggio importante qui ad Amburgo e tra l’altro è la prima volta che viene;  per motivi  di sicurezza non gli è possibile accedere durante il normale orario di visita”.

“Capisco; non si preoccupi, conti pure su di me signor Stolz” accidenti, ci mancava solo questa! pensò fra sè;

“bene, allora vado ad informarlo. Un’ultima curiosità……il suo nome di battesimo è Lisa vero?”;

“Si, perchè?”;

“perchè il nostro ospite ha chiesto espressamente di lei” disse poco prima di allontanarsi.

“Mah, chissà chi è questo ospite misterioso……..ma sì sicuramente è Mark, non no è Klaus!  Vorrà farmi uno scherzo! sì, con quella sua aria da avvocato e la barba  come minimo si sarà spacciato per un magistrato o cose del genere…” così sorridendo a quel pensiero si recò nell’ufficio di Stolz.

Bussò alla porta e delicatamente la aprì immaginandosi di trovare il suo amico seduto sul divano Luigi XIV di velluto rosso di Stolz….ma non fu cosi!

Per poco non le prese un colpo quando si ritrovò Bill seduto in una delle eleganti poltrone che tranquillamente chiacchierava con il titolare.

 Trattenne il respiro  ma le finì un pò di saliva di traverso e cominciò a tossire forte.

Divenne rossa come un peperone e le lacrimavano gli occhi; l’unica cosa che desiderava fare in quel momento era sparire, magari sotto terra.

“E’ tutto a posto signorina Donelli? Vuole un bicchier d’acqua?”; le chiese premuroso Stolz.

Bill la guardava con il suo solito sguardo indecifrabile e sorrideva divertito.

Lisa respirò profondamente e poi, con appena un filo di voce disse:”No grazie; è tutto sotto controllo”.

 Dopo qualche altro colpo di tosse si schiarì la voce e con una sicurezza che era ben lontana dal provare disse in un tono piuttosto formale: “prego se vuol seguirmi, da questa parte…” e precedette Bill facendo strada verso una delle sale più grandi dove c’erano esposte le tele più celebri della casa d’arte. Uscendo nei corridoi notò i colleghi che si erano riuniti e al gruppetto si era aggiunto anche la guardia addetta alla sicurezza:  li guardavano curiosi e parlavano sottovoce.

Aveva lo sguardo di tutti puntato su di sè e questo la mise in agitazione tanto che cominciò a mordersi le labbra.

Iniziò a presentare le opere spiegando i periodi, le tendenze, le tecniche adoperate da ogni singolo artista, il significato dell’uso di determinati colori mettendo in evidenza la sua conoscenza a riguardo.

Quando furono abbastanza distanti da orecchie  ma non da occhi indiscreti, visto che venivano costantemente monitorati dalle telecamere di sicurezza e dalle sue colleghe che per un motivo o per un altro andavano avanti e indietro lungo i corridoi, fingendo di mostrare una tela ed indicando un particolare su di essa disse: “che ci fai qui?”;

Bill sorrideva, si vedeva lontano un miglio che si divertiva moltissimo:”ma ti sembra questo il modo di salutare un vecchio amico?”;

” si, scusa hai ragione …..chi sarebbe il vecchio amico? E comunque questo non è il posto adatto per i saluti e le conversazioni amichevoli. Non dimenticare che io qui ci lavoro” mentre si guardava intorno con circospezione.

“E per fortuna oserei dire…..e pensare che ho dovuto alzarmi all’alba per essere qui. Bella riconoscenza!!” e continuava a sogghignare;

“Prego, spostiamoci da questa parte, nella zona degli arazzi….questo è uno degli arazzi dipinti da Mirò…..come all’alba? Sono le 5 del pomeriggio!”;

“Per me è l’alba. Comunque sono venuto fin qui per dirti che avevo voglia di rivederti e che mi piacerebbe uscire con te……ah sì interessante i colori sono molto accesi e le dimensioni sono piuttosto grandi non è cosi?” fingendosi interessato all’enorme telo appeso alla parete;
“Cosa?! Uscire con me?”; non si era accorta di aver alzato la voce ed immediatamente tutti gli occhi furono di nuovo puntati su di loro.

“em…. si-si è verissimo;……. tu, vuoi uscire con me?”; aggiunse quasi sottovoce parlando più a sè stessa che a Bill.

Era felice e perplessa allo stesso tempo; Bill Kaulitz le aveva appena chiesto di uscire…..un appuntamento! Quante domande le affollarono la testa…

“Qualcosa non va?”;

“Ma sei sicuro? Potrei essere una feroce assassina di rockstar……” disse maliziosa;

“forse; ma sono disposto a correre il rischio!” rispose Bill sorridendo.

Quando sorrideva era davvero irresistibile….

“mmm… mi piacciono gli uomini coraggiosi, sprezzanti del pericolo……  i cavalieri senza macchia e senza paura!”.

Bill continuava a sorriderle con la testa leggermente inclinata da un lato e non smetteva di fissarla.

“E di grazia, perchè mai dovrei accettare il suo cortese invito? Dopotutto lei è carino, decisamente attraente ma un perfetto sconosciuto” e sorrise civettuola tenendo sempre d’occhio il corridoio e facendo attenzione a dare le spalle alla telecamera.

Bill scoppiò a ridere ma poi guardandola  dritto negli occhi disse: “perchè muoio dalla voglia di conoscerla meglio milady; perchè lei è solare, intelligente, spontanea, con un grande spirito d’iniziativa e terribilmente bella!”.

A quelle parole, sentì il cuore battere forte e le guance si imporporarono: nessuno le aveva mai detto delle cose così carine. Non fu più in grado di sostenere il suo sguardo, nè tanto meno fingere di  continuare la visita; si sentiva invasa da un senso di felicità che le fece brillare gli occhi.

“Allora, che mi dici?”;

“Ok” disse tutto d’un fiato senza riuscire a guardarlo e senza nemmeno pensarci due volte.

“Ci vediamo domani, a quest’ora. Ti aspetterò fuori”;

Allora era vero, era tutto vero non stava sognando! 

Srollò la testa e riprendendo il solito tono scherzoso disse: “A domani ma, mi raccomando: sii puntuale. Odio i ritardatari!”;

Sentendo dei passi avvicinarsi porse la mano a Bill:”Spero che torni presto a trovarci; arrivederci”;

“Ci può contare. Grazie mille signorina lei è stata davvero molto gentile” stringendole forte la mano tra le sue.

Poi si voltò e uscì.

Il povero cuore di Lisa ormai batteva forte come un tamburo ma forse sarebbe stato meglio dire come un’intera orchestra che suonava.

Immediatamente le sue colleghe le si avvicinarono e le fecero un mucchio di domande: “Sai quello chi era?”;

“Onestamente no!” mentì spudoratamente.

“Ma come non conosci Bill Kaulitz?”;

“Bill chi?”;

“Bill kaulitz, il cantante dei Tokio Hotel! Ti è capitata la fortuna di incontrare il leader di una famosa rockband e tu neanche lo conosci!”;

“Oh beh, io so solo che a quest’ora avrei già dovuto essere fuori di qui! Che male ai piedi, queste scarpe mi stanno uccidendo!” disse in un tono un pò vago mentre si allontanava ma, forse, i suoi occhi luminosi e le sue guance rosate rivelavano più di quanto lei volesse lasciar trapelare.

A passo spedito si recò nel suo  ufficio, recuperò le sue cose e nel giro di pochi minuti era seduta in macchina che ritornava a casa.

Salutò il portiere ed entrò nel piccolo salotto posto all’ingresso dell’albergo e lì trovò Sabine e Ursula sedute sul divano che guardavano un film strappalacrime.

“Hei! Come va? Che guardate di bello?”;

“Schhhhh, zitta! Questo è il momento più bello di tutto il film” disse Sabine.

“Oh, sì adesso lui le dirà che la ama e staranno insieme per sempre!”;continuò Ursula.

“Bene non vi disturbo; vorrà dire che non vi dirò  che domani sera ho un appuntamento con un ragazzo stupendo, bello sensibile e con un sorriso che ti ruba il cuore”;

“Cosa?!”; disse Sabine dimenticandosi completamente del film.

“Sul serio? E, chi sarebbe il fortunato?”; aggiunse Ursula.

“E’ un segreto! Ma posso garantirti che non è un ragazzo come gli altri”;

“Ah sì? E come lo hai conosciuto?”; chiese curiosa Sabine;

“Ricordate quando sono rimasta senza auto? Beh, lui è il ragazzo che mi ha dato un passaggio”;

“Mmmm interessante, continua”;
“oggi è venuto da Stolz e mi ha chiesto di uscire !” disse facendo dei piccoli saltelli e battendo le mani come una bambina che riceve un regalo inaspettato.

“E si può sapere il nome di questo ragazzo misterioso?”; aggiunse Ingrid che scendendo le scale aveva ascoltato tutta la conversazione.

“Per adesso è assolutamente top secret!”.

“No, non è giusto non puoi farci una cosa simile……adesso vogliamo sapere chi è” disse Sabine;
“Giammai!” rise Lisa.

“D’accordo allora l’hai voluta tu! Sabine, Ingrid torturiamola col solletico fino a quando non ci dirà il suo nome” e alzandosi in piedi cominciarono a rincorrersi.

“Buonasera!” la voce profonda e carica di rimprovero di Hagen le interruppe bruscamente.

“Buonasera Hagen! Lo sai, domani Lisa ha un appuntamento con un ragazzo misterioso” disse Sabine.

“Ho sentito” aggiunse in tono freddo e scostante e le lanciò uno sguardo interminabile che Lisa non seppe spiegarsi.

La guardava con disappunto ed era visibilmente irritato.

“Ci vediamo a cena ” poi salì le scale e chiuse la porta della sua camera.

“Che caratteraccio!” disse  Ingrid;

“Già” ; ma ancora non si spiegava il perchè di quella reazione.

“Ma sì lo sappiamo tutti che Hagen è fatto così e poi, Lisa, quando  si parla di te, lui diventa protettivo lo sai” continuò Ursula.

“Oh sì, è verissimo! Qui ce ne siamo accorti tutti sai che Hagen ha un debole per te”;

“Sabine! Sei sempre la solita!” la rimproverò bonariamente Ursula;

“Sì non riesci proprio a tenere la bocca chiusa eh?” continuò  pungente Ingrid.

“Scusate ma cosa ho detto di sbagliato…..”; la conversazione cominciava a diventare imbarazzante.

“Vado a farmi una doccia e a cambiarmi; ci vediamo dopo a cena”; recuperò le sue cose e si allontanò.

Salì in camera pensando ancora a Hagen e al suo sguardo gelido ma poi, ripensò a Bill e al loro appuntamento.

Si sdraiò sul letto e abbracciò il cuscino; nelle orecchie risuonavano ancora le sue parole….”terribilmente bella!” aveva detto proprio così.

Un brivido le corse lungo la schiena; chiuse gli occhi e cominciò a fantasticare.

“Chissà cosa avrà organizzato…..sarà bellissimo trascorrere del tempo insieme….”;

poi all’improvviso spalancò gli occhi e si sollevò dal letto: “Ma cosa mi metto?”;

si alzò con un balzo e si scraventò sull’armadio cominciando a passare in rassegna tutti i suoi vestiti.

“….troppo corto;……troppo serio;…….troppo scollato;…..troppo vistoso!  Uffa, non ci siamo!”; guardò l’orologio era tardissimo sicuramente tutti la stavano già aspettando per la cena.

Il giorno successivo arrivò fin troppo in fretta.

Si era vestita con cura adottato un abbigliamento piuttosto informale ma che si adattava bene a qualsiasi situazione: un paio di jeans blu e un maglioncino azzurro di morbida angora; stivali dal tacco basso e un paio di orecchini dello stesso colore del maglione.

Aveva lasciato i capelli sciolti e si era truccata con molta cura.

Per tutto il giorno ebbe un bel sorriso stampato sulle labbra e tutti si accorsero di questo suo stato d’animo che rasentava l’euforia.

 Anche a lavoro, non riusciva a stare un attimo ferma.

Correva su e giù, avanti e indietro passando da un piano all’altro con una energia che sembrava inesauribile; perfino Stolz si accorse di questo sua allegria: “Oggi siamo di buon umore, vero signorina Donelli?”;

“Si, è una giornata splendida; lei non trova?;
“Beh, veramente nevica e c’è un fortissimo vento gelido ma se per lei è splendida….”.

Che razza di figura!

Stava nevicando e non se n’era neanche accorta.

Si precipitò alla prima finestra e guardò fuori: la neve cadeva fitta fitta e tutto intorno era già coperto da una soffice coltre bianca.

Il vento soffiava forte e i piccoli fiocchi di neve venivano trasportati di qua e di là come leggiadri petali di fiori bianchi….era tutto così bello!

La città sembrava diversa o almeno così le sembrava.

Guardò l’orologio: segnava quasi le cinque.

Prese la borsa e il cappotto; salutò tutti di corsa e velocemente si precipitò fuori lasciando tutti sbigottiti per la rapidità con cui scese le scale.

                                                                                                          …………………. continua

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2 commenti su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo V

  1. "….troppo corto;……troppo serio;…….troppo scollato;…..troppo vistoso! Uffa, non ci siamo!"; guardò l’orologio era tardissimo sicuramente tutti la stavano già aspettando per la cena.Quanto la capisco! Anche io quando ho un’uscita un po’ importante non so mai cosa mettermi! Certo, le mie uscite si limitano ad una serata al cinema con i miei migliori amici, ma ogni tanto mi prendono questi attacchi pure a me! xD

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