“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo VI

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO VI

L’aria era fredda e pungente  e la neve cadeva silenziosa.

Lisa era in piedi, il vento le sferzava il corpo e il minuscolo ombrellino non la riparava sufficientemente dalla neve.

Si stringeva nel suo cappotto e con una mano si teneva stretta la sciarpa intorno al collo.

Continuava a guardarsi intorno ma di Bill neanche l’ombra.

Più il tempo passava e più il suo entusiasmo andava scemando.

Dopo quasi un’ora passata a congelarsi pensò che forse si era preso gioco di lei.

“Che stupida! Ci sono cascata in pieno!”.

Figuriamoci…..ma sul serio si era bevuta le sue frottole? Aveva saputo abbindolarla bene con il suo sorriso e le sue parole dolci;

“alla mia età credo ancora nelle favole!”.

Già era fin troppo bello per essere vero.

Avrebbe quasi voluto piangere per la rabbia e per la delusione; perchè si era presa gioco di lei?

Scosse la testa e a passo lento si avviò in direzione del parcheggio dove aveva lasciato l’auto.

Era furiosa con se stessa per essere stata così ingenua.

Raggiunse la sua Punto. Aprì lo sportello e lanciò la borsa sul sedile posteriore con poca grazia poi,  cercò qualcosa per togliere la neve dai vetri ma non trovò nulla di meglio che un vecchio cd di sua madre: “le dirò che l’ho perso”.

Un pò alla volta raschiò via la neve che   andava ghiacciandosi, poi salì in auto e mise in moto.

Immediatamente accese il calorifero a manetta nel frattempo continuava a massaggiarsi le mani fredde e arrossate nel tentativo di scaldarle un pò.

Un brivido le corse lungo la schiena e poi starnutì: “ecco ci mancava solo il raffreddore; tutta colpa tua Bill Kaulitz!”.

Mentre diceva queste cose ad alta voce, lo sportello dal lato del passeggero si aprì e qualcuno, col viso nascosto da un cappuccio, si sedette accanto a lei.

Lisa era spaventata a morte tanto che non riusciva più a muoversi; gli occhi sbarrati, il cuore che le martellava nel petto…. le mancava il respiro.

Si schiarì appena la voce e richiamando tutto il coraggio che le era rimasto, con  un sussuro a malapena udibile disse:

“Scenda immediatamente dalla mia auto o comincio ad urlare”.

L’uomo accanto a lei non sembrò darle retta e tranquillamente continuò a sistemarsi la cintura di sicurezza.

Ora era davvero in preda al panico.

Riempì bene i polmoni d’aria e lanciò un urlo talmente forte che lo sconosciuto accanto a lei si tappò le orecchie.

Gridò con tutto il fiato che aveva in corpo e quando finì inspirò profondamente ed era pronta ad urlare di nuovo ma l’uomo le mise una mano sulla bocca.

“Basta, perfavore non urlare! Prometti che se tolgo la mano non griderai?”;

Lisa fece cenno di sì ma non appena l’uomo scostò la mano dalle sue labbra ricominciò ad urlare più forte di prima.

“Lisa calmati, calmati per favore sono Bill! Guardami sono io!” disse abbassando il cappuccio della giacca e scostando la sciarpa dal viso.

“Bill?!” in effetti adesso che si era scoperto e lasciava intravedere i suoi occhi…..sì era proprio lui.

“Santo Cielo Bill! stava per venirmi un infarto…..ma cosa ti è saltato in mente di spaventarmi a questo modo!”;

“Scusa, non volevo io…”;
Lisa si portò una mano al petto, mentre visibilmente sollevata sospirò.

“Hei, tutto bene?” chiese Bill con una nota di preoccupazione nel tono della voce vedendole il viso pallido e tirato.

“Adesso si, ma senti qui” gli prese la mano e se la portò sul petto.

Bill era imbarazzato e la guardava con stupore;
“Senti come batte?”;

Bill abbassò lo sguardo :”scusa non volevo è solo che….”;
“a proposito!” lo interruppe lei col viso imbronciato e la fronte corrucciata “ma che fine hai fatto? Ti ho aspettato per più di un’ora!”.

“Beh, è una storia lunga”;

“Io ho tempo. Su, spara!”;

“Sono arrivato in anticipo, così ho parcheggiato l’auto qui dietro e sono sceso a comprare le sigarette e quando sono tornato indietro, un gruppo di ragazzine ha assediato la mia auto, sbirciavano all’interno e gridavano -è la macchina di Bill!-” fece una breve pausa.

“ancora mi chiedo come abbiano fatto a riconoscerla..”;

“forse leggendo la targa?” disse Lisa tra il sarcastico e il divertito.

“Sta di fatto che mi sono nascosto nell’atrio di quel palazzo, sperando che se ne andassero via in fretta e invece hanno chiamato i rinforzi ne sono arrivate delle altre armate di macchine fotografiche e videocamere. Ti ho vista passare, avevi un’espressione talmente delusa e arrabbiata….ma, non volevo che mi giudicassi male, così ti ho seguita fin qui”.

Lisa scoppiò in una fragorosa risata.

Bill la guardò con aria interrogativa: “Scusa, ma perchè stai ridendo?”;

“Sono ancora intorno alla tua auto?”;

“Si, perchè?”;

“Dove hai parcheggiato?”;
“Lì dietro ma…”;
“ok” e senza aggingere altro mise in moto  ma, invece di proseguire, fece manovra e si recò nella direzione che le aveva indicato Bill.

“Ma che stai facendo? Non penserai di…” ma non riuscì a finire la frase.

Lisa si avvicinò al gruppetto di ragazze e abbassò il finestrino: “scusate, posso sapere che succede?”; chiese con l’aria più innnocente del mondo.

“Questa è l’auto di Bill Kaulitz” risposero in coro le ragazzine con toni piuttosto euforici.

“Bill Kaulitz? Il cantante dei Tokio Hotel?”;

“Sì proprio lui!” mentre un largo sorriso illuminava i  loro volti.

Poverine erano completamente bagnate e avevano il naso rosso dal freddo; poteva comprenderle bene, visto che fino a qualche minuto prima era nella loro stessa identica situazione….. 

“Ah! quindi siete qui che lo aspettate?”;
“E’ ovvio così ci farà un autografo e magari gli scattiamo pure qualche foto”;

“Ma non avete freddo? Potrebbe anche metterci tanto…”;
“Non importa se è necessario lo aspetteremo anche tutta la notte!” risposero con maggior enfasi.

“Ah…..beate voi! come vi invidio. Io me ne sarei già andata da un pezzo!” disse voltandosi a guardare Bill che faceva bene attenzione a nascondere il volto dietro al cappuccio. “Beh, buona fortuna allora!” sollevò il finestrino e si allontanò.

 Bill era letteralmente furioso: “Tu devi essere fuori di testa! Non posso crederci….e se mi avessero riconosciuto? E se avessero preso d’assalto l’auto? e se…”;
“e se, e se. Rifletti un attimo: come avrebbero potuto anche solo lontanamente immaginare che il ‘magnifico’ Bill Kaulitz fosse seduto in una vecchia piccola utilitaria italiana? Almeno adesso sappiamo che non puoi prendere la tua auto e che sono fermamente determinate ad aspettarti anche tutta la notte”.

Bill sembrò pensare per qualche minuto poi disse:”Già, questo è il prezzo del successo! Non riesco più ad andare in giro senza che queste cose accadano”;

“Dovresti esserne orgoglioso e riconoscente: sotto questa neve e con il vento che tira sono ferme lì nella speranza di un tuo sorriso o di una foto. Ricordati che tu sei quello che sei grazie a loro e a tante altre ragazze che come loro comprano i tuoi dischi e vengono ai tuoi concerti;

Comunque, qui con me sei al sicuro”.

“Al sicuro? Non ne sono molto convinto..”;

Lisa lo guardò di traverso e Bill subito cambiò argomento: Avevo prenotato un tavolo in quellosplendido ristorante al porto….avevo chiesto di prepararci una magnifica cena a base di pesce ma avremmo dovuto essere lì almeno un’ora fa! E adesso che facciamo?”;

“Mmmm, io avrei un’idea migliore e poi odio il pesce!”.

                                                                                                               ………………….continua

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Un commento su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo VI

  1. Questo è uno dei capitoli che preferisco… Lisa all’inizio mi fa tenerezza, quando aspetta Bill e di lui neanche l’ombra…"Mmmmm io avrei un’idea migliore e poi odio il pesce!" come dicevo, mi piace troppo questa ragazza! ^^Complimentissimi, è stupendo! 😀

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