“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo VII

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO VII

Lisa era allegra e di buon umore a differenza di Bill che mostrava tutto il suo disappunto.

Si vedeva lontano un miglio che non gli piaceva sconvolgere i suoi piani; continuava a lamentarsi parlando a raffica e gesticolando vistosamente.

Lei gli lanciò un’occhiata furtiva: come era bello con i suoi occhi scuri, il naso dritto e quelle labbra che adesso erano piegate in una smorfia.

Si ritrovò a pensare a quanto potesse essere emozionante essere baciata e improvvisamente desiderò fortemente il contatto con quelle labbra.

“Ma che diavolo vai a pensare!” disse dentro di sè ed uno strano rossore le fece avvampare le guance.

Scrollò la testa e si dedicò con maggiore attenzione alla guida.

“Dove stiamo andando?” chiese Bill guardando la strada.

“In un posto dove vado spesso a mangiare, ma non preoccuparti; penso a tutto io. Ti fidi di me?”;

“Dovrei?”;

“Ma sei davvero diffidente! Ti ho appena salvato da un esercito di fan scatenate e ancora dubiti? Male male, signor Kaulitz!”;

“E va bene; hai ragione tu. Sono nelle tue mani”.

“Ecco bravo! Ti assicuro che non te ne pentirai!”.

Si voltò a guardarlo solo per un attimo ma gli occhi di Bill si riflettevano nei suoi ed un sorriso gli illuminava il viso.

Perchè provava all’improvviso una sorta di languido dolore? Una fitta intensa quasi come una pugnalata ma dolce e struggente.           

 Il cuore improvvisamente cominciò a battere forte e il respiro accellerava mentre il petto si alzava e si abbassava seguendo il ritmo del suo respiro.

Perchè all’improvviso si sentiva in imbarazzo, intimidita da quello sguardo così profondo e scrutatore? Sembrava quasi raggiungere la parte più intima del suo cuore; leggere tutto ciò che lei provava in quel momento, carpire i segreti della sua anima rivelandogli la  parte più vulnerabile di sè: la sua natura istintiva, passionale e ribelle ma anche sensibile ed incredibilmente fragile. Si sentì nuda e inerme, spogliata di ogni  difesa; non servì a nulla distogliere lo sguardo da lui: i suoi occhi la imprigionavano ed era inutile ogni tentativo di dissimulare le sensazioni che la turbavano tanto.

Si meravigliò  della  sua vulnerabilità, si sentiva come una scolaretta:” dove è finita adesso la tua risolutezza? E la tua faccia tosta? Possibile che uno sguardo ti sconvolga tanto?” continuava a chiedersi.

Fortunatamente, giungere a destinazione la destò da quei pensieri.

Scendere dall’auto e farsi investire dall’aria gelida era proprio quello che le ci voleva per riprendere il controllo di sè e delle sue emozioni.

Bill lesse l’insegna ad alta voce:”Sayuki specialità giapponesi”.

“Ti piace la cucina giapponese?” ma senza aspettare risposta scese dall’auto;

” Aspettami qui, arrivo subito” e dicendo questo afferrò la borsa dal sedile posteriore e chiuse lo sportello.

Bill la guardava con un’aria assolutamente interdetta.

Dopo circa 15  minuti Lisa venne fuori con due sacchetti stracolmi; aprì lo sportello e li adagiò con cura sul sedile posteriore poi si sedette, si allacciò la cintura di sicurezza e riprese a guidare.

“Dove stiamo andando?”;

“Curioso eh?”;

“Più che curiosità la mia è una vera e propria esigenza. Ho sempre bisogno di sapere tutto”.
“Oh! Capisco; beh stiamo andando in un posticino tranquillo che conosco io; ci vado spesso e mi piace molto. Quando posso vengo a guardare il sole che tramonta. Ecco, siamo arrivati”.

Un grosso parcheggio tra maestosi alberi e di fronte uno squarcio del porto di Amburgo; il panorama che si poteva ammirare era davvero mozzafiato!

Un giorno lei e Sabine erano uscite a fare compere e, dopo mille tentativi per indovinare la strada (ahimè Sabine era una autentica frana a ricordare se girare a destra o a sinistra; a questo o a quell’altro incrocio….)finalmente si rilassarono guardando la luna riflettersi sulle acque visto che il sole era già tramontato da un pezzo.

Quella sera con Bill non si riusciva a vedere molto: la neve cadeva fitta e i tergicristalli faticavano a spazzarla via  dal parabrezza ma l’effetto era molto romantico.

“Qui potremo stare tranquilli e gustarci una magnifica cena giapponese”;

Bill si guardava intorno, in effetti il luogo aveva un fascino molto particolare.

Lisa prese i sacchetti: “hai fame?”;

“Da lupi!”;

“Benissimo, allora c’è del ramen, del sushi con salsetta agrodolce e  gamberetti fritti”.

Bill scoppiò a ridere.

“Perchè ridi?” gli chiese curiosa.

“Perchè sei la ragazza più imprevedibile e la più contraddittoria che abbia mai conosciuto in vita mia!”;

“E come mai pensi questo di me?” chiese increspando leggermente la fronte.

“Poco fa mi hai detto che odi il pesce e poi prendi sushi e gamberetti fritti?”;

“Beh, il sushi è quello vegetariano e i gamberetti non sono pesce! Ad ogni modo, io adoro la cucina giapponese!”.

Bill rise ancora più forte:”io proprio non ti capisco sai? Voi italiani avete dei piatti fantastici…”;
“si, gli spaghetti al sugo e la pizza” lo interruppe lei;

“Come facevi a sapere che stavo per dire proprio quello? è fantastico mi leggi nel pensiero!”;

Lisa scoppiò a ridere:”no, non ti leggo nel pensiero è solo che di solito per gli stranieri la cucina italiana è rappresentata da questi due piatti, tutto qui”.

“Ah , allora ti stai prendendo gioco di me?” disse Bill divertito.

“Assolutamente no! ma avevi una tale espressione sul viso…”;

“bene, allora ti faccio ridere eh?” disse Bill fingendosi imbronciato mentre incrociava le braccia.

Di male in peggio! Accidenti alla sua lingua!

“No” disse diventando improvvisamente seria: ” e solo che mi sei sembrato tenero, ingenuo con un sorriso infantile..sembravi un bambino che per la prima volta assiste ad un gioco di prestigio”.

Bill si voltò a guardarla  e si fissarono negli occhi e Lisa provò di nuovo quel miscuglio di sentimenti inspiegabili.

Restarono in silenzio, a lungo, guardandosi semplicemente poi fu Bill a rompere quel silenzio così assordante e denso di significati.

“Sei un mistero….ma vale la pena scoprirti” disse Bill.

Lisa abbassò gli occhi.

Perchè diceva cose che la colpivano tanto? Nessuno le aveva mai detto parole così carine…

fissò il cibo nel sacchetto: “dai, mangiamo prima che diventi tutto freddo. Ecco, prendi” e gli passò una confezione di ramen e le bacchette.

“No, le bacchette no!” si lamentò Bill: “Non mi piace mangiare con le bacchette e poi non so nemmeno come si usano”.

“E’ molto semplice: metti il medio in mezzo alle due bacchette e poi con l’indice fai leva sulla prima; così vedi?” e gli mostrò esattamente come usarle.

Le prime volte Bill fu un disastro! Lasciò cadere tutto il cibo mentre lei sembrava che non usasse altro per mangiare.

Risero e si divertirono stuzzicandosi a vicenda e quando Bill si lasciò sfuggire un pezzo di sushi nella salsa agrodolce, sporcandosi leggermente la giacca, furono costretti ad asciugarsi le lacrime che gli venivano giù dal ridere.

L’atmosfera era allegra e divertente ma ad un certo punto Lisa si guardò intorno: il cibo caldo aveva coperto i finestrini di vapore all’interno mentre la neve si era depositata su tutta l’auto coprendola come una soffice coperta bianca.

“Cosa c’è? Qualcosa non va?” chiese Bill.

“Guarda, la neve ci ha completamente ricoperto”;

“non ce ne siamo accorti ma il tempo è sicuramente peggiorato”;
“già, sarà meglio andare prima che le strade diventino impraticabili” disse azionando i tergicristalli.

La neve veniva giù più fitta di prima e le temperature basse della sera cominciavano a farla ghiacciare.

“Sarà meglio se torni a casa” disse Bill premuroso;

“si, ma prima dimmi dove posso accompagnarti”;

” visto che sei così gentile, se mi dai uno strappo al porto te ne sono grato. C’è un locale esclusivo dove vado spesso con mio fratello. Più tardi lui mi raggiungerà e torneremo a casa insieme”.

Percorsero il breve tragitto in silenzio ma Lisa sentiva su di sè  lo sguardo di Bill.

In pochi minuti furono nei pressi del club.

Accostò la macchina al marciapiedi: “eccoci arrivati” disse voltandosi verso Bill che inaspettatamente le prese il volto tra le mani…quanto erano morbide e delicate.

Guardandola dritto negli occhi cominciò ad accarezzarla delicatamente con le sue dita sottili ed affusolate.

“Sono stato davvero bene con te. Era da tanto che non passavo dei momenti così belli”; il tono della voce era basso e suadente, lieve come una carezza.

“Sei solare, simpatica, folle quanto basta e assolutamente imprevedibile; sai sorprendermi e questo mi intriga tantissimo…”

lo sguardo di Bill si spostò sulle sue labbra e poi col pollice gliele sfiorò piano.

I loro volti erano molto vicini e il suo profumo così intenso…..un brivido le corse lungo la schiena: moriva dalla voglia di essere baciata, fremeva al contatto con le sue dita e il respiro era sempre più corto e affannoso.

Ad ogni tocco tutto il suo corpo sembrava gridare:”baciami, ti prego. Baciami!”.

“Torna a casa prima che il tempo peggiori” disse Bill mentre si staccava da lei.

“Emm….” Lisa abbassò lo sguardo: “si, si certo non preoccuparti” ma la sua voce tradiva tutta la sua delusione.

Bill le sorrise e scese dall’auto ma prima di andarsene disse:”come farò a sapere che sei a casa sana e salva?”;

Lisa guardò nella borsa e tirò fuori una penna:”dammi la mano, perfavore”;

Bill gliela porse e lei scrisse qualcosa in mezzo alla sua palma.

“Chiamami!”.

                                                                                                        ……………………continua

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Un commento su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo VII

  1. Hahahahaha quanto me lo vedo Bill che gesticola e parla a raffica!!!"Accostò la macchina al marciapiedi: "eccoci arrivati" disse voltandosi verso Bill che inaspettatamente le prese il volto tra le mani…quanto erano morbide e delicate.Guardandola dritto negli occhi cominciò ad accarezzarla delicatamente con le sue dita sottili ed affusolate."Sono morta… mi sono immedesimata tantissimo! Mi si è fermato quasi il cuore a leggere! Bellissima!

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