“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo VIII

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO VIII

Il cuore in subbuglio, le narici sature del suo profumo, il volto di Bill accanto al suo, i suoi occhi scuri, il ricordo delle sue mani sul suo viso, sulla sua bocca le procuravano dei piccoli brividi che le scuotevano il corpo e le facevano brillare gli occhi.

Reprimere il desiderio così intenso di sentire le sue labbra calde e umide unirsi alle proprie era una vera tortura e scacciare via quelle sensazioni, quel turbamento emotivo era impossibile.

Perchè non l’aveva baciata? Anche lui lo desiderava, lei lo  sapeva, lo sentiva eppure non lo aveva fatto.

Aveva preferito lasciarla andare via……

Cercò di allontanare da sè quei pensieri e di concentrarsi sulla guida, la strada era pericolosamente scivolosa; prese il CD  dei Pantera e lo spinse nel lettore, lo programmò sulla sua traccia preferita alzando il volume al massimo.

Le note travolgenti di “Walk” iniziarono a vibrare forte nello stomaco e immediatamente tutto l’abitacolo dell’auto fu investito dall’onda d’urto della chitarra,  del basso, dai colpi vibranti della batteria e dalle liriche dure e graffianti.

Percorse il lungo tratto di strada cantando a squarciagola e con gli occhi ben piantati sulla strada.

Quando finalmente fu vicina all’albergo, spense di colpo il lettore.

Adesso era calma, poteva tranquillamente rientrare senza mostrare il suo stato d’animo, quello che sentiva…..forse in questo modo sarebbe riuscita ad evitare il terzo grado delle  sue tre amiche che sicuramente erano ancora in piedi che la aspettavano per sapere qualche dettaglio del suo appuntamento.

Parcheggiò l’auto accanto al marciapiedi, sul lato opposto dell’ingresso dell’albergo ma si attardò a scendere.

Respirò profondamente e si guardò intorno; voleva portare via con sè tutte le emozioni di quella serata.

Si guardò critica nello specchietto retrovisore e pensò che se le cose, nella vita le fossero andate male, avrebbe avuto un grande futuro come attrice! Riusciva perfino a sembrare distaccata.

Scese dall’auto e velocemente aprì l’ombrello.

Il freddo la fece rabbrividire, si strinse nel cappotto e poi, voltandosi, chiuse lo sportello.

“Finalmente sei tornata…”;una voce alle sue spalle la colse di sorpresa.

Sobbalzò dallo spavento e si voltò di scatto: Hagen era di fronte a lei, con le mani in tasca e la guardava con preoccupazione ma allo stesso tempo con sollievo.

I suoi grandi occhi azzurri avevano una luce particolare, diversa dal solito e il suo modo di guardarla la faceva sentire a disagio:”Hagen, mi hai spaventata….”;

“scusa, non volevo. Ero preoccupato per te: è tardissimo e nevica forte……pensavo ti fosse accaduto qualcosa”.

“No, no non preoccuparti; ho fatto tardi a causa della neve. Il centro era bloccato e sulle strade si procede piano perchè sono scivolose” mentì spudoratamente, arrossendo per la grossolana bugia che aveva appena detto.

“Ma, Hagen, sei solo col maglione, ti stai bagnando; rischi di prenderti un malanno”.

“Non importa. Hai cenato?”;

“Si; dai vieni qui sotto l’ombrello”; Lisa si sentì in colpa. Non le piaceva raccontare frottole.

Hagen l’aveva aspettata e, non appena l’aveva vista arrivare, era uscito senza nemmeno infilarsi la giacca o prendere un ombrello.

“Grazie sei gentile”.

Le prese l’ombrello dalle mani e si accosto a lei; le cinse le spalle con un braccio, avvicinandola al suo petto.

Lisa sentiva chiaramente i battiti vigorosi e accellerati del suo cuore.

La stringeva forte a sè e per un momento si sentì al sicuro, protetta. Percorsero in questo modo il breve tratto di strada ma, all’improvviso lei scivolò e stava per cadere quando Hagen la afferrò saldamente per la vita e la attirò a sè.

Il suo sguardo era perso negli occhi di Lisa e il suo respiro tiepido le sfiorava la guancia.

I loro visi erano incredibilmente vicini.

Lisa distolse lo sguardo e si allontanò leggermente da lui:”Che maldestra…”.

Hagen la sciolse da quell’abbraccio ma ancora vicini, saliro le scale.

Aprì la porta e la fece entrare, poi, chiuse l’ombrello ed entrò a sua volta.

Attraversarono il piccolo corridoio e giunsero alle scale che portavano alle camere.

“Grazie Hagen per avermi aspettata”;

Lui si avvicinò e le prese le mani stringendole tra le sue.

Quella luce nei suoi occhi ora, era molto più intensa:”Lisa, ascolta io”;

“Ciao! finalmente sei tornata!” la voce di Ingrid lo interruppe bruscamente.

Immediatamente Hagen si staccò da lei mentre Ursula, Ingrid e Sabine facevano capolino sulle scale.

“Ti stavamo aspettando!” disse Ursula con un grosso sorriso e uno sguardo malizioso.

“Oh sì, siamo curiosissime, vogliamo sapere tutto! Com’è andato il tuo appuntamento?” aggiunse Sabine.

Questa volta fu Ursula ad intervenire mentre Ingrid scuoteva la testa:” Ma Sabine, via, un pò di discrezione”.

“Lisa?”;

la voce di Hagen era diventata improvvisamente dura: “il tuo ombrello” e glielo porse.

Senza aggiungere altro, se non un’occhiata gelida in direzione delle tre ragazze, se ne andò.

“Buonanotte Hagen”; gli disse Lisa.

Hagen si fermò un attimo ma non si voltò: “Buonanotte Lisa”.

La voce si era leggermente addolcita, poi continuò a salire le scale, superò le tre ragazze senza degnarle di uno sguardo; percorse il breve corridoio e si sentì chiudere la porta.

“Sabine, sei una stupida!” l’apostrofò Ingrid.

Sabine aveva lo sguardo di chi scende dalle nuvole.

“Quando imparerai a tenere chiusa quella bocca!” continuò ancora più arrabbiata.

“Dai, non rimproverarla”disse Ursula nel tentativo di calmare le acque.

 Sabine non era cattiva, solo poco brillante e per questo motivo si cacciava spesso in situazioni come quella.

Lisa attirò su di sè l’attenzione delle ragazze; sapeva benissimo che da lì a qualche istante, se non avesse fatto subito qualcosa Sabine sarebbe scoppiata in lacrime mentre Ingrid avrebbe continuato ad infierire su di lei.

“Beh, l’inizio non è stato dei migliori ma…….”;

“Ma?” risposero in coro tutte e tre;

“Ma è finito con un grosso punto interrogativo e questo è tutto quello che saprete per questa sera”. e sorrise divertita guardando l’espressione delle sue amiche.

“Che significa?” chiese Ingrid;

“Vi siete baciati?” continuò ancora più curiosa Ursula;

“Non ci ho capito molto” aggiunse Sabine.

Lisa finse di chiudersi la bocca con una ipotetica chiusura lampo.

“Non è giusto! vogliamo saperne di più” disse Ursula.

“Dai, non tenerci sulle spine….” aggiunse Ingrid
“continuo a non capire niente…”concluse Sabine.

“Buonanotte ragazze” disse Lisa fingendo di non ascoltare le deboli proteste delle sue amiche.

“E va bene, ma al più presto dovrai dirci tutto e non pensare di cavartela in questo modo, capito?” disse quasi minacciosa Ingrid ma

Lisa le fece la linguaccia e ciao-ciao con la manina poi, ancora sorridendo chiuse la porta.

Una volta dentro,tirò un grosso sospiro e si lasciò andare con le spalle contro la porta.

Quante emozioni le aveva riservato quella giornata! Decisamente troppe.

Si sfilò il cappotto e fece fare un doppio salto mortale alle scarpe mentre con un calcio se le toglieva e poi si gettò sul letto chiudendo gli occhi.

Bill continuava a tornargli in mente e questo la fece sorridere istintivamente ma, all’improvviso, Hagen subentrò nei suoi pensieri.

Era stato carino e protettivo; aveva sentito il suo cuore battere forte e le sue braccia stringerla ma, chissà cosa voleva dirle…..

“Ci penserò un’altra volta” disse tra sè; si alzò dal letto e andò in bagno; si tolse tutti i vestiti e si infilò sotto la doccia calda.

 

 *****

Un fastidiosissimo ronzio le giunse all’orecchio disturbando il suo sonno.

Era un suono continuo, intervallato con regolarità ed era così insistente che Lisa, suo malgrado, fu costretta ad aprire gli occhi e a cercarne la fonte.

Quando fu abbastanza sveglia si rese conto che era il suono del cellulare che proveniva dalla sua borsa.

Si voltò a guardare la sveglia e con disappunto notò che erano le quattro del mattino.

“Ma chi diavolo può essere a quest’ora?” scostò le coperte da un lato e nervosamente si alzò dal letto. Con gesti ancora assonnati cercò a tentoni il cellulare nella borsa, quando finalmente lo ebbe tra le mani guardò il display e il numero non era visibile.

La cosa la fece andare su tutte le furie: uno scherzo!

Odiava svegliarsi bruscamente perchè la metteva di cattivo umore, figuriamoci se la causa di tutto quel trambusto era uno scherzo!

“Ti farò passare la voglia di svegliare la gente nel cuore della notte, idiota!” disse tra sè.

Schiacciò il tasto sulla tastiera  e senza aspettare disse :”Chiunque tu sia, farai bene a dirmi immediatamente che hai sbagliato numero perchè se scopro chi sei ti faccio passare la voglia di svegliare la gente brutto str”;

“Lisa? Sono Bill”la sua voce era quasi un urlo che cercava di sovrastare la musica.

Cavoli!

E’ Bill!

Che razza di figura!

“Ti prego terra apriti e inghiottimi all’istante” pensava dentro di sè.

Sentì le guance avvampare, la bocca arida incapace di pronunciare una qualsiasi parola. Si sedette di peso sul letto.

“Lisa, pronto? Sei ancora lì? Non riesco a sentirti. Se mi senti, resta un attimo in linea che cerco un posto meno rumoroso, qui la musica è assordante”.

“Si, va bene” gli urlò quasi. Per fortuna non l’aveva sentita….o almeno era quello che sperava.

Dopo qualche istante la voce di Bill le giunse di nuovo:”Dì un pò, ma rispondi sempre così al telefono?”;

oddio! Allora l’aveva sentita. Si passò una mano sul viso e pensò a qualcosa di intelligente da dire;

“Solo alle persone che mi svegliano all’alba!” e rise nervosamente. Poi continuò:“No, scusa è che non immaginavo fossi tu e poi odio  essere svegliata bruscamente”;

la risata argentina di Bill le giunse fino al cuore.

“Sono ore che provo a chiamarti, ero preoccupato”; ma il tono sembrava adesso leggermente imbarazzato e Lisa ne approfittò subito.

“Per me?” chiese con l’aria più innocente del mondo.

“Si”; Lisa poteva vederlo sorridere anche attraverso il telefono.

“Scusami, non volevo che ti preoccupassi. Sono a casa sana e salva. Il mio destriero mi ha condotto attraverso le foreste incantate del Sud, sfrecciando ignaro del pericolo e della bufera che imperversava e mi ha guidata, infine tra le mura sicure del mio castello, cavaliere”.

Bill scoppiò a ridere:”Strano che quel macinino non ti abbia lasciato per strada”;

“Si, devo ammetterlo. Sono stata fortunata!” e cominciò a ridere anche lei, ma Bill all’improvviso si fece serio.

“Ecco, io…. io ti ho chiamato anche per un altro motivo”;

Silenzio.

“…….e quale sarebbe questo motivo?”;

Ancora silenzio.

Lisa, intanto giocherellava con l’angolo delle coperte in attesa che Bill le rispondesse.

“Ho una voglia terribile di baciarti”.

 Sbarrò gli occhi, ammutolita dalla sorpresa e dall’emozione;il cuore batteva impazzito e una felicità inattesa raggiunse ogni piccolo recondito angolo del suo essere ma, il suo lungo silenzio mise Bill sulla difensiva che si affrettò ad aggiungere:”ecco io,di solito non dico queste cose al telefono ma tu, stasera ….ed io….” nel buio riusciva perfino vederlo gesticolare.

“Ho voglia di baciarti anch’io”;

questa volta fu lui a rimanere senza parole.

“Buonanotte Bill”.

“Buonanotte”.

 

 

                                                                                                …………………………..continua

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3 commenti su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo VIII

  1. "Ho una voglia terribile di baciarti""Ho voglia di baciarti anch’io""Buonanotte Bill""Buonanotte"*si scioglie e scivola lentamente giù dalla sedia* WAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA non ho altri commenti! Bellissimo, bellissimo! *applaude* scrivi benissimo! 😀

  2. okkeii sono arrivata fino a questo capitolo senza lasciare neanche un commento.. ma qui proprio si deve… wààààààààààààààààààààààààààààààààààààààà! mi sono emozionata tantissimoooo *-* brava!brava!brava!concordo con Macky… anche io mi stavo sciogliendo..! Queste FF sono davvero fantastiche! bellissimee! Non so come ma quando leggo le tue FF riesco a sentire e emozioni dei protagonisti,l’ansia, la felicità!mi batte perfino il cuore a volte! complimentonii!

  3. Oh, mamma mia !
    Mi fa emozionare questa Fan Fiction, sai ? Il mio cuore fa sempre dei balzoni inimmaginabili quando leggo !
    Ora vado avanti col prossimo capitolo, i miei complimenti, Fra.

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