“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo X

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO X

Quanto freddo in fondo al cuore…..

Quanto male faceva ricordare quelle parole!

Poteva tanta felicità trasformarsi in dolore?

Il fuoco si era ormai spento nel caminetto e Kelly si era addormentata sul tappeto.

Lisa scostò il plaid e si mise in piedi passandosi una mano tra i capelli.

La stanza era buia e silenziosa, illuminata solo dai residui di brace.

Lentamente iniziò a salire le scale seguita da Kelly che pigramente si stiracchiava.

Si svestì rapidamente, si lavò i denti e si infilò a letto.

Si sistemò sui morbidi cuscini e si tirò il piumino fin sotto il naso.

Avvolta in quel tepore, cercò di dormire, ma  i ricordi non le concedevano tregua, infischiandosene del male che le procuravano.

Tutto intorno a lei, ogni oggetto, ogni dettaglio, ogni piccolo angolino di quella casa le ricordava un momento vissuto con Bill.

 Si voltò bruscamente su un fianco, quasi a voler cancellare con un colpo di spugna tutto quanto, resettare la memoria,

dimenticare tutto il suo passato ma, ogni volta che chiudeva gli occhi, rivedeva il suo volto, riascoltava la sua voce, sentiva le sue braccia stringerla.

Posò lo sguardo sulle candele bianche. Almeno quelle erano innocue, o forse sperava che fosse così.

 Improvvisamente riaffiorò un episodio che aveva provato con tutte le sue forze a dimenticare ma,  la marea delle emozioni lo riportava a galla lasciandolo derivare sulla spiaggia della sua memoria…….

“Pronto Bill?”;

“Hei, ciao! Che bello sentire la tua voce”;

“Ti prego dimmi di si!”;

“Dirti di sì, per cosa?”;

“Dimmi che mi accompagni; vero che mi accompagni?”;

“Se magari mi dici dove, forse……”;

“Si! lo sapevo. Lo sapevo che non mi avresti detto di no!”;

“Ma non ti ho detto neanche si. Allora che dici: vorresti gentilmente illuminarmi mentre mi sforzo di seguire il filo intricatissimo dei tuoi discorsi?”;

“Sei libero verso le sei?”;

“Si, credo di sì; qui ormai abbiamo quasi finito. Perchè?”;

“Devo vedere una casa”;

“davvero? e dove?”;

“Ad Adendorf. Ho appena risposto ad un annuncio sul giornale. La casa è in campagna ed è unifamiliare; ha un giardino e, cosa molto importante ha un affitto alla mia portata”.

“Allora sarà di sicuro una catapecchia! Te l’ho già detto, lascia che ti aiuti io”;

“Bill ne abbiamo già parlato tante volte. Voglio farcela da sola!”;

“Ok d’accordo, non insisto; non voglio cominciare una estenuantissima discussione….tanto la spunti sempre tu!”;

“Esatto! Allora che fai, mi accompagni?”;

“Certo che ti accompagno”;

“allora ci vediamo davanti al mio albergo…..diciamo alle  cinque e quarantacinque?”;

“Va bene, a più tardi”.

Lisa era assolutamente entusiasta.

Ritornare a vivere in una casa era quello che desiderava e poi, Adendorf le piaceva moltissimo: immense distese di campi e i boschi tutto intorno.

Bill era seduto nella sua auto e la aspettava poco distante dal suo albergo.

Appena la vide arrivare, le andò incontro.

Lisa lo accolse con un grosso sorriso ed un calorosissimo abbraccio.

“Ciao tesoro, quanto mi sei mancato…”poi cercò le sue labbra e lo baciò con trasporto.

“Mi sei mancata anche tu. Com’è andata da Stolz?”;

“Benissimo e allo studio?”;

“Abbiamo provato e riprovato una nuova canzone, ma ancora non sono soddisfatto del risultato”;
“Ecco, il solito perfezionista! Dai, che andiamo!”;

“Non avere tutta questa fretta……” e la attirò a sè;

“ma…” protestò debolmente; ma, quando Bill le afferrò i fianchi e cominciò a tormentarle piacevolmente il collo, le proteste cessarono del tutto.

Lo strinse forte e reclinò leggermente la testa all’indietro; le sua bocca tiepida la fece rabbrividire e dischiuse leggermente le labbra in attesa di un altro bacio.

“Bene, ora possiamo andare se vuoi” disse Bill ancora ansante mentre si staccava da lei.

“Cosa?! Eh no, così non vale….”.

Salirono sul vecchio macinino e raggiunsero il luogo dell’appuntamento in pochi minuti.

Quando vide di cosa si trattava, Lisa spalancò gli occhi entusiasta.

“E’ bellissima!” disse mentre imboccavano il vialetto.

La casa era una piccola villetta bianca, col tetto spiovente e piccole finestre adornate da tendine di delicato pizzo bianco. Il giardino tutto intorno era ben curato.

Il cuore le si riempì di gioia.

La proprietaria era in piedi davanti alla porta: era una donnina anziana, con i capelli bianchi e gli occhiali.

“Buonasera” disse Lisa porgendole la mano.

“Buonasera, signorina”.

Le diede una rapida occhiata compiaciuta ma, quando guardò Bill dietro di lei….aggrottò la fronte rugosa e scosse leggermente il capo in segno di disapprovazione.

“Questa è la casa di cui le parlavo questa mattina. Il giardino è piccolo ma, come può vedere, ci sono le siepi e alcuni alberi da frutto; ci sono anche diverse varietà di fiori ma quelli li vedrà spuntare solo fra qualche mese.

Da questa parte invece c’è la legnaia” disse indicando una struttura coperta sotto la quale era accatastata, in maniera ordinata la legna.

“Entriamo che le mostro l’interno”.

Bill si avvicinò a Lisa e le strinse la mano.

L’ingresso era piccolo ma, si apriva su un ampio salone con il camino.

La stanza era spaziosa e, l’arredamento, seppur vecchiotto era in buono stato.

Alle pareti c’era una bella carta da parati bianca con minuscoli fiorellini rosa e, ogni tanto faceva bella mostra di sè qualche quadro che ritraeva dei paesaggi campestri.

Dal salone si accedeva alla cucina, piccola e funzionale dotata di tutto il necessario.

Una finestra illuminava tutta la stanza e la proprietaria tenne a far notare che la vista da quella finestra era un autentico spettacolo anche se in quel momento, a causa del buio, si distingueva ben poco.

Infine c’era un bagno non molto grande ma ben organizzato.

“Venga signorina, adesso andiamo di sopra; le mostro la camera da letto”.

Dal salotto c’era una scala di legno che portava al piano superiore.

“Sì, vediamo com’è la camera da letto” le bisbigliò Bill in un orecchio;

“smettila, sciocco!” lo rimproverò lei.

Aprirono la porta e Lisa restò piacevolmente sorpresa.

La stanza era grande e confortevole: tante finestrelle di legno bianco in contrasto col pavimento di parquet scuro e un arredamento da sogno…..

Un lettone enorme e alto, in ferro battuto, verde con al centro una composizione di fiori dipinti a mano; candide lenzuola di pizzo bianco e un soffice piumino in tinta con il letto.

Il grande armadio in legno pesante occupava tutta una parete; due comodini con due piccole lampade ed un cassettone.

Ciò che catturò l’attenzione di Lisa fu una splendida toeletta posta in un angolo della stanza: era un piccolo tocco di antichità e dava l’idea del calore, dell’intimità insomma di cose di altri tempi.

Un grande specchio racchiuso in una cornice di legno intarsiato, appoggiato su un tavolino basso ed un largo sgabello imbottito rivestito con la stessa tappezzeria dei tendaggi e del piumino.

Accanto alla toeletta vi era una porta;

“E qui cosa c’è?” chiese curiosa;

“Un altro bagno, ma questo è più grande dell’altro”; rispose la proprietaria.

Lisa si guardava intorno, era tutto così bello ai suoi occhi.

“La  casa è tutta qui; date un’occhiata con calma e se avete qualche domanda, io sono di sotto”.

“Grazie mille”.

Appena se ne fu andata, Bill si sedette sul letto testando la compattezza del materasso.

“Oh, Bill è stupenda, è proprio come l’avevo immaginata”.

“Sei sicura che ti piaccia? L’arredamento è vecchio e sei troppo lontana dal centro”;

“Sono sicurissima. E’ perfetta!”;

“ok, se sei convinta allora scendiamo e firma il contratto”.

Scesero le scale sorridendo.

“Allora cosa avete deciso?” chiese l’anziana signora;
“La prendo!” rispose Lisa soddisfatta.

“Vedrà che qui si troverà bene”.

“Quando posso trasferirmi?”;

“Anche subito, se vuole; come vede è libera”.

Sbrigarono tutte le pratiche; la proprietaria raccolse tutti i documenti, le lasciò due mazzi di chiavi e se ne andò.

Lisa si voltò ad abbracciare Bill: “non posso ancora crederci; è tutto così perfetto: tu, il lavoro e adesso la casa…” due grossi lacrimoni le bagnarono le guance.

“Mia dolce, piccola, sentimentale…sei così sensibile e bella. E’ così che mi hai rubato il cuore…..”.

Lisa tornò in albergo e raccontò a tutti della casa, del giardino e di quanto fosse felice al pensiero di trasferirsi lì.

Ursula la abbracciò affettuosamente ed Ingrid si autoinvitò a cena non appena si fosse sistemata.

Mark e Klaus si offrirono di aiutarla a traslocare; Sabine invece, piangeva disperata.

Come avrebbe fatto senza la sua più cara amica? Chi l’avrebbe aiutata a studiare prima di un esame? E ancora chi, l’avrebbe ascoltata quando tutto andava per il verso sbagliato?

Lisa l’abbracciò forte: ” Su Sabine, non fare così; non vado mica al Polo Nord? Casa mia è poco lontano da qui e potrai venire tutte le volte che vorrai”.

In tutto questo chiasso di sorrisi e lacrime, l’unico che ancora non aveva detto nulla era Hagen.

Se ne stava in disparte, con le mani in tasca e di tanto in tanto la fissava con i suoi grandi occhi azzurri che a differenza delle sue labbra ben sigillate, sembrava volessero gridarle qualcosa.

I loro occhi si incontrarono solo per un attimo, poi Hagen si voltò e andò via.

Le chiacchiere continuarono in camera sua per ore.  Sabine, Ursula e Ingrid erano sdraiate sul suo letto mentre lei continuava a descrivere la casa e i piccoli dettagli che tanto l’avevano colpita.

Ursula guardò l’orologio, era passata la mezzanotte da un pezzo.

“Su ragazze, andiamo a letto, altrimenti domani  non avremo nemmeno la forza di tenere gli occhi aperti”.

“E’ vero, è tardissimo” aggiunse Ingrid.

“Buonanotte” disse Sabine.

“Buonanotte ragazze, ci vediamo domani”.

Richiuse la porta e si gettò sul letto. Era davvero stanca ma, felice.

Nella sua  vita tutto stava andando per il verso giusto.

Si alzò di scatto e corse in bagno a farsi una doccia.

Il getto di acqua calda sembrò distenderla; era così piacevole e rilassante.

Ad un tratto qualcuno bussò alla sua porta.

Ma chi poteva essere a quell’ora? Forse Sabine aveva dimenticato qualcosa.

I colpi alla porta divennero più insistenti.

“Un attimo” gridò dal bagno.

Chiuse il rubinetto e si infilò l’accappatoio di morbida spugna bianca. Lasciò i capelli gocciolanti sulle spalle e a piedi nudi corse ad aprire la porta.

“Sabine cos’hai….”.

Per la sorpresa restò a bocca aperta.

Davanti a lei c’era Hagen: le maniche della camicia arrotolate, una mano in tasca e con l’altra si sistemava gli occhiali.

I suoi occhi la fissavano ammirati; certo non si aspettava di vederla coperta solo da un accappatoio.

“Hagen? Ciao, scusami ero sotto la doccia.” disse mentre si stringeva meglio l’accappatoio che lasciava scoperte parte delle spalle e le gambe.

Hagen continuava a guardarla ma questa volta era arrossito.

“Se ti disturbo torno un’altra volta” e abbassò lo sguardo;

“Non mi disturbi. Hai bisogno di qualcosa?”;

“Ecco io volevo parlarti ma, ecco, …se sei impegnata”;

“Hagen, sto allagando tutta la moquette se devi dirmi qualcosa entra e accomodati. Io vado a prendere un asciugamano” e lo lasciò alla porta mentre si dirigeva in bagno.

Pochi minuti dopo lo raggiunse: si tamponava i capelli con l’asciugamano e delicatamente inclinò la testa da un lato.

“Allora cosa volevi dirmi?”;

“Ecco io….” sembrò tentennare; poi continuò: “beh, a differnza degli altri non sono felice che te ne vada”.

Questa ammissione la lasciò piuttosto perplessa.

“Io soffrirò tantissimo: mi mancherà il tuo sorriso al mattino; la tua voce dolce e gentile, le tue osservazioni brillanti, i tuoi commenti sarcastici” e si avvicinò a lei.

“Mi mancheranno i tuoi occhi, le labbra che mordi quando sei nervosa, il tuo profumo” e si avvicinò ancora di più a lei stringendola forte tra le braccia.

Quanto era fragile…un tenero piccolo fiore da trattare con delicatezza.

“Hagen…che stai facendo?”;

“Lisa, ancora non l’hai capito?”.

                                                                                               …………………continua

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6 commenti su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo X

  1. ehilààààà… frààà.. finalmente sei tornataaa *-* diveritita? spero di si.. ebbene si, ora posso godermi le vacanze, infatti venerdi partirò anche io.. xD che mi racconti? io al solito, oggi sono andata a fare colazione con le mie amiche.. per il resto al solito.. xDil dvd? l’hai visto? io no .-. deve ancora arrivare, è finito talmente in fretta che la spedizione ha subito un ritardo.. -.-" adesso vado, mi ha fatto piacere sentirti! ❤ p.s. ho messo fb, posso aggiungerti? un bacione!

  2. Occhio che adesso Hagen si lancia! Hahahaha povero illuso, tanto non ha speranze contro Bill! è.è/ (quanta cattiveria xD)Fra! Finalmente sei tornata! Mi sei mancata tanto, lo ammetto! 😀 Caspita, che bella vacanza! Ti invidio un po’, sai? Io dovevo andare a Cruccolandia (proprio Amburgo) ero quasi riuscita a convincere i miei, ma poi zero. -.-"

  3. Comunque io non ho fatto molto, sono stata sul blog, ho postato la FF, ho fatto qualche giretto la sera con una mia amica (la stessa con cui sono uscita anche oggi… ecco perchè ti sto rispondendo solo ora… SCUSAMI!) e poi ho scritto, scritto e scritto… ho iniziato una nuova FF molto molto strana, non so se te lo avevo già detto… si intitolerà "Die Puppe" e parlerà anche di magia… xD

  4. Tu addirittura una One Shot? Uuuh quanto sono curiosa! 🙂 E sesto capitolo per "Un magnifico disastro"? Caspita! ^^Sono proprio curiosa! Ma prima voglio sapere come finisce "Le parole del silenzio"… è una Fan Fiction dolcissima, e Gustav è fantastico! 🙂

  5. La settimana prossima tocca a me la vacanza: vado in montagna dalla mia amica Tomy/Vale per una settimana, da domenica 1 a domenica 8… e poi torno a Piacenza e si ricomincia con la solita vita, ma almeno un po’ di ferie sono toccate pure a me! xDUn bacione, ora la smetto di assillarti! xDTi voglio tanto bene, e bentornata! :DMacky

  6. "Sì, vediamo com’è la camera da letto" eheh x)ma daaii Hagen..! ormai è troppo trardi T.T .. bruciati!sono curiosa di sapere perchè Lisa poi si fidanza con Hagene cosa succede tra lei e Bill.. sisi sono davvero curiosa *-*

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