“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XI

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO XI

“Io ti amo!
Mi sono innamorato di te dal primo momento che ti ho vista. Quando ti guardo sento che il cuore mi scoppia nel petto e ho voglia di stringerti, di baciarti, di proteggerti da tutto e da tutti. Non immagini nemmeno quanto sia grande il sentimento che provo per te” e lentamente si avvicinò alle sue labbra.

Lisa si voltò di scatto e si sciolse immediatamente da quella presa.

“Hagen, mi – mi dispiace. Io non posso”.

“Perchè? Capisco che forse ti sono sembrato burbero e distaccato ma ti giuro sono sincero io…”;

“non è questo!” lo interruppe bruscamente; “tu sei un caro ragazzo, un amico sincero e non dubito quando mi dici che quello che provi per me è amore ma…”;

“ma?”;
“Io amo un altro. Il mio cuore gli appartiene, Hagen, e non potrei vivere senza di lui”.

Non fu facile dirgli quelle cose, non voleva ferirlo ma non poteva nascondergli la verità per quanto dolorosa potesse essere.

Hagen aveva lo sguardo basso, incapace di muoversi o di pronunciare una sola parola.

“Hagen mi dispiace, io…”;

“non importa, non preoccuparti”; la guardò appena prima di allontanarsi. Si voltò di spalle, serrò le mascelle e strinse i pugni.

Dopo un lunghissimo, esasperante silenzio, respirò profondamente, si sforzò di sorridere e le disse:

“Ricordati, voglio che tu sia felice ma se lui dovesse farti soffrire se la dovrà vedere con me!”;
“Ti garantisco che sono felice, tanto. Ti auguro la stessa felicità, Hagen”;
“questo é impossibile, perchè la mia felicità sei tu” aprì la porta ed uscì a passo spedito.

La notte fu lunga e tormentata.

Lisa continuava a pensare ad Hagen e a quello che le aveva detto e rifletteva sul suo comportamento interrogandosi se fosse stata troppo dura con lui.

Certo era dispiaciuta, aveva letto la sofferenza nei suoi occhi e lei non era un’insensibile.

Si sforzò di dormire almeno qualche ora visto che il giorno dopo, avrebbe traslocato nella nuova casa.

Erano da poco passate le cinque quando Lisa uscì da Stolz, prese la macchina e corse in albergo.

Tutti si erano riuniti nel salotto all’ingresso e la stavano aspettando.

Sabine, Ursula e Ingrid l’aiutarono a preparare le valigie e a sistemare i libri, i suoi oggetti personali e tutte le sue cose in due grosse scatole.

Fece più in fretta di quanto si aspettasse.

Mark e Klaus portarono giù le valigie mentre Ingrid una delle scatole.

Ursula era troppo impegnata ad abbracciare e a consolare Sabine che continuava a piangere.

Rimasta sola in quella che era stata la sua stanza per così tanto tempo, si guardò intorno; controllò nei cassetti, nell’armadio, sotto il letto….di lei rimaneva solo il suo profumo.

Hagen la raggiunse silenziosamente alle spalle.

Lisa sollevò la scatola ma lui gliela tolse dalle mani.

“Lascia che la porti io”;

“Grazie mille”.

Scese lentamente le scale mentre ripassava mentalmente tutti i momenti felici vissuti lì con i suoi amici.

Le risate a tavola, le feroci discussioni politiche, le litigate con gli uomini per accaparrarsi il telecomando e guardare 

l’immancabile film d’amore al posto della partita….. 

Arrivarono nel salotto: si era giunti ai saluti; tutto era stato sistemato nella  sua auto ed ora era proprio il momento di andare.

Prima Klaus, poi Ursula e Ingrid l’abbracciarono forte.

Poi fu il turno di Mark e per ultima Sabine che la commosse fino a farla piangere.

“Sarà meglio che vada o finirò per non andarmene più da qui.”; salutò il portiere e uscì. 

Hagen stava sistemando la scatola sul sedile posteriore dell’auto.

“Arrivederci Hagen, grazie di tutto” disse Lisa porgendogli la mano ma lui l’abbracciò forte per alcuni interminabili istanti, poi le adagiò un leggero bacio sulla guancia e senza aggiungere altro se ne andò.

Imboccò il vialetto di casa che era già buio pesto.

Parcheggiò l’auto proprio davanti alla porta di casa, prese le chiavi ed aprì la porta.

A tentoni cercò l’interruttore sulla parete e accese la luce: finalmente a casa!

Che bello sentire di appartenere ad un posto.

 Anche se l’aveva vista solo la sera precedente, sentiva già dentro di sè un legame fortissimo con quel luogo.

Però che freddo!

I caloriferi non erano accesi e così si mise alla ricerca dell’impianto di riscaldamento.

Vagò per tutta la casa alla ricerca di quello che poteva sembrare una centralina e alla fine la trovò nel piccolo bagno accanto alla cucina.

“Mmm, vediamo come farla funzionare…..non ci capisco niente, uffa!”.

Non si perse d’animo si recò in salotto e prese della legna, la sistemò nel caminetto e poi prese della carta provando ad accendere il fuoco.

Era lì da quasi mezz’ora ma il fuoco proprio non voleva saperne di accendersi.

“Al diavolo! Adesso comincio a portare dentro le valigie e poi si vedrà”.

Uscì e cominciò a tirare fuori le valigie dal bagagliaio, ma accidenti quanto pesavano!

Le lasciò ammucchiate all’ingresso e quando portò dentro anche l’ultima scatola, chiuse la porta e si lasciò sprofondare nel divano: ” almeno questo è comodo!” e sorrise.

All’improvviso sentì una macchina entrare nel vialetto e poco dopo bussare alla porta.

Andò ad aprire con circospezione; guardò dallo spioncino e vide la faccia di Bill che spuntava a malapena dietro una grande teglia di pizza.

“Ciao! Immagino che ancora non hai mangiato, vero?”;

“Come facevi a saperlo?”;

“beh, ho pensato che avresti avuto il tuo bel da fare e te ne saresti dimenticata”;
“Oh Bill, come farei senza di te!” e si aggrappò al suo collo facendogli quasi cadere la pizza dalle mani.

“Sbaglio o qui dentro fa freddo?”;

“Si, maledizione non so come si fa ad accendere l’impianto di riscaldamento e non sono stata neanche capace di accendere il fuoco!”;

“Dai, fammi vedere dov’è la centralina”;

“Nel bagno accanto alla cucina”.

Bill entrò in bagno e provò a schiacciare qualche interruttore ma dopo diversi tentativi si arrese.

Decisero allora di accendere il fuoco e dopo aver bruciato una tonnellata di carta, essersi riempiti gli occhi di fumo e dopo le interminabili lamentele di Bill che si era spezzato una delle sue adoratissime unghie finalmente si sedettero sul divano e mangiarono una fetta di pizza fredda davanti ad un bel fuoco scoppiettante.

Mangiarono con appetito e poi rimasero in silenzio.

Bill aveva la schiena appoggiata al divano e Lisa gli si era rannicchiata accanto.

Giocavano con le mani, intrecciando le loro dita e ogni tanto si scambiavano teneri baci e carezze delicate ma la luce soffusa, il calore del fuoco, i loro corpi così vicini risvegliò pian piano  i loro sensi.

Le mani si rincorrevano in carezze sempre più audaci, i baci divennero sempre più ardenti ed infuocati e i loro corpi si reclamavano con un desiderio ed una passione quasi primitiva.

I battiti del cuore all’unisono, i respiri ansanti, le bocche sempre più esigenti. Bill si avvicinò al suo orecchio e in un sussurro appena udibile le disse:”Ti prego, non chiedermi di fermarmi: non posso…..non voglio”.

Per un brevissimo istante si guardarono negli occhi, le loro immagini si riflettevano negli specchi luminosi delle loro anime.

Potevano quasi udire i battiti convulsi dei loro cuori e leggere sui propri visi il desiderio reciproco di appartenersi;

“allora, non farlo”.

Si alzò in piedi,  gli strinse la mano e lo guidò lentamente lungo le scale.

Lisa chiuse la porta  e si fermò solo un attimo a respirare e a cercare di impedire alle sue gambe di tremare.

Bill le si avvicinò piano, le scostò da un lato i capelli e cominciò lentamente a baciarle il collo.

 Chiuse gli occhi, il respiro  era accellerato, il sangue le pulsava nelle vene.

 Bill la fece voltare verso di sè e lentamente, le sfilò il maglioncino  lasciandolo cadere sul pavimento; poi fece lo stesso col suo.

Sulla pelle candida del suo torace risaltò un enorme tatuaggio, una scritta quasi incomprensibile che gli attraversava tutto il lato sinistro dall’ascella  al fianco e più giù, ma non riusciva a vedere dove terminava.

Bill riprese a baciarla con maggiore intensità e lei, cominciò ad accarezzare la sua pelle chiara, la sua schiena liscia; lo sentì rabbrividire sotto il tocco delle sue dita esili ed insicure e quando le sue labbra si posarono piano sul suo petto, lui chiuse gli occhi e reclinò leggermente la testa all’indietro. Con impazienza,  le afferrò saldamente i fianchi e la fece aderire al suo corpo.

La sospinse piano sul letto e poi cominciò a baciarle delicatamente il mento, il collo, le spalle e poi più giù fino al ventre:  piccoli e lenti baci che la fecero fremere.

Di lì a poco il resto dei vestiti finì a terra: Bill contemplava le fattezze del suo corpo mentre lei cercava di nascondere l’imbarazzo e la timidezza.

“Sei bellissima” le sussurrò piano mentre  si sdraiava accanto a lei.

L’attirò a sè con decisione e le sue labbra si impossessarono  di nuovo della sua bocca.

Il corpo di Bill era su di lei e lei rispondeva con trasporto ad ogni bacio, ad ogni carezza e quando finalmente fu sua, una fitta di dolore le fece sfuggire un gemito.

Strinse forte i pugni e si conficcò le unghie nella carne.

Bill pronunciava dolcemente il suo nome e, lentamente, nuove ed incontrollate emozioni si impadronirono di lei……

Lisa se ne stava zitta,  accovacciata con la testa sul suo petto e con un dito delineava piano il tatuaggio sul suo torace.

“Hei, va tutto bene?” gli chiese premuroso.

Lei sollevò appena la testa e annuì.

Bill vide i suoi occhi: erano belli, luminosi, felici; lo sguardo appagato di una donna innamorata.

L’intensità di quello sguardo lo spaventò, era forte, passionale protettivo caloroso ma allo stesso tempo tenero e vulnerabile.

Poteva leggere in essi tutto l’amore e la paura che quel sentimento le procurava ed era la prima volta che qualcuno si donava a lui in quel modo, senza remore, senza pretese, senza chiedere nulla in cambio.

“Per favore, non dirlo”; abbozzò piano Bill;
“non dire cosa?”;

“Non dirmi mai ti amo”.

Lisa spalancò gli occhi per la sorpresa; la bocca improvvisamente arida deglutì a vuoto.

“Ti prego, non farlo;  non credo che tu possa capire ma, è una parola troppo grossa ed io sento di non meritarlo”.

Come era possibile? E perchè sentiva di non meritare il suo amore? Che idea si era fatta di lei?

Eppure lui era innamorato, lei lo sentiva, lo aveva capito da tante piccole cose…..

Annuì senza avere la forza di parlare; si voltò su un fianco e chiuse gli occhi.

Bill la coprì col piumino poi si fece più vicino a lei; adagiò le labbra sulla sua schiena abbronzata e la abbracciò.

Dopo un pò si addormentò.

Lisa sentiva su di sè quel respiro calmo e regolare e nel frattempo le tornarono in mente le sue parole:” sento di non meritarlo….” ma che significava?

Si voltò piano senza sciogliersi dal suo abbraccio e lo guardò: lui era lì, nel suo letto; la teneva stretta tra le sue braccia, con lei era dolce e premuroso e sentiva di essere importante per lui, lo capiva da come la faceva sentire quando la guardava….alla fine giunse alla conclusione che una parola non significava nulla.

L’amore, non ha bisogno di parole.

Chiuse gli occhi e si addormentò serena.

                                                                                            ……………………continua

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4 commenti su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XI

  1. NOOO mi hai lasciata con il fiato sospeso! ormai mi vengono le crisi d’astinenza alle FF però forse è meglio che la smetto si fantasticare .. poi ci rimango male ogni volta che finisco di leggereun capitolo X’D

  2. CIAO..sn cristina..volevo dirti ke amo tt le tue ff..sono davvero stupefacenti.straordinarie.fantastiche..nn so cm descriverle perchè sn semplicemente stupende..hai una capacità eccellente nel scrivere storie..sembra di vedere un bellissimo film mentre mi perdo tra le belle parole di qst magiche storie d’amore.:) davvero sei bravissima..nn so ke altro dire…sn esterefatta:)..cmq nn vedo l’ora di leggere l’8° capitolo di “un magnifico disastro”..qnd’è ke lo pubblichi??..aspetto cn ansia..una tua fan 🙂

    • Ciao Cristina come va? Felice di conoscerti. Grazie mille per le tue splendide parole, sono contenta che le mie storie ti piacciano e ti facciano provare delle belle emozioni. Per me questa è la cosa più importante mentre scrivo e le tue parole mi commuovono molto. Grazie mille. Di solito posto tutti i martedì ma oggi ho fatto una eccezione visto che sono appena tornata da un viaggio e non ho potuto farlo ieri. Qui sei sempre la benvenuta e scrivimi ciò che pensi dei nuovi capitoli. Un bacio, aquarius

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