“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XII

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO XII 

 

Il fastidioso ronzio della sveglia la destò bruscamente.

Allungò la mano e la spense; faticosamente aprì gli occhi: il sole illuminava tutta la stanza e illuminava anche il volto di Bill che continuava a dormire tranquillo.

Era voltato su un fianco, i capelli sparsi sul cuscino, il volto disteso e le labbra appena dischiuse…..era così bello, i suoi lineamenti così perfetti…..

Alla vista dei loro vestiti sparsi sul pavimento arrossì violentemente e poi si ripetè quasi a scacciare via ogni dubbio “l’amore non ha bisogno di parole”.

Scivolò piano dal letto senza fare rumore e  in punta di piedi uscì dalla stanza richiudendo silenziosamente la porta.

Scese al piano di sotto, aprì una delle valigie scelse dei vestiti a caso e corse a farsi una doccia.

Si preparò con cura e prima di uscire si guardò allo specchio: nel suo sguardo c’era qualcosa di diverso: era felice, immensamente felice.

Entrò in cucina; era calda e accogliente e il sole la illuminava  con i suoi raggi.

Guardò fuori dalla finestra e dovette ammettere che la signora Muller, aveva ragione; il paesaggio era da togliere il respiro: immense distese di campi e andando oltre con lo sguardo si intravedevano i boschi.

“Peccato!” pensò dentro di sè; “ci vorrebbe proprio un buon caffè!”.

Subito dopo il lavoro sarebbe andata a fare la spesa e riempito il frigorifero di cose buone.

Si allontanò dalla finestra e cominciò a passare in rassegna i cassetti e le ante per controllare cosa mancasse.

In uno dei cassetti trovò un delicato nastrino di raso rosso e all’improvviso le venne un’idea.

Corse a rovistare nella sua borsa e ne estrasse uno dei mazzi di chiavi, il block notes e la penna.

Legò stretto il nastrino alle chiavi, scrisse velocemente qualcosa sul foglio e poi si tolse le scarpe prima di salire le scale.

Si avvicinò adagio al letto, appoggiò il foglio sul cuscino accanto a Bill e sopra vi depositò le chiavi; poi sempre facendo attenzione a non svegliarlo, uscì dalla stanza e andò al lavoro.

Molto più tardi, Bill si svegliò e allungò la mano ma il letto era vuoto.

Si mise a sedere e si strofinò gli occhi: di  Lisa c’erano solo i suoi vestiti sul pavimento e il suo profumo tra le lenzuola.

Sorrise pigramente, poi si lasciò ricadere all’indietro ma un rumore metallico catturò la sua attenzione.

Si voltò e vide un mazzo di chiavi e un foglio piegato; sopra c’era scritto:  Per Bill.

Lo aprì e lesse attentamente ciò che vi era scritto.

La calligrafia chiara e lineare era ordinata e ben comprensibile, ma ciò che lesse lo colpì profondamente:

Possiedi già la chiave del mio cuore,

ed ora

anche quella della mia casa.

Che sia per te un rifugio sicuro,

un porto calmo dove ancorare la tua anima

quando tutto e tutti saranno contro di te.

Ogni volta che vorrai chiudere il mondo fuori,

corri qui  e troverai sempre me ad aspettarti.

                                   Lisa.

Quella sera, tornò a casa con mille sacchetti: alcuni pieni di provviste, in altre invece c’era della biancheria per la casa.

Cercò le chiavi nella borsa ed aprì la porta ma ciò che vide la lasciò senza fiato.

La casa era immersa nel buio, illuminata solo dal fuoco nel camino e da una miriade di candele bianche che segnavano un lungo percorso dall’ingresso della casa, attraverso il salone e su per le scale.

Lisa mollò i sacchetti all’igresso e cominciò a seguire il percorso: attraversò il salotto, salì le scale e quando aprì la porta della camera da letto gli occhi le si illuminarono,

Tante candele bianche sparse in tutta la stanza, sui davanzali delle finestre sul cassettone e sulla toeletta e milioni di petali di rose rosse inondavano con la loro festa di colori e di profumo il letto, i cuscini e tutto il pavimento della stanza e, appoggiato alla parete che guardava fuori da una finestra c’era Bill.

Aveva le maniche della maglietta tirate fin sopra le mani e le braccia piegate; era assorto in chissà quali pensieri perchè non la sentì entrare.

Lisa restò in silenzio a guardarlo….com’era bello: il viso candido appena illuminato dalla flebile luce delle candele, i capelli neri che gli ricadevano sulle spalle, gli occhi appena velati ……..sembrava etereo; quasi un angelo.

“Bellissimo” gli sfuggì dalle labbra.

Bill sentendo la sua voce si voltò di scatto e le sorrise; tutto il suo viso si illuminò.

Lisa provò un’inspiegabile dolore alla bocca dello stomaco; 

Le corse incontro e l’afferrò per la vita stringendola forte.

La baciò d’impeto senza nemmeno lasciarle il tempo di respirare.

Lisa era al colmo della felicità; il cuore le batteva forte e nella sua testa la nebbia del dubbio fu spazzata via da quella inattesa accoglienza.

“Dove sei stata?” gli disse appena fu in grado di parlare di nuovo.

“Ho fatto la spesa e poi..”
“Stavo impazzendo! Non so cosa mi hai fatto ma non voglio più stare lontano da te nemmeno un minuto”;

“Oh Bill io…” ma non le lasciò il tempo di finire; le prese il volto tra le mani e poi si impadronì di nuovo della sua bocca, del suo collo con una tale passione che quasi le fece male.

“Ti sei impossessata di ogni piccola fibra del mio corpo, ti sento sotto la mia pelle, nella mia testa, nel mio respiro…io non avevo mai provato nulla di simile”;

Le afferrò in modo possessivo i fianchi e la attirò a sè fino a farla aderire al suo corpo.

Lisa trattenne il respiro, le emozioni erano forti quasi violente e il desiderio di sentire il suo corpo su di sè la fece rabbrividire ma la rese più audace.

Afferrò l’estremità della maglia e gliela sfilò, desiderando assaporare la sua pelle iniziò a baciarlo piano lungo tutto il torace.

Lo sentiva fremere sotto i suoi baci ma quel gioco era durato forse troppo; Bill l’afferrò stretta per la vita e si lasciarono cadere sul letto.

Con mani impazienti si svestirono a vicenda e poi si amarono, diventando un solo corpo ed una sola anima.

Più tardi, erano immersi nella vasca riempita fino all’orlo e piena di schiuma profumata.

Lisa aveva la schiena appoggiata al suo petto e lui le accarezzava piano la nuca e le spalle.

Come era dura, trattenere quelle parole, quelle due semplici parole che emergevano impetuose dal cuore ed affioravano prepotenti alle labbra.

Quanto era difficile non poter gridare tutto il suo amore per lui, quanto fosse forte e profondo quel sentimento; quanto fosse diventato importante, necessario alla sua vita.

Scrollò la testa e poi sospirò.

Bill sembrò leggerle nel pensiero; le si avvicinò ad un orecchio e le disse:
“Non hai bisogno di dirmi quello che provi; lo leggo nei tuoi occhi”.

Lisa si voltò a guardarlo.

“Adoro quando mi guardi così, mi piace il modo in cui mi fa sentire ma, allo stesso tempo mi spaventa.

Ogni cosa di te esprime quello che provi, sento che sei così sincera e i sentimenti che provi per me sono così veri e intensi; sono come una coperta calda che mi avvolge e mi riscalda il cuore.

Quando sono con te  sento di poter essere me stesso; non ho bisogno di innalzare nessuna barriera, non ho bisogno di proteggermi da nulla perchè so che mi comprendi e questo per me vale più di mille, vuote ed ingannevoli parole”.

Lisa si commosse fino alle lacrime.

“Lo vedi? E’ proprio questo,  quello a cui mi riferisco”; la strinse fortissimo a sè appoggiando le sue  labbra sulla spalla bagnata e scossa dai singhiozzi.

 “Su, basta piangere! Voglio che stasera tu sia bellissima. Voglio presentarti ad una persona speciale per me”;

“A chi?” chiese mentre col dorso della mano si asciugava le lacrime;
“A mio fratello; più tardi ci raggiungeranno anche Gustav e Georg e andremo a cena insieme”.

Mentre Lisa era seduta alla toeletta e si finiva di spazzolare i capelli Bill, si sedette sul letto a guardarla.

Aveva lo sguardo turbato, sembrava riflettere su qualcosa.

Respirò profondamente e poi disse tutto d’un fiato:
“Sei sicura di volermi lasciare le chiavi di casa tua?”;
“Sicurissima!”;
“E se te ne dovessi pentire?”;
“Mai Bill; non me ne pentirò mai”.

“E se le cose fra noi dovessero cambiare?”

Quella domanda la turbò profondamente; Stavano bene insieme, erano felici perchè proprio adesso quella domanda?

Forse era solo l’insicurezza di Bill.

Quando si trattava di sentimenti era fin troppo fragile.

Aveva imparato a conoscerlo ormai e sapeva, sentiva che non aveva fiducia nell’amore e spesso aveva bisogno di sentirsi rassicurato.

“Ascoltami bene” disse Lisa seria; “facciamo così: me le restituirai solo quando sentirai di non appartenere più a questo posto e a tutto quello che rappresenta; ok?”;

“Ok”;

“Sono pronta, ed ora usciamo. Ho una fame da lupi e tu?”……….

Nel buio della stanza ritornò al presente.

Calde lacrime le rigarono il volto.

La testa sembrava scoppiarle.

Quanto era lontano tutto ciò! Era così bello, così perfetto.

Con un braccio si coprì gli occhi; non voleva più ricordare nulla!

Maledetti ricordi, perchè non smettevano di tormentarla: ogni centimetro della sua pelle bruciava un pò come un cerotto strappato, mentre il suo corpo reclamava con disperazione il calore del suo corpo, il sapore delle sue labbra, il suo tiepido respiro………

                                                                                                       ………………….continua

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4 commenti su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XII

  1. "Possiedi già la chiave del mio cuore,ed oraanche quella della mia casa.Che sia per te un rifugio sicuro, un porto calmo dove ancorare la tua animaquando tutto e tutti saranno contro di te.Ogni volta che vorrai chiudere il mondo fuori,corri qui e troverai sempre me ad aspettarti. Lisa."

  2. Diamine quanto è bello questo capitolo! *-*Ciao Fra! Non preoccuparti per il ritardo, tanto io non sto moltissimo sul blog… o ci sto solo la sera… ^^Allora domani a Torino? BUONA FORTUNA! Non devi preoccuparti, sono sicura che andrà tutto benissimo… 😀

  3. O.O hanno annullato il concerto degli Owl? Nooooo! :'(Meno male che io non ho ancora preso il biglietto (anche perchè non ne avevo ancora parlato con mia mamma…)Ma come mai lo hanno rimandato? Lo sai?Comunque io tutto ok, sto facendo i compiti, oggi sono stata anche veloce, e ho sbagliato pochissimo, quasi niente, in latino…Va beh adesso vado! Un bacione enorme! Macky

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