“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XVII

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO XVII

Lisa guardò l’auto che Bill aveva preso a noleggio, allontanarsi.

Era ancora sconvolta e il tremore ancora non accennava a calmarsi.

Era stato difficile dirgli di Hagen e lui non l’aveva presa per niente bene.

Ma cosa pretendeva? Di tornare e sistemare le cose come e quando gli faceva comodo?

In tutto quel tempo dove’era stato? Perchè non si era fatto vivo anche solo con una telefonata?

Eppure, nonostante ciò, non riusciva ad essere veramente arrabbiata con lui; magari ci fosse riuscita!

Forse adesso sarebbe serena e non avrebbe continuato a tormentarsi.

L’amore che provava per lui non si era neanche lontanamente affievolito, e, adesso più che mai, era dolorosamente  colpevole.

Quanto avrebbe voluto stringerlo tra le braccia, abbandonarsi ai suoi baci, alle sue carezze e gridargli dal più profondo dell’anima “sì, ti appartengo e tutto ciò che voglio è essere tua….”.

No, no e no!

Maledizione ma che andava a pensare?

Non poteva fare questo ad Hagen; non se lo meritava.

Nei momenti più brutti della sua vita, lui le era stato accanto; aveva saputo consolarla, offrirgli una spalla su cui piangere senza chiedere niente.

Hagen l’amava, l’amava senza riserve: un amore sconfinato e sincero.

Si lasciò andare sul divano: reclinò la testa all’indietro e chiuse gli occhi.

“Non voglio pensare più a nulla. Vorrei solo addormentarmi e al mio risveglio capire che è stato tutto un sogno……solo un sogno”.

La domenica mattina era il momento più bello di tutta la settimana.

Di solito si alzava tardi, si preparava una dolce colazione a base di crèpe con la nutella e poi usciva con Kelly a fare lunghe passeggiate nei campi.

Quella mattina, invece, non aveva voglia di fare nulla; nemmeno alzarsi dal letto.

Tuttavia, doveva sbrigarsi e anche piuttosto in fretta. Hagen sarebbe arrivato per il pranzo e di solito era puntualissimo.

Al telefono, il giorno precedente, lo aveva invitato così, in maniera irrazionale, guidata come sempre dall’istinto ma, questa volta più dal senso di colpa.

Si stiracchiò pigramente; scostò le coperte da un lato e si alzò con poca convinzione.

Dopo aver dato una sbirciatina fuori dalla finestra, andò ad infilarsi sotto la doccia.

Si preparò con cura ed indossò una camicia bianca ed una gonna nera lunga fino al ginocchio, che le metteva in evidenza le belle gambe.

Indossò gli stivali col tacco basso e, una splendida collana di perle nere: uno dei pochissimi gioielli che possedeva.

Si guardò un’ultima volta allo specchio e poi scese in cucina per preparare il pranzo.

Apparecchiò la tavola con eleganza e la abbellì con dei tulipani gialli e arancioni che aveva comprato qualche giorno prima.

Calici di cristallo, posate lucide, piatti di finissima porcelana bianca e poi candele colorate facevano bella mostra di sè su una candida tovaglia di raso.

Si diede da fare ai fornelli e preparò le lasagne, l’arrosto e una deliziosa torta al limone.

Fece appena in tempo a togliersi il grembiule da cucina che suonò il campanello.

“Buongiorno cara”; Hagen strinse la sua esile vita e la baciò con trasporto.

“Allora, come ti senti?” le disse mentre si toglieva il cappotto.

“Bene, grazie. Oggi va decisamente meglio”.

“Ne sono contento. Ma che profumino delizioso…..che hai preparato?” mentre con un braccio le cingeva la vita e insieme si recavano in cucina.

Lisa preparò i piatti e si sedettero a mangiare ma, un gesto: il modo  in cui Hagen sistemò la forchetta sul piatto, le riportò in mente Bill.

Si ricordò di quando cucinava per lui…..le lasagne erano il suo piatto preferito.

Si sedevano uno di fronte all’altra e mentre mangiavano ridevano felici e spesso si davano battaglia con le briciole del pane.

“Lisa? Hei Lisa, qualcosa non va?”;
“Come scusa?”;

“Ti chiedevo se andasse tutto bene…”;

“si benissimo; perchè?”;

“beh,mi stavo complimentando con te per il cibo ma tu eri lontanissima. A cosa stavi pensando? Doveva essere qualcosa di bello visto che sorridevi…..”;

“Nulla di che, solo un ricordo lontano”.

Prese il bicchiere e bevve dell’acqua; Hagen aveva un’espressione un pò delusa ma lei subito introdusse un argomento sul quale si sarebbe sciovinato per ore.

“Allora,dimmi un pò del tuo progetto; com’è andata ieri?”;

“Bene, anzi benissimo direi. Sono soddisfatto di come procedono le cose. Ieri anche il mio capo……..” ma Lisa non lo seguiva più.

Era persa nei ricordi e nella nostalgia.

Ogni tanto fingeva di essere interessata e annuiva, come se lei ne capisse qualcosa di fisica; comunque alla fine del pasto chiese con gentilezza ad Hagen se desiderava un caffè.

“No, meglio di no. Il tuo caffè mi terrebbe sveglio per una settimana” rispose sorridendo.

“Bill non avrebbe mai rinunciato……” pensò. Basta! Doveva smetterla di pensare a Bill, doveva smettere di continuare a farsi del male… “e poi, chissà adesso dove sarà? Forse è già tornato a Berlino, forse si sarà gettato tutto alle spalle….. o forse no”; stava impazzendo.  Più cercava di non pensarci e più i suoi pensieri volavano a lui.

Scrollò la testa e disse:“Usciamo a fare una passeggiata? Magari ci spingiamo fino ai boschi”;

“ma fa freddo, fra un pò potrebbe nevicare e la tua influenza potrebbe anche peggiorare”;

“Hagen,la mia influenza non peggiorerà ma io impazzirò se resto ancora chiusa in casa”.

“Come preferisci, cara”; si infilarono i cappotti ed uscirono.

Il cielo era plumbeo e l’aria gelida.

Fecero una lunga passeggiata, chiacchierando del più e del meno, degli impegni della settimana successiva e pianificarono la data per  andare a trovare i genitori di Hagen ad Essen.

Giunsero fino ai boschi, preceduti da Kelly che correva avanti a loro.

Cominciava a fare buio, così, lentamente ritornarono verso casa, tenendosi per mano.

Hagen guardò l’orologio, mentre Lisa apriva la porta.

“Si è fatto tardi, tesoro. Sarà meglio che vada”.

“Ci sentiamo domani?”;

“Ma certo. Ti chiamo appena torno a casa”.

La strinse forte a sè e la baciò con una tale intensità che ne rimase sorpresa.

“Grazie per il pranzo, era tutto buonissimo” la teneva ancora stretta a sè quando guardandola negli occhi le disse:

“Ti amo tanto”.

Lisa lo guardò teneramente; la fissava come se fosse la cosa più bella che avesse mai visto, leggeva sul suo volto l’adorazione  per lei.

Gli sorrise e gli accarezzò delicatamente il volto ma non disse nulla.

Lo guardò andare via e poi rientrò in casa.

Si tolse il cappotto e si sfilò gli stivali poi, aggiunse altra legna al fuoco e si sedette sul divano.

Quella lunga passeggiata in compagnia di Hagen era stata davvero piacevole ed era servita a non pensare più a Bill, almeno per un pò.

Sollevò le gambe e si rannicchiò in un angolino del divano; prese il telecomando della tv e cominciò a passare in rassegna i programmi……che noia, la domenica non c’era mai niente di interessante.

All’improvviso sentì il campanello: “e chi potrà mai essere?”; spense la tv e andò ad aprire.

Bill era davanti a lei, con una  strana espressione sul volto.

Sembrava arrabbiato…… non lo aveva mai visto così alterato.

“Ciao Bill, credevo fossi partito……”;
“e invece sono ancora qui” disse abbozzando una smorfia sulle labbra che avrebbe dovuto assomigliare ad un sorriso.

“Posso entrare vero? So di non disturbare: il tuo amichetto è appena andato via”.

“Certo, accomodati” ma Lisa ancora non capiva il perchè di quel comportamento.

Richiuse la porta mentre Bill si toglieva il cappotto.

Che ci faceva ancora ad Amburgo e poi perchè era così infuriato?

“Ti sei divertita? Credo proprio di sì visto come sorridevi a quello stupido!”;
“Cosa?!”;

“Vi ho visti mentre camminavate mano nella mano, ho visto il modo in cui lui ti guardava e ho visto il tuo sguardo mentre lo accarezzavi”;

” Sono stata assolutamente sincera con te, ti ho detto che c’era un altro”;
“Sì, ma non lui!”;

“Che significa: non lui?”;
“Lascia stare!”;
“Bill, mi spieghi che diavolo sta succedendo?”.

                                                                                 ………………………….continua

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Un commento su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XVII

  1. Ok, ora commento perchè sto leggendo a raffica questi capitoli.
    E’ emozionante e travolgente la storia, una delle più avvicenti FF che abbia mai letto.
    E poi, il grande ritorno di Bill ! Mamma mia, uno spettacolo.
    Procedo col resto 🙂

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