“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XVIII

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO XVIII

“Bill, mi spieghi che diavolo sta succedendo? Che fai? Mi spii adesso?”;

“Non è per questo che sono venuto qui! Merda…..ho visto mentre ti baciava.”; diceva quelle cose con una strana luce negli occhi.
“Bill io….”; rimase scossa nel vederlo coprirsi gli occhi con una mano poi, improvvisamente:
“tremi tra le sue braccia quando fai l’amore con lui?”disse alzando il tono della voce.

“Ma…..”.

“Mai!” stava per gridargli;

 ” non c’è stato nessun altro dopo di te”; invece disse:

“ma, questa si chiama gelosia, o sbaglio? Comunque non sono affari tuoi”.

Bill le afferrò i polsi scuotendola forte.

“E invece sì, che sono affari miei! Guardami negli occhi!”; Lisa abbassò lo sguardo.

“Guardami ti ho detto! Dimmi che non provi più niente per me”; ma lei restò in silenzio.

“Avanti dimmelo e sparirò per sempre dalla tua vita”.

“Bill, tu non puoi farmi questo! Non puoi tornare qui e fingere che tra noi sia tutto come prima; le cose sono cambiate. Adesso c’è Hagen e non potrei mai fargli del male. Dopotutto di me non ti importava più niente!” disse gridando.

“Tu hai continuato per la tua strada facendo esattamente quello che volevi! Non c’era posto per me nella tua  vita frenetica e piena di eccessi!”.

“Così ti sei buttata tra le braccia del primo che capitava?” disse continuando a scuoterla;
“Ma come osi? Come puoi dirmi una cosa del genere? Lo sai che per te ho sacrificato tutto: la famiglia, i miei amici; ho messo in pericolo anche il mio lavoro. In cambio volevo solo un posto: un posto nel tuo cuore, non mi importava quale, volevo solo sapere che di quella tua vita facevo parte anche io!”.

“Io non ero pronto a darti  quello che mi chiedevi, la nostra storia era diventata un legame troppo serio, troppo impegnativo ed io non me la sentivo”;
“Questo l’ho sempre saputo! Tu non immagini quante notti ho passato a piangere, quante volte ho cercato il tuo volto in mezzo agli altri e poi quando il dolore sembrava non voler finire mai, quando tutto era diventato così insopportabile è arrivato Hagen”.

“Sì, e lui ti ha consolata, non è così ? Magari infilandosi nel tuo letto”.

“Ha fatto molto più di questo! Mi ha sostenuta col suo affetto, mi ha aiutata ad avere di nuovo fiducia in me stessa, mi ha fatta sentire il centro del suo universo. Quello che per te era un peso,  per lui è l’aria stessa perchè mi ama, capisci?”.

“E tu? Tu lo ami?”;

Lisa non rispose.

“Rispondimi, lo ami?”disse gridando forte.

Lisa sospirò sconfitta: “esistono…. diversi modi di amare” .

“Non è vero e tu lo sai! Ne esiste solo uno ed era quello che vivevamo noi! Era passione, era desiderio, tenerezza! No, tu non puoi provare per lui quello che provavi per me!”.

Tremando dalla rabbia gridò esasperata: “Allora perchè hai lasciato che finisse tutto? Perchè mi hai lasciata andare via? Perchè non sei più tornato a cercarmi? Maledizione Bill perchè non capisci che ti am….” ma si interruppe coprendosi la bocca con una mano.

Un sorriso soddisfatto e compiaciuto si dipinse sul volto di Bill:”Ne ero assolutamente certo!”.

“Bene, sarai contento adesso? Io-io……oh! ti detesto!” gridò ancora.

“Non puoi detestarmi, hai appena detto che mi ami”.

“Lasciami!”; cercò di liberarsi da quella stretta mentre calde lacrime le rigavano il volto.

Bill, invece la strinse ancora di più per impedirle di muoversi.

“Lasciami andare, ti ho detto! Mi stai facendo male!” ma lui, con uno scatto la spinse contro la parete e la imprigionò, impadronendosi della sua bocca.

Più lei si divincolava, più le sue labbra erano dure e cattive.

Non poteva, non voleva cedere a quel bacio. Bill premeva il torace contro il suo petto che si alzava e si abbassava seguendo il ritmo accellerato del suo respiro. Il cuore che martellava, il sangue pulsava nelle vene ….. a che serviva lottare? A che serviva ribellarsi quando tutto ciò che voleva, tutto ciò che intimamente desiderava era perdersi di nuovo tra le sue braccia e morire lentamente nel desiderio di appartenergli.

Un pò per volta si abbassarono tutte le sue difese e si arrese all’inevitabile, non opponendo più alcuna  resistenza.

Rispose a quel bacio con tutto l’amore e la disperazione di quei lunghi mesi.

Bill le lasciò i polsi e con movimenti lenti le accarezzò le morbide curve dei fianchi.

Un gemito le sfuggì dalle labbra quando i loro corpi si incollarono l’uno all’altro.

Lisa gli lanciò le braccia al collo e si strinse ancora di più a lui sentendo nitidamente i battiti del suo cuore, il suo desiderio aumentare.

In quel momento avrebbe anche potuto morire dalla felicità.

Le loro labbra si cercavano, si stuzzicavano, si tormentavano si dischiudevano in baci sempre più infuocati.

I respiri corti e affannosi, le mani  che scivolavano sotto i vestiti in carezze sempre più audaci.

Bill si staccò leggermente da lei e la guardò negli occhi:”Tu, tu non sai quanto mi sei mancata”.

Quanta tristezza e quanta sofferenza lesse in quegli occhi…era sincero, dannatamente sincero.

 Lo strinse a sè forte, quasi a volergli trasmettere tutto il  suo calore, tutto il suo essere, tutti i suoi sentimenti più profondi quasi a voler dissipare ogni dubbio, ogni piccola incertezza, rassicurandolo col suo amore.

Ancora stretti l’uno all’altra salirono le scale e si chiusero la porta della camera da letto alle spalle.

Bill le baciava il collo, il mento e le stringeva forte i fianchi mentre lei lasciava scorrere su e giù le mani in carezze delicate lungo la schiena.

Lentamente gli sfilò la maglietta e cominciò a tormentare il suo petto con baci languidi e passionali.

 Bill le sbottonò la camicetta e lo fece con una lentezza esasperante, guardandola negli occhi e godendosi lo spettacolo di quello scintillio di amore e di desiderio che li rendeva simili a due piccole stelle.

Gliela sfilò facendola scivolare piano lungo le spalle, come una carezza; il suo profumo lo investì come un’onda.

Affondò le labbra sul suo collo, sulle  spalle e poi più giù mentre le mani armeggiavano impazienti con la lampo della sua gonna.

La adagiò piano sul letto e si sdraiò su di lei.

Lisa chiuse gli occhi: il profumo di Bill, il  suo calore, le sue mani su di lei…..lo sentì impossessarsi avidamente del suo corpo, del suo cuore.

Un gemito, un sospiro, i respiri ansanti, i movimenti lenti, i baci e le carezze furiose: erano una sola cosa, una sola anima, avvinghiati l’uno all’altra come due naufraghi in balia di quella tempesta dei sensi.

La neve cominciava a cadere lenta e silenziosa  ed assisteva muta al loro amore…..

Erano lì, uno accanto all’altra e Bill la teneva stretta tra le sue braccia mentre le baciava teneramente la schiena.

Lisa teneva gli occhi chiusi e assaporava ogni attimo di quella felicità colpevole.

Quanto aveva desiderato quel momento, per quanto tempo lo aveva aspettato ma era più che consapevole che non sarebbe durato a lungo.

Intrecciò la sua mano a quella di Bill e se la portò alle labbra, baciandola delicatamente.

Bill la fece voltare verso di sè.

Le accarezzò il volto e le scostò una ciocca di capelli dalle labbra, mettendogliela dietro ad un orecchio. Sembrava riflettere attentamente sulle cose che stava per dire.

“Tu non sai cosa significhi perdermi nei tuoi occhi e non temere di vedere riflesse le mie paure, i miei limiti. Sei così trasparente, è sempre tutto così chiaro per te mentre io, io sono costantemente assillato dai dubbi, dalle perplessità. Tu mi completi,  ed io… io, io ti” ma non riuscì a finire la frase; Lisa gli appoggiò un dito sulle labbra impedendogli di continuare.

“Non dirlo Bill; non dirmi mai ti amo.

Siamo  troppo vulnerabili, indifesi ed io, finirei col crederci, facendomi del male.

Quando quella notte me lo dicesti, io non capii.

Pensai che l’amore non avesse bisogno di parole.

Ma dire “ti amo”, per te, era una promessa che non eri sicuro di poter mantenere.

Ora sono io che lo dico a te.

 Sappiamo entrambi di essere stati due incoscienti, ci siamo fatti trasportare dalla rabbia e dalla passione che, nonostante tutto, non si è mai placata tra di noi. Questa notte è il frutto di un sogno, di un dolcissimo sogno ma come in tutti i sogni, poi ci si risveglia e domani bisognerà fare i conti con la realtà: la tua si chiama fama, successo ed io, prima o poi, finirei per intralciarti ed è l’ultima cosa che voglio; la mia si chiama Hagen.

 Viviamo questo momento senza dirci nulla, senza prometterci cose irrealizzabili….la notte è ancora lunga e c’è ancora tempo prima che arrivi domani”.

Bill le baciò la fronte e la strinse tra le sue braccia.

Era piccola e fragile ma  il suo cuore aveva tanto coraggio, più di quanto ne avesse mai avuto lui in tutta la sua vita.

“Tienimi stretta a te Bill, non permettermi di avere paura,  dammi la forza di credere che quello che sto facendo sia giusto, ti prego” e lui la strinse con tutta la forza di cui era capace per impedirle di tremare.

“La notte è ancora lunga, c’è ancora tempo prima che arrivi domani” e riprese a baciarla e ad accarezzarla e si amarono ancora, donandosi l’uno all’altra.

Alle prime luci dell’alba, si guardarono intensamente e si strinsero fino quasi a togliersi il respiro, quasi ad imprimersi nel cuore e sulla pelle quell’ultimo abbraccio, poi Bill si staccò da lei; recuperò i suoi vestiti e senza dire nulla andò via.

Lisa chiuse gli occhi e strinse forte i pugni tanto che le unghie le si conficcarono nella pelle.

Una fitta dolorosa le opprimeva il petto.

Trattenne il respiro fino a quando sentì chiudere la porta al piano di sotto.

Afferrò il cuscino di Bill e lo strinse forte a sè mentre sulle sue guance si infrangevano le lacrime di un altro addio.

                                                                                                 ……………………….continua

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