“NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XIX

                                                                                                         by aquarius

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CAPITOLO XIX

 

Tutto andava per il verso storto!

Era stanca ed infelice e proprio non riusciva a concentrarsi su nulla.

Aveva gli occhi cerchiati e gonfi e la testa continuava a dolerle.

Ripensava continuamente a Bill e automaticamente, senza che il suo cervello se ne rendesse conto, vedeva gli occhi di Hagen.

“Dove sei adesso, Bill?” e lo sguardo si perdeva nel nulla.

Doveva parlare con Hagen, ma come avrebbe fatto a dirgli la verità?

Si portò le mani alle tempie e lentamente iniziò a massaggiarsele.

Non era pentita, lo avrebbe rifatto altre dieci, cento volte; erano stati gli unici momenti felici nell’ultimo anno.

Si sistemò meglio sulla poltrona del suo ufficio e cercò di prestare maggiore attenzione alle pratiche che aveva davanti.

Il tempo sembrava non voler passare mai: era inquieta e nervosa e non vedeva l’ora di tornarsene a casa.

 

Finalmente arrivarono le cinque e così mollò tutto quello che stava facendo e corse alla sua auto.

Le strade erano state ripulite ma tutto intorno era completamente coperto di neve.

Doveva guidare con prudenza e prestare attenzione alla strada ma, nella sua testa continuavano a girare le immagini di lei e Bill mentre facevano l’amore, le parole che si erano detti, gli sguardi che si erano scambiati.

Doveva assolutamente parlare con Hagen, non era giusto.

Lei amava Bill e anche se non sarebbero più tornati insieme, non poteva continuare a fingere: non era corretto continuare con quella farsa. Gli avrebbe chiesto di perdonarla e sperava tanto che lui potesse comprendere.

Appena mise piede in casa, il telefono iniziò a squillare.

“Pronto?”;

“Ciao tesoro, come stai?”;

“Bene grazie, e tu?”;
“Benissimo adesso che ti sento. Cosa fai di bello?”;
“Nulla; Hagen, ascolta, ho bisogno di parlarti”;
“dimmi tutto”;

“è una cosa lunga ed è un argomento piuttosto delicato. Non possiamo parlarne per telefono”;
“Vuoi che venga da te?”;
“Sì, te ne sarei grata” l’ansia le fece smorzare le ultime parole.

“Hei, così mi fai preoccupare……è successo qualcosa?”;
“ne parliamo quando arrivi, ok?”;

“Ok, allora a tra poco”:

Il cuore le batteva forte ma almeno il primo passo era fatto.

Sapeva benissimo che non sarebbe stato facile ed immaginava già quale sarebbe stata la reazione di Hagen.

Continuava a camminare su e giù nel vano tentativo di calmarsi ma, ad ogni minuto che passava, l’ansia cresceva.

Dopo quasi mezz’ora sentì bussare alla porta.

“Ciao Lisa”;

“Ciao Hagen”.

“Tesoro hai un aspetto orribile, ma stai bene?”;

“Sto benissimo, o forse no……non lo so”.

“Calmati, sei troppo agitata e  lascia stare quelle povere labbra. A furia di morderle le stai facendo sanguinare”.

“Mi calmerò solo dopo che ti avrò detto tutto”.

“Detto tutto: cosa?”;

“Forse è meglio se ti siedi, la storia è un pò lunga”;

“Come vuoi, cara”.

“Hagen, io sono sempre stata profondamente onesta con te. Ti ho raccontato praticamente tutto di me e dell’uomo che è stato il mio primo grande amore”;

“Sì, e so anche quanto ti ha fatta soffrire” tenne a sottolineare.

“Ecco io l’ho rivisto qualche giorno fa”.

“Dove?” il tono della voce di Hagen cominciò ad alterarsi e sul suo volto si dipinse una espressione seria e preoccupata.

“Al ristorante; ricordi che dovevo chiamare Stolz?”;
“Sì, certo che me lo ricordo”.

“Ci siamo incontrati così, per caso e…..questo incontro mi ha turbata profondamente”; Lisa parlava e continuava a torcersi le mani e a deglutire a vuoto.

Aveva la gola secca e si dondolava spostando il peso da un piede all’altro.

Piccole gocce di sudore le imperlavano la fronte e le guance erano rosse per l’imbarazzo e per il timore.

Hagen, invece era pallido e si vedeva lontano un miglio che stentava a trattenere la rabbia.

“E’ venuto qui, a casa per riportarmi i guanti che avevo dimenticato al ristorante. E’ stato molto gentile anche perchè, lo sai, ci tengo molto a quei guanti. Sono quelli che mi hai regalato tu”.

“Già, è stato anche troppo gentile”.

” E’ tornato anche ieri, dopo che tu sei andato via; non so bene per quale motivo sia venuto ma…..”;
“ma?”;

“Hagen, io ti voglio bene e non voglio farti soffrire ma, devo dirti la verità.”

Hagen la fissava con gli occhi sbarrati ed ora più che mai il suo sguardo era gelido, come non lo aveva mai visto prima.

“All’inizio eravamo arrabbiati. Ci siamo gridati contro le cose peggiori ma poi, ecco….insomma ci siamo baciati e abbiamo finito per-per fare l’amore” lo aveva detto tutto d’un fiato e con gli occhi chiusi.

Hagen andò su tutte le furie.

Scattò in piedi come una molla e cominciò ad urlare rabbiosamente.

“Come hai potuto? Come hai potuto farmi una cosa del genere?”; Lisa trattenne il respiro, non lo aveva mai visto in quello stato. Arretrò di qualche passo tanto era spaventata.

“Io ti amo, ti adoro; vivo solo nell’attesa che tu possa, anche solo in piccolissima parte, ricambiare quello che sento.

No, non è possibile, non dovevi farmi questo!” Si coprì gli occhi con una mano.

“Eppure ero stato chiaro con quel bastardo! Gli avevo detto chiaro e tondo di non farsi più vedere da queste parti. Evidentemente dovevo dargli una lezione invece di comportarmi da persona educata. E tu…tu sei una…. oh non so neanche come definirti!” aggiunse con tutto il suo disprezzo.

Lisa spalancò la bocca per la sorpresa; certo, immaginava che potesse arrabbiarsi ma non fino a quel punto.

Poi si soffermò un attimo su ciò che aveva appena sentito.

“Cosa hai detto?” chiese ancora incredula.

“Che non so come definirti”.

“No, che dovevi dargli una lezione e cose del genere”.

“Sì, dovevo spaccargli la faccia a quel bamboccio viziato! Io glielo avevo detto fin dall’inizio!”.

“Che significa che dovevi spaccargli la faccia?”;

“Quello che ho detto!”.

“Spiegami cos’è questa storia! Che significa fin dall’inizio? Quando hai visto Bill?” ma Hagen non rispose.

“Dimmelo subito, maledizione!” disse quasi urlando.

“E va bene. Tanto se non lo faccio io, sicuramente te lo dirà lui, sempre che non lo abbia già fatto!”.

“Dirmi cosa? Hagen  voglio la verità!”;

“Vuoi la verità? E allora eccola la verità. Quando quella sera, nella tua camera mi hai respinto, io sono quasi impazzito! Volevo assolutamente sapere chi si era appropriato della donna che amavo e che desideravo più di ogni altra cosa al mondo. Soffrivo terribilmente. Mi guardavi come se fossi trasparente mentre io bruciavo di passione e di desiderio per te. Volevo averti, farti mia e nessuno avrebbe potuto allontanarti da me. Così una sera ti ho seguita. Ho visto che vi incontravate in quel parcheggio, vicino al porto. All’inizio non vedevo bene chi fosse ma poi, quando si è tolto il cappello, l’ho riconosciuto subito. Ho visto come ti baciava, come posava le sue luride mani sul tuo corpo e, vedevo te, ridere felice e rispondere ai suoi baci, alle sue carezze mentre volevo disperatamente che quei baci, quelle carezze fossero per me e per me soltanto. Quando poi tu te ne sei andata, sono sceso dall’auto e l’ho affrontato. Gli ho detto che lui non ti meritava, non era all’altezza di una donna come te e solo perchè era ricco e famoso non significava che poteva averti. Gli ho detto che prima o poi tu l’avresti visto per la nullità quale era e ti saresti stancata di lui e che in quel momento avresti trovato me pronto ad accoglierti tra le mie braccia, le braccia di un vero uomo!”.

Lisa era sconvolta: aveva gli occhi sbarrati e il cuore che batteva impazzito.

“E così è accaduto. Sono stato discreto e paziente, ho aspettato nell’ombra, ti sono stato accanto tutto quel tempo come amico e quando sei tornata da Berlino, ho capito che era arrivato il mio momento. Un pò alla volta avrei conquistato la tua fiducia e il mio amore ti avrebbe fatto dimenticare quel buono a nulla! Ma quel verme è tornato a cercarti e rischiava di mettere in pericolo tutto ciò per cui avevo lottato e”;

“Bill è tornato a cercarmi? Quando? E tu come fai a saperlo?”;

“Ricordi quando ti ho suggerito di partire per l’Italia? Quando ti ho detto che sarebbe stato meglio per te se ti fossi presa una vacanza?”.

“Certo che me lo ricordo. Sono partita dalla sera alla mattina, come una ladra, ma avevo seguito il tuo consiglio di staccare la spina e di tornare subito in Italia per non sprecare nemmeno un giorno!”.

“Grazie ad alcuni amici che lavorano all’aereoporto avevo saputo che era tornato ad Amburgo. Immaginavo che fosse tornato qui per te.  Sorvegliavo costantemente ogni suo movimento, non potevo permettere che ti incontrasse! Così  ti ho suggerito di partire. Eri via già da un paio di giorni quando è venuto a casa tua a cercarti. L’ho seguito per tutto il tempo. Ha bussato tantissime volte alla porta e poi ha estratto un mazzo di chiavi dalla tasca e le ha infilate nella serratura.

A quel punto gli ho detto che doveva andarsene e che non doveva farsi più rivedere. Lui mi ha chiesto dov’eri ed io gli ho risposto che eri in Italia e che qui non saresti mai più tornata. Che soddisfazione, guardare la sua espressione mentre gli dicevo che ormai eri mia, mi appartenevi e che facevamo progetti per il futuro e che presto ti avrei raggiunta per realizzare il nostro sogno. Ridendogli in faccia, gli ho detto che nel tuo cuore e nel tuo letto non c’era più il suo ricordo e che quel posto era diventato mio, che lo avevi completamente dimenticato e che lui aveva avuto la sua occasione ma che l’aveva sprecata”.

“Tu-tu hai fatto questo?” aveva le lacrime agli occhi.

Come era possibile? Come aveva fatto a non accorgersi prima della follia di Hagen? della sua ossessione? Fino a che punto si era spinto!

E Bill? Santo Cielo, Bill gli aveva creduto! Ecco perchè era rimasto così sorpreso nel vederla, ecco cosa significava “non lui”.

“Perchè Hagen mi hai fatto questo? Tu sapevi quanto lo amassi! Sapevi che avrei fatto qualunque cosa se fosse tornato a cercarmi”.

Hagen l’afferrò per le spalle e la strinse forte facendole male.

“Ancora non l’hai capito? Perchè ti voglio! Tu sei mia. Avrei potuto darti tutto quello che desideravi ma tu,  piccola stupida sentimentale, hai rovinato tutto! Hai fatto l’amore con lui mentre io devo pregarti anche solo per un bacio.

Vorrà dire che adesso mi prenderò quello che voglio!”.

“Hagen, lasciami! Che diavolo vuoi fare?”.

Gli strappò la camicetta di dosso e la spinse sul divano mettendosi sopra di lei e baciandola ovunque, sul collo, sulle spalle, sulle labbra e infilò le mani sotto la gonna  toccandola lascivamente.

Lisa si dimenava e lottava con tutte le sue forze. Il disgusto le faceva venire la nausea ma quando ne ebbe l’opportunità riuscì a dirgli:”Puoi prenderti il mio corpo con la forza se è questo ciò che vuoi ma, sappi che il mio cuore appartiene a Bill e ogni volta che mi toccherai o mi bacerai io penserò a lui, soltanto a lui”.

A quelle parole, gli occhi di Hagen si velarono di frustrazione, si staccò da lei liberandola del suo peso.

Lisa si mise seduta e con una mano cercò di richiudere la camicetta con quell’unico bottone che si era salvato.

“Perdonami, io…io non so cosa mi è preso…”;

“Vattene Hagen, non voglio più vederti!”; disse ancora col fiatone.

“Io l’ho fatto per te, perchè ti amo”;
“Non voglio più rivedere la tua faccia!”;

“Ma…”;

“Fuori da casa mia e fuori dalla mia vita, per sempre!”.

 

                                                                                                 …………………continua

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Un commento su ““NON DIRMI MAI TI AMO” Capitolo XIX

  1. Non ho parole, è un colpo di scena eccezionale, non me lo sarei aspettato.
    Vado avanti con l’ultimo capitolo.
    Davvero, un bellissimo capitolo.

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