“LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo IV

 
 

 

                                                                                                                          by aquarius

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Capitolo IV

 

 

Finalmente lunedì o, di nuovo lunedì?

Julia non sapeva  se essere contenta o  meno di ricominciare a lavorare.

Il weekend era stato lungo e noioso; aveva piovuto tutto il tempo,  Karin era andata a trovare la sua famiglia che da poco si era trasferita in un’altra città e in tv niente d’interessante.

Era arrivata a lavoro un pò in anticipo per potersi fermare qualche minuto con Karin prima di iniziare il turno.

“Ciao Karin”;

“Hei Julia, come stai? Che hai fatto ieri?”;

“Niente, praticamente ho oziato tutto il giorno. E tu?”;

“Uno strazio credimi ma ogni tanto devo per forza farmi viva con i miei altrimenti sarebbero capaci di farmi arrivare i pompieri a casa. Non sai a volte quanto ti invidio!”.

Julia abbassò lo sguardo e sul suo viso si dipinse un’espressione triste.

“Oh scusami, scusami Julia…..ho parlato senza riflettere. Accidenti ma quando imparerò a tenere la bocca chiusa!”.

Julia la guardò con un sorriso rassegnato: ” non preoccuparti; ormai l’ho superata”.

Guardò l’orologio e poi aggiunse: ” devo andare, ci vediamo durante la pausa, ok?”;

“ok; a dopo”.

Karin la vide allontanarsi e continuava a darsi della stupida per essere stata così insensibile.

Julia entrò in negozio, salutò le sue colleghe e poi si mise al lavoro ignorando completamente Sebastian.

Solitamente il lunedì era una giornata tranquilla; il negozio non era mai troppo affollato e quindi si svolgevano tutte quelle mansioni che richiedevano tempo: sistemare gli scaffali rifornendoli di prodotti, rinnovare le vetrine, controllare le merci in giacenza e preparare l’ordine per quelle mancanti.

Julia prese il blocco degli ordini e si mise subito al lavoro.

Tra tutti i compiti, quello era senza dubbio il più seccante.

Bisognava passare in rassegna ogni singolo cosmetico in vendita in quella profumeria e fare attenzione a non confondere i codici.

Richiedeva moltissima pazienza e soprattutto meticolosità e le sue colleghe erano ben felici di lasciarlo a lei visto che era la commessa che lavorava lì da più tempo.

Impiegò almeno due ore a stilare tutto l’elenco; le mancavano solo gli smalti e finalmente avrebbe finito. 

“Scusi signorina, vorrei sentire questo profumo”;

Julia sollevò lo sguardo dal catalogo: “arrivo subi….” ma le parole le morirono in gola.

Difronte allo scaffale dei profumi da uomo, intento ad osservarne uno,  c’era lui.

 Inspiegabilmente, le mani cominciarono a tremarle leggermente e i respiri divennero più veloci.

Non era possibile! Con tutti i negozi che c’erano a Magdeburgo, lui era entrato proprio lì….proprio dove lavorava…

Si strofinò gli occhi credendo di aver preso un abbaglio…e invece no.

“Gu-Gustav…”;

Gustav, si voltò verso di lei, la guardò  con l’aria sorpresa: “Julia?  Ma… sei proprio tu?” e sfoderò uno dei suoi sorrisi timidi e una piccola fossetta gli comparve sul mento.

Il cuore gli batteva forte nel petto, chissà se era stato abbastanza convincente.

Aveva girato mezza Magdeburgo: una intera mattinata passata da un centro commerciale all’altro nella speranza di ritrovarla.

L’Allee Center era il quarto della lista. 

Si era recato immediatamente al centro informazioni e aveva chiesto dove fosse la profumeria.

Man mano che la scala mobile lo portava al piano superiore, cominciò ad intravedere, una grande profumeria e guardando all’interno, scorse una figura minuta, non troppo alta, dei riccioli biondi e quando si voltò nella sua direzione, senza fare caso a lui, il cuore aveva preso a martellargli forte nel petto.

Era lei!

Si, era proprio lei!

Non riusciva a crederci,  finalmente l’aveva trovata.

Era rimasto a fissarla a lungo, poi  si era asciugato le mani sudate sui pantaloni, si era sistemato la maglietta che, chissà per quale motivo sentiva fin troppo stretta e  con  finta disinvoltura era entrato nel negozio.

Aveva preso il primo campione di profumo che gli era capitato sotto mano e finse di guardare le diciture.

Aveva deglutito a vuoto un paio di volte e poi aveva attirato la sua attenzione ed ora era lì, davanti a lui,  più bella di quanto ricordasse.

Provò la stessa identica emozione di quella sera, quando quegli splendidi occhi verdi incrociarono i suoi e le sue labbra si allargarono in un sorriso.

Una goccia di sudore gli scivolò velocemente lungo la schiena e immediatamente ne seguì un’altra mentre si avvicinava a lui.

“Che- che sorpresa!”;

“Non avrei mai immaginato di rivederti” continuò lei;

“Neanche io….” disse quasi sottovoce; “Che coincidenza eh?”;

“Già, è assolutamente incredibile! Ancora non riesco a crederci” e  gli sorrise.

Rimasero un pò in silenzio a studiarsi a vicenda.

“Allora è qui che lavori?” e si guardò intorno;

“Già”.

Con la sua solita gentilezza gli chiese:”Dimmi, cosa volevi vedere?”;

“Questo” e gli mostrò il campione che teneva in mano.

Una morsa gli attanagliò lo stomaco quando lei gli sfiorò  appena la mano per prendere il profumo. 

Gli diede una rapida occhiata e poi disse: “Ne sei sicuro? Perchè sai, non lo vedo molto adatto a te”;

Lui seguì le sue mani che si sistemavano una ciocca di capelli dietro l’orecchio.

” Emm….cosa? Ah! si… come mai pensi questo?”;

“Perchè è un profumo forte, dai toni troppo decisi e non credo che ti piacerebbe. Comunque lo proviamo subito”.

 Julia prese un cartoncino e mentre spruzzava qualche goccia di essenza,  a Gustav ripresero a sudare le mani.

Agitò per qualche istante il cartoncino e poi glielo avvicinò alle narici e lui, senza mai distogliere lo sguardo dai suoi occhi lo annusò.

Quello sguardo…..Julia si sentì mancare il respiro. Perchè quando la guardava, provava quella sensazione?

Era inerme, si sentiva priva di ogni difesa.

Immediatamente arrossì e nervosamente cominciò a tormentare un lobo dal quale pendeva un grazioso orecchino.

“E’ vero, non è adatto a me. Potresti consigliarmene uno che faccia al caso mio? Ma…forse hai da fare e non vorrei disturbarti”;

“Scherzi? E’ il mio lavoro. Adesso ti faccio sentire questo che è molto buono”;

Spruzzò dell’altra fragranza su un cartoncino e glielo fece annusare.

“Che te ne pare?”;

“Ecco….io, non saprei…insomma..”;

“Se non sei convinto te ne faccio sentire un altro che mi piace molto. E’ appena arrivato. Assomiglia al precedente ma ha dei toni più delicati”. Quando si trattava del suo lavoro era sicura di sè e questo le permetteva di concentrarsi; Gustav la mandava letteralmente in confusione; si sentiva agitata e arrossiva per nulla; ma perchè gli faceva questo effetto?

“Seguimi, da questa parte prego”, e si voltò per raggiungere il lato opposto del negozio.

Camminare le risultò veramente difficile: sentiva le gambe ancorate al pavimento, rigide come tronchi.

All’improvviso si fermò:” Ti piacciono i profumi dol…ops!”

Gustav, perso in quella massa di capelli che ondeggiavano, non si accorse che si era fermata e finì per investirla.

“Scusami…scusami per favore” era talmente imbarazzato che avrebbe preferito scomparire.

Julia sorrise: “Figurati, non è successo niente. Dicevo, ti piacciono i profumi dolci?”;

“Sì-sì”;

“ok, allora proviamo quest’altro”;

Ripetè la stessa operazione di prima e glielo fece sentire.

“Che ne pensi?”;

“Si mi piace anche questo….credo”; la sua affermazione fece scoppiare Julia in una allegra risata.

– Quando ride è ancora più bella…- pensò.

“Ma questo, ti piace di più dell’altro?”;

“Signorina scusi”;

“Si?”;

“Mi hanno detto di rivolgermi a lei per quella confezione di crema che avete in vetrina”;

“Sono subito da lei”;

poi si rivolse a Gustav “Torno subito; tu intanto riflettici su” e gli sorrise.

 

Ma che diavolo gli stava succedendo? Non aveva mai provato niente di simile prima. Si sentiva la testa completamente vuota, i suoi occhi si riempivano di lei e le sue orecchie ascoltavano solo il suono melodioso della sua voce e i battiti del suo cuore che picchiavano più forte della sua grancassa…

Doveva rivederla, a tutti i costi.

Doveva inventarsi qualcosa e alla svelta perchè voleva conoscerla meglio, sapere tutto di lei e capire perchè con lei, era così stranamente felice.

Un appuntamento!

Si le avrebbe chiesto di uscire…..e se lei non avesse accettato? Era una possibilità a cui non aveva pensato…..

beh! Doveva rischiare.

Poco dopo tornò da lui: “dicevamo?”;

“Che vorrei sentire quel profumo” e ne indicò uno posto su uno scaffale alto.

“Ok”.

Julia ripetè la solita operazione.

Gustav  la guardò e le disse: “A te piace?”;

“Si molto, anche  se è in commercio già da qualche anno”;

“d’accordo allora prendo questo”.

“Benissimo. Devo farti un pacchetto?”;

“No, non è necessario grazie”;

“allora accomodiamoci alla cassa. Sono felice di esserti stata utile”.

“Julia?”;

“Si?” Gustav la fissava così intensamente che sentì un brivido correre lungo la schiena.

“Cosa fai stasera?”;

“Nulla, perchè?” le parole le uscirono a fatica, intenta a rallentare i battiti del cuore che sembrava impazzito;

“io mi chiedevo se…..vorresti uscire con me? Ecco potremmo andare a mangiare una pizza se ti va…”;

“Scusa, mi fai vedere il rossetto della pubblicità?”;

la voce di una ragazza alle sue spalle che indicava un cartellone pubblicitario interruppe quel momento.

“Arrivo subito”.

Velocemente Julia, prese un biglietto da visita della profumeria, scrisse qualcosa sul retro e glielo pose tra le mani, poi si allontanò.

Deluso e arrabbiato uscì dal negozio col suo pacchetto e il biglietto stretto tra le mani.

Aveva il viso accigliato e bofonchiava qualcosa sottovoce.

Arrivò all’auto, aprì lo sportello e si sedette.

Con poca grazia scaraventò il pacchetto sull’altro sedile e  colpì il volante.

Accidenti! Gli sarebbe bastato solo un minuto…. invece lei non gli aveva risposto.

Sicuramente non voleva uscire con lui ed aveva trovato una maniera gentile per rifiutare.

Prese il bigliettino e lo lesse.

Un immenso sorriso gli illuminò il volto.

Lo rilesse almeno tre volte:

“Neue Strasse, 3

alle 8.00!

Julia”

                                               

                                                            ……..continua 

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5 commenti su ““LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo IV

  1. Dio mio, quanto è dolce ed imbranato questo Gustav cotto a puntino! Lo so, sembro una mocciosa in preda ad una crisi ormonale, ma ti giuro che mi fa troppa tenerezza… non so, è come se leggessi per la prima volta questi capitoli che invece ho già letto e riletto non sai quante volte, quando capitavo sul tuo blog!Mi piace tantissimo! 🙂

  2. E Julia? Chissà cos’è quell’ombra che le è passata sul viso quando Karin ha nominato i genitori… sono curiosissima! Complimenti, Bondy, sei sempre fantastica! :)Macky

  3. Dio mio, quanto è dolce ed imbranato questo Gustav cotto a puntino! Lo so, sembro una mocciosa in preda ad una crisi ormonale, ma ti giuro che mi fa troppa tenerezza… non so, è come se leggessi per la prima volta questi capitoli che invece ho già letto e riletto non sai quante volte, quando capitavo sul tuo blog!Mi piace tantissimo! 🙂

  4. ….concordo pienamente!!! :)Complimentissimi ancora…tu k pensi dei nuovi capitoli della mia storia???Non vedo l’ora di leggere il seguito,dopo il primo bacio di Gugu e Julia…Per adesso un bacio mi limito a mandarlo a te…Ti voglio bene <3Giuly

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