“LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo VI

 
 
 
 

                                                                                                                         by aquarius

 

Capitolo VI

 

“Ciao Julia”;

“Ciao Karin, come va?”;

“Sei ancora arrabbiata con me? Scusami io non volevo essere insensibile è solo che…”Karin parlava velocissima, quasi senza respirare.
“Calmati!  A che ti riferisci? Perchè dovrei essere arrabbiata con te?”;

“Beh, insomma, dovevamo vederci per la pausa e non sei passata, sei andata via di corsa senza nemmeno salutarmi e poi ho provato a chiamarti a casa ma non mi hai risposto. Se ce l’hai ancora con me per ieri, ti chiedo scusa di nuovo”.

” Frena! Io non ce l’ho con te e non so assolutamente di cosa stai parlando”;

” Allora che fine hai fatto ieri? Perchè sei sparita a quel modo?”;

“Oh!…..Ecco…..beh, insomma….io… io sono uscita”.

“Sei uscita? Di lunedì? Sei sicura di stare bene?”;

“Mai stata meglio in vita mia!” disse sorridendo e facendo un giro su sè stessa.

“Come mai hai quel sorrisetto? mmm….lasciami indovinare, un appuntamento?”;

“Già,  proprio così”.

“Martin? Sei uscita con lui?”;

“No, Martin non l’ho più sentito”.

“Allora con chi sei uscita?”;

“Ecco…io..veramente…”;

“Julia!!!!!!!!!!!” esclamò spazientita;

“Mi prometti che quello che sto per dirti non lo dirai a nessuno?”;

“Santo Cielo, quanti misteri!”;

“Promettilo!”;

“E va bene, te lo prometto ma tu sai perfettamente che so mantenere un segreto”.

“Sono uscita con il ragazzo più dolce, gentile e affascinante del mondo e quando mi guarda…oh! quando mi guarda, mi fa sentire la donna più bella di tutto l’universo”.

“Accidenti! Julia…ti..sei..innamorata?”;

“Ma no, figurati….che vai a pensare…ci siamo visti solo due volte…ecco…forse. Ohhh! non lo so”.

“Julia ma è fantastico! Tesoro non immagini quanto sia felice per te! Ma guardati! Sei rossa come un peperone e hai gli occhi lucidi!”;

Julia abbassò la testa ma sorrideva felice.

“….E sentiamo un pò, oltre ad essere dolce-gentile-affascinante, ha anche un nome?”;

“E’ ovvio che ce l’ha! Si chiama Gu….”; ma lo disse talmente a bassa voce che Karin non udì nulla.

“Mmm…interessante. Allora ti decidi a dirmi come si chiama?”;

“E va bene. E’ Gustav Schaefer; contenta?”; lo disse tutto d’un fiato.

“Cosa?! Mi stai prendendo in giro, non è vero?”;

“No”;

“Non credo d’aver capito bene… tu e quel Gustav Schaefer?”;

“Hai capito benissimo invece”.

“Tu..sei uscita con…non ci posso credere”;

“Si ma per favore, non dirlo a nessuno. Non voglio che si sappia in giro” solo a parlare di lui, le batteva forte il cuore.

“…E vi siete baciati?”;

“Ma sei matta? Come ti salta in mente… siamo solo usciti a cena e mi ha riaccompagnata a casa”;

“Ah, allora non è successo niente?”;

“Niente”;

“Ma succederà?”;

“Oh cavoli! Non farmi queste domande, ti prego; lo sai che mi mettono in imbarazzo!”;

“Si lo so, e mi diverto un mondo a guardarti mentre sembri seduta su un cactus” e scoppiò a ridere.

“Perfida! Comunque….ha detto che mi chiamerà”.

“Ti chiamerà? E quando?”;

“Come faccio a saperlo? Quando ne avrà voglia…credo. Spero solo che lo faccia presto”;

“Voglio sapere tutto. Dove siete andati? Cosa avete fatto? Tu che ti sei messa? E lui? Lui ha una bella auto?”;

“Calma! Una domanda alla volta”: guardò l’orologio.

“Mi spiace Karin, devo andare”.

“Non puoi andartene senza dirmi niente”;

“E invece è proprio quello che farò” e  le fece una linguaccia.

“Comunque, se ti va, più tardi passa da me e ti dirò tutto ma, mi raccomando: tieni la bocca chiusa; intesi?”;

“Intesi!”.

 

 

 

“Stooop!”  la voce di David risuonò  grave nella piccola sala di registrazione.

Il manager era piuttosto arrabbiato.

“Gustav, mi dici che diavolo ti succede? E’ la terza volta che sbagli questo attacco! Di solito lo fai ad occhi chiusi!”.

Gustav abbassò la testa.

“Scusa David ma…oggi proprio non mi riesce”.

“Ok. Pausa di un’ora e poi riprendiamo da questo punto!”.

Gustav si tolse le cuffie e le sistemò sullo sgabello prima di uscire seguito a turno dagli altri.

“Tutto ok Gustav?” chiese Bill.

“Va tutto a meraviglia!” disse con un tono di voce talmente alterato che immediatamente tutti sparirono dal suo campo visivo.

Lo conoscevano fin troppo bene e quando rispondeva a quel modo era meglio stargli alla larga.

“Ma che ha?” chiese Tom lanciando un’occhiata nella sua direzione.

“Guardate com’è nervoso! Di solito non fuma mai quando lavora” aggiunse Bill.

“Per essere strano, è strano. E’ più taciturno e più scontroso del solito e poi, sembra che abbia la testa altrove. Deve avere qualche problema”.

“Georg, tu sei quello con cui parla di più; perchè non vai a chiedergli che diavolo gli sta succedendo?” continuò Bill incrociando le braccia.

“Si, così mi sbrana! Perchè non ci andate voi due, invece?”;

“Io ci tengo ancora alla mia pelle!” disse Tom;

“Ed io devo fare una telefonata, anzi vado subito che sono già in ritardo”. aggiunse Bill mentre a passo spedito si allontanava dal salotto.

“Comunque faresti bene a parlargli, altrimenti David ci terrà qui fino a domattina”; poi infilò le mani nelle tasche del pantalone extra-large estraendone un pacchetto di sigarette e uscì in giardino.

Georg era rimasto solo.

Si voltò a guardarlo,  si avvicinò e cautamente disse: “Hei Gustav! Allora, come va?”;

“Alla grande, non vedi?”;
“Si vedo, è per questo che abbiamo interrotto le prove per ben tre volte oggi!” aggiunse, per niente intimorito dal suo sarcasmo.

“Scusa” continuò abbassando il tono della voce; “è solo…è solo che sono nervoso; tutto qui”.

“Di questo ce ne siamo accorti tutti. Dì un pò che ti succede? Hai voglia di parlarne col tuo vecchio amico?”;

“Magari. Il guaio è che non so neanche io che mi prende”.

“Problemi a casa?” azzardò piano.

“no, no. Figurati”.

“Problemi con i Kaulitz? A volte quei due sanno dare davvero ai nervi”.

“No; loro non c’entrano”.

“E allora, cosa c’è che non va?”;

“Ecco io…..” dopo una pausa interminabile che Georg non si sognò di interrompere aggiunse: “io ho conosciuto una ragazza”.

Georg spalancò la bocca per la sorpresa.

“Quando la guardo…io, io sento qualcosa dentro, proprio qui” e indicò un punto  all’altezza dello stomaco; “e..non riesco più a dire una parola” e sospirò.

“Di solito sono divertente, faccio sempre battute alle quali ridono tutti, non è così?”;

“Sì, è vero; le tue battute sono sempre le più divertenti”;

“Con lei, me ne sto lì, fermo come un pesce lesso e arrossisco come un ragazzino alle elementari”.

“Come si chiama?”;

“Julia…si chiama Julia”;

“e dove l’hai conosciuta?”;

“Ricordi la festa al First? Quella a cui non sei venuto perchè avevi troppo sonno?”;
“Si”;

“l’ho conosciuta lì. E’ stato come un’apparizione…una visione”.

“Ma com’è? Racconta”;

“E’ stupenda…è semplicemente la ragazza più bella che abbia mai visto. E’ piccola, esile…io al confronto sembro l’omino della Michelin. Ha una cascata di riccioli biondi e quando muove la testa….mi fa impazzire. Per non parlare degli occhi! Due piccoli smeraldi che quando mi guardano mi fanno ribollire il sangue”.

“Merda Gustav! Ti piace sul serio…non è che ti stai innamorando di lei?”;

Rosso come un peperone, abbassò la testa e si tirò sugli occhi la visiera del cappellino.

“Ma che dici….no-no; forse…. sì, io-io… non ci capisco più niente”.

“Congratulazioni, amico! Sono felice per te; adesso capisco tutto!” e sorrise allegramente mentre gli dava una pacca affettuosa sulla spalla.

“E invece non hai capito proprio niente”.

“Perchè?  Forse non le piaci?”;

“No, o meglio…non lo so”;

“e tu chiedile di uscire”.

“Gia fatto”;

“e lei? Ha accettato?”;

“Si”;

“Allora la serata è stata un fiasco”.

“No, al contrario”;

“Gustav, faccio fatica a seguirti. Perchè non mi dici come sono andate le cose?”;

“Beh, insomma..sono andato a prenderla a casa”;

“..e?”;

“e siamo andati al Villa Italia”;

“ottima scelta! Bel posto, cibo gustoso, atmosfera romantica…. e lì vi siete baciati”.

“No, non è successo niente!” e si passò nervosamente una mano sul collo.

“Ah, allora si è annoiata”;

“no, anzi… mi ha detto che si è divertita molto con me”;

” credi che fosse solo una scusa?”;

“No, era sincera quando me lo ha detto. Io, io non riesco a smettere di pensare a lei…sento il suo profumo, vedo il suo viso, il suo sorriso…. “;

“Ancora non capisco dov’è il problema?”.

“Le ho chiesto il numero di telefono”;

“e lei non te l’ha dato”;

“no, ha detto che aspetta la mia telefonata”;

“Merda Gustav! Chiamala, no?”

“E’ questo il problema! ……che-che le dico?”.

 

 

…………continua

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3 commenti su ““LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo VI

  1. "E’ stupenda…è semplicemente la ragazza più bella che abbia mai visto. E’ piccola, esile…io al confronto sembro l’omino della Michelin.""E’ questo il problema! ……che-che le dico?"Ma che tenero! *-* Giuro che mi fa troppa tenerezza! Averlo davanti quando è così goffo ed impacciato deve essere una cora terribilmente tenera…Ok, la smetto…No, seriamente, Bondi… questa Fan Fiction è stupenda, GIURO!Aspetto il prossimo capitolo! Un bacione! Macky

  2. Waaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! mi mancava questa FF!! è sempre stupenda Fra.aspetto il prossimo capitolo!!come va piuttosto?bacioni! Eu

  3. Ciaooo<33
    Grazie 😀 allora adesso l' ho fatto.. hihi e vero nn e cosi difficile^^
    Che bello qui *_______*!!!!!!!!!!
    Nn so dove leggere per prima!! 😀
    Grazie, si spero che trovo all piu preste un lavoro..
    Baci grandi tvttttb<3
    da Vale

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