“LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo VII

 
 
 
 

                                                                                                                         by aquarius

 
 
 

Capitolo VII

Julia continuava a guardare il display del cellulare, quando il suono del campanello la fece sobbalzare.

“Bell’amica che sei!” disse Karin con un finto broncio, mentre, entrando in casa si tolse la giacca dell’uniforme e la gettò su una delle sedie seguita subito dopo dalla borsa.

“E dai! Non essere arrabbiata con me”;

“ti ricordo che io e te abbiamo fatto un patto quando eravamo piccole: nessun segreto. Tu lo hai deliberatamente ignorato tenendomi all’oscuro di tutto” e si sedette sprofondando nel divano del piccolo salotto.

“E’ che non ce n’è stato il tempo…..è successo tutto così in fretta”;

“ti perdono solo se mi racconti tutto e non omettere nessun particolare chiaro?” continuò ridendo mentre prendendola per un braccio la trascinò sul divano accanto a lei.

“Chiaro. Da dove comincio?”;

“Dove vi siete conosciuti?”;

“Al First, l’altra sera”;

“ma eravamo lì insieme! Quando?”;

“Sulla terrazza; il ragazzo con cui stavo parlando, era proprio lui”.

“No, non è possibile….e come è successo?”;

“Un tipo che aveva bevuto un pò troppo ha cominciato a darmi fastidio e lui lo ha tenuto alla larga da me”.

“Cielo! Com’è romantico! E poi?”;

“E poi ci siamo presentati e quando ho capito chi fosse sono rimasta imbambolata, senza riuscire a dire niente”;

“Si, e poi?”;

“Abbiamo cominciato a chiacchierare e poi ci siamo salutati e sono rientrata”.

“Ma da chiacchierare ad uscire insieme, ce ne passa!”;

“E invece il passo è stato breve. Non so per quale caso fortunato ieri mattina è venuto in negozio a comprare un profumo. Lui non sapeva che lavorassi lì, è stata una coincidenza e poi mi ha invitata ad uscire”.

“Quando vuole la fortuna bussa anche alla tua porta! E che è successo dopo?”;

“E’ venuto a prendermi a casa”;

“E che auto ha?” la interruppe bruscamente;

“Una Bmw nera”;

” wow! E dove siete andati?”;

“Onestamente  non conoscevo quel posto, al Villa Italia”;

“Oh, il giovanotto non ha badato a spese! E’ uno dei ristoranti più cari della città, si mangia benissimo ed ha uno splendido giardino”.

“E’ stato fantastico, ci siamo divertiti tanto e quando sorride…beh… gli viene una fossetta proprio qui” ed indicò il mento con l’indice;

“e poi ha un piccolo neo proprio sul labbro..”;

“Vedo che l’hai osservato mooolto da vicino!” e rise; poi continuo:”Tesoro, sono tanto felice per te” disse Karin entusiasta mentre stringeva le mani di Julia tra le sue.

“Non dirlo!”;

“Perchè? Pensi che ti stia prendendo in giro?”;

“No, è un ragazzo per bene. Non so, mi piacerebbe tanto rivederlo ma ho paura. Sono successe tante cose in questi mesi, cose che nonostante tutto mi hanno fatta crescere…..  non credo più alle favole, Karin”;

“Quanto pessimismo! Ha detto che ti chiamerà, no? Quindi devi solo aspettare e poi sarà il tuo cuore a guidarti”.

“Già,  è proprio quello il punto. Finora ha preso la direzione sbagliata….e comunque, lui ancora non si è fatto sentire”.

“Non avere fretta! L’hai detto tu stessa, lo farà appena gli sarà possibile”;

“speriamo che tu abbia ragione” e sospirò.

Si alzò di scatto dal divano e continuò: “Hai fame?”;

“Si, da morire”;

“allora prepariamoci qualcosa in fretta e poi film strappalacrime appena noleggiato; ci stai?”;

“Altro che!”.

 

 

 

“Qualcuno di voi sa dirmi che succede a Gustav?” la voce di David richiamò l’attenzione dei tre che se ne stavano stravaccati sul divano a giocare all’ultimo gioco appena acquistato della playstation.

“Per caso voi due gli avete fatto qualcosa?” chiese minaccioso ai due fratelli Kaulitz.

“No, noi non abbiamo fatto niente” risposero in coro i gemelli.

“Georg, hai provato a parlargli?”;
“Glielo abbiamo chiesto anche noi” aggiunse Bill.

“Si che l’ho fatto…”;

“E allora?”;

“La cosa è seria!”;

“Di che si tratta?” chiese David preoccupato.

“Tenetevi forte: si è innamorato!”;

“Cosa ?!” dissero in coro tutti e tre.

“Proprio così; ha conosciuto una ragazza qualche giorno fa e gli ha mandato in fumo il cervello, ma non una parola! Sapete tutti quanto è suscettibile”;

“Figurati, non ci penso proprio!” disse Bill.

“Ma adesso dov’è?”proseguì David;

“In sala di registrazione”;

“A fare cosa?” continuò Tom;

“A trovare il coraggio di chiamarla. Bill? Hei Bill, dove stai andando?”;

“Vado a sbirciare”;

“Aspettaci,  veniamo anche noi”.

Silenziosamente e al buio, entrarono nella stanza del mixer e dall’altro lato dello spesso vetro c’era Gustav che camminava su e giù.

Afferrava il cellulare e subito dopo lo rimetteva giù.

“Nervosetto eh?” Tom cominciò a ghignare.

“Zitto Tom, vuoi farci scoprire?” lo rimproverò suo fratello

“Guardate, forse ci siamo, sta chiamando!” disse Georg;

“Ma no, ha riattacato!”.

Gustav si sedette sul suo sgabello davanti alla batteria, si tolse il cappello e lo gettò a terra sbuffando.

Prese le bacchette e le fece rollare velocemente sui piatti e sui tamburi, poi, improvvisamente si alzò di scatto, prese il cellulare e pigiò il tasto nella memoria della rubrica.

Il cuore gli batteva forte e la fronte gli si imperlò di sudore mentre aspettava di sentire la sua voce.

 

 

 

 

“Julia, corri! Il cellulare”.

Julia arrivò correndo, prese il cellulare dal tavolino e lo fissava senza rispondere.

Karin si mangiava le unghie: “Julia, ma che fai? Rispondi!”;

Scossa da quel torpore, rispose.

“Pronto?”;

“Julia?”;

“Si?”;

“Sono… Gustav”;

“Ciao, che-che bello sentirti”; le gambe le tremavano per l’emozione e il respiro divenne più veloce.

_E’ lui?_ chiese  Karin sottovoce e Julia annuì.

“Ti disturbo? No perchè se hai da fare ti chiamo un’altra volta” lo disse così velocemente che le parole quasi si accavallarono.

“No, no figurati; non mi disturbi affatto”.

Gustav tirò un sospiro.

“Come stai?” la voce di Julia era calma.

“Bene…si bene. E tu?” lui invece era sempre più teso;

“Sto bene anch’io”.

Gustav si passò una mano tra i capelli cercando le parole giuste per dirle ciò che stava pensando ma Julia lo anticipò;

“Come sta andando al lavoro?”;

 Lui sospirò: “vuoi la verità?”;

“Sì”;

“un disastro” ammise sincero.

“Bill ha ancora dei problemi?”;

“No, non è lui il problema”; deglutì  a vuoto prima di continuare: “Il problema… sono io”.

_Che dice?_ chiese Karin curiosa mentre Julia le faceva cenno di parlare piano.

“…E come mai?”;

“Non mi riesce di farne una giusta…e la colpa….la colpa è tutta tua” disse sorridendo imbarazzato.

“Mia?! Perchè sarebbe colpa mia?”;

Dopo una breve pausa, sentì Gustav proseguire.

“Hai rubato tutti i miei pensieri”.

Julia sentì il cuore scoppiare.

Avrebbe voluto urlare dalla felicità!

Sentì le gambe diventare improvvisamente molli e fu costretta a sedersi.

Si portò una mano al petto, sentiva il suo cuore battere all’impazzata.

“Davvero?” disse con un filo di voce;

“Davvero. Non ho fatto altro che pensare a te e non sono riuscito a concentrarmi. Hanno perfino interrotto le prove per ben tre volte”;

Julia torturava nervosamente  il suo povero orecchio mentre lo immaginava seduto dietro la sua batteria che suonava.

“Così…mi fai sentire in colpa; però…anch’io ti ho pensato…. tanto”.

Un grosso sorriso si disegnò sulle labbra di Gustav.

“Ah si? e…..che pensavi?” chiese timidamente.

_Georg, spostati!_;

_Sta zitto Bill!_;

_Ma che succede? Tom, vedi niente?_;

_Sorride; oh merda! Sta venendo da questa parte, abbassatevi!_.

_Georg toglimi questo braccio dalla faccia!_;

_Bill, non è il momento di lamentarsi_;

_Volete smetterla tutti e due! Se ci scopre siamo fo****i!_

“Beh, ho pensato che forse….si, insomma…..ho creduto…..” ;

“Cosa?” incalzava sempre più  curioso;

“Adesso quasi me ne vergogno”;

“E perchè ti vergogni?”;

“Perchè…ho…avuto paura che….che non mi chiamassi” le ultime parole le pronunciò tutte d’un fiato.

Gustav strinse il pugno e lo sollevò con aria trionfante.

Si ricompose un attimo e poi aggiunse:” io ho tardato perchè c’erano le prove….io-io ti avrei chiamata anche prima solo che”;

“Lo so” cotinuò Julia interrompendo i suoi farfugliamenti.

“Quando torni a Magdeburgo?”;

“Sabato. Tu… che fai sabato?”;

“Lavoro, purtroppo”;

“e domenica, hai impegni?”;

“No, perchè?”chiese emozionata.

“Perchè… se ti fa piacere, vorrei che tu venissi con me”;

Julia balzò in piedi come una molla, sotto gli occhi sbalorditi di Karin.

“…..Venire con te? Ce-Certo che mi fa piacere”.

Julia stentava a controllarsi, era troppo bello per essere vero!

“Allora, ci vediamo domenica”;

“A domenica” gli occhi le brillavano per la felicità;

“Ciao” lo salutò dolcemente;

“Ciao” e riattaccò.

-Evvaiiii!- l’urlo di Gustav risuonò in tutta la sala.

Si sfregò vigorosamente le mani poi si avvicinò ad uno dei microfoni e lo accese.

“Hei, voi tre! A lavoro! Abbiamo ancora molto da fare”.

 

 

…….continua

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4 commenti su ““LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo VII

  1. Hey Fra! grazie del commeto alla FF..sei sempre molto gentile!! grazie infinite.allora come stai? ti sei ripresa un pochino?un bacione. ti voglio beneEu

  2. <<"Non mi riesce di farne una giusta…e la colpa….la colpa è tutta tua" disse sorridendo imbarazzato."Mia?! Perchè sarebbe colpa mia?";Dopo una breve pausa, sentì Gustav proseguire."Hai rubato tutti i miei pensieri".>>Dio mi quanto è tenero questo ragazzo! Se una cose del genere l’avessero detta a me sarei svenuta, come minimo! *-*

  3. <<_Georg, spostati!_;_Sta zitto Bill!_;_Ma che succede? Tom, vedi niente?_;_Sorride; oh merda! Sta venendo da questa parte, abbassatevi!_._Georg toglimi questo braccio dalla faccia!_;_Bill, non è il momento di lamentarsi_;_Volete smetterla tutti e due! Se ci scopre siamo fo****i!_>>Hahahahahahaha il bisticcio sottovoce ci voleva! Ci sta troppo bene! xD BELLISSIMO!

  4. <<Si sfregò vigorosamente le mani poi si avvicinò ad uno dei microfoni e lo accese."Hei, voi tre! A lavoro! Abbiamo ancora molto da fare".>>Win! *A*/ Gustav è un mito. Punto.E’ bellissimo, Fra, davvero, mi piace tantissimo… :)Macky

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