“LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo X

 
 
 
 
 

                                                                                                                         by aquarius

 
 
 

Capitolo X

 

Girarono tutto Heide Park, risero e si divertirono come matti sempre tenendosi mano nella mano.

Desert Race, Aqua Spin, Huracan, Koggenfahrt furono solo alcune delle attrazioni su cui salirono; Scream, invece fu accuratamente evitato dopo le accorate suppliche di Julia che ne era terrorizzata.

I continui brontolii dello stomaco di Gustav, gli ricordarono che era ora di pranzo così, si sedettero ad uno dei tavolini di un fast food. Le panche e i tavoli di legno erano ombreggiati da un gazebo di colore verde.

Gustav la fece accomodare ed entrò nel locale uscendone poco dopo con un vassoio pieno di ogni squisitezza: Hamburger, patatine, pollo fritto, insalata due grossi milk shake e un gustosissimo gelato al cioccolato e vaniglia.

Si sedettero uno difronte all’altra e continuavano a prendersi in giro ridendo felici.

Appena finirono di mangiare andarono a fare un giro su Nostalgie.

La vecchia giostra con i cavalli era un classico: Julia salì su un cavallo tutto bianco e Gustav su uno nero proprio accanto a lei; era tutto così bello, così perfetto…

I loro occhi erano incatenati l’uno all’altra così come le loro mani.

– Se questo è un sogno- pensò Julia: – non vorrei svegliarmi mai-.

Proseguirono su Old Timer e  un giro romantico su Panorama-Turm; poi fu la volta delle kaffeetassen e Gustav ne scese barcollando mentre Julia non smetteva di prenderlo in giro.

Al tiro al bersaglio, Lui mise in mostra le sue grandi abilità e riuscì a vincere un enorme orsacchiotto di pelouche: gli occhi di Julia si illuminarono dalla felicità quando glielo pose tra le braccia.

“Mi aspetteresti un attimo?Torno subito”;

“Si certo”disse sorridendo Julia.

Lo seguì con lo sguardo finchè potè poi si sedette su una panchina e accanto a sè,  sistemò il grosso orsetto che la guardava con i suoi occhi marroni e il musetto dolce.

Quella era la giornata più bella della  sua vita.

Era da tanto che non si sentiva così felice e più conosceva Gustav e più si convinceva che era un ragazzo straordinario: era allegro, divertente, terribilmente dolce e premuroso.

“Julia”; la voce di Gustav la distolse da quei pensieri.

Si voltò a guardarlo: in mano aveva due grosse e rosse mele caramellate.

Le labbra di Julia si allargarono in un immenso sorriso e battè le mani: sembrava una bambina.

“Le mele caramellate! Grazie mille Gustav; io le adoro! Come facevi a saperlo?”;

“Perchè piacciono tantissimo anche a me” e si sedette accanto a lei.

Addentarono golosamente le mele e Julia sentì il cuore accellerare quando percepì la forza del suo sguardo sulle sue labbra imbrattate di zucchero.

Si sentiva mancare il respiro e desiderò con tutta se stessa che non smettesse.

Restarono in silenzio mentre continuavano a mangiare e si scambiavano sguardi sempre più carichi di significati.

Poi improvvisamente Gustav avvicinò una mano sul suo viso e delicatamente le tolse dello zucchero dalla guancia.

Julia sentì il calore della sua mano sul viso  e ne restò delusa quando poi si allontanò.

Scosse la testa e finì la sua mela.

“C’è una fontana lassù, andiamo a toglierci un pò di  zucchero dal viso e dalle mani?” disse debolmente poi si voltò verso di lui e scoppiò a ridere.

Aveva tutte le labbra, il naso e il mento rosso ma contemporaneamente Gustav fece lo stesso guardando lei.

“Si, ne abbiamo proprio bisogno” disse divertito.

Arrivarono alla fontanella e Gustav lasciò che Julia si ripulisse per prima ma quando fu il suo turno, mentre si avvicinava, lei schiacciò il getto d’acqua con un dito  bagnandogli il viso, gli occhiali e parte della maglietta.

Julia rideva a crepapelle guardando la sua espressione tra il sorpreso e il divertito.

“Questo non dovevi farlo….se è la guerra che vuoi….” disse minaccioso.

Julia si voltò di spalle e non smetteva di ridere quando all’improvviso un getto d’acqua la investì in pieno, seguito subito dopo da un altro e da un altro ancora.

“No! No, così non vale!”; e continuando a ridere tentò di scappare e di sottrarsi ai ripetuti attacchi di Gustav.

Correvano con l’acqua tra le mani e ridevano a più non posso mentre si bagnavano  a vicenda.

Una leggera fitta trafisse il fianco di Julia, sopraffatta dalle risate e dalla lotta.

“Tregua! Tregua. Basta mi arrendo” e sollevò le mani in segno di resa.

“Mi dichiaro sconfitta” disse mentre ancora ridendo si sedeva sulla panchina.

“Siiiiiiiii!” disse Gustav con un sorriso trionfante;

“Vedi? In questo gioco io sono il vincitore indiscusso”;

“Oh sì, sì me ne sono accorta” disse ancora ridendo ma una strana luce le balenò negli occhi.

Mentre Gustav si avvicinava alla fontanella per togliersi lo zucchero dal viso, Julia si accostò silenziosamente a lui con  passo felino e quando lui si protese leggermente in avanti  sentì dell’acqua gelata attraversargli tutta la schiena.

Si raddrizzò di scatto e la cercò con lo sguardo ma lei era già lontana che rideva e gli faceva una linguaccia.

Julia continuò a correre per un pò e a ridere poi si voltò a vedere dove fosse ma non lo vide arrivare.

Allora si fermò e lo cercò con lo sguardo tra la gente.

Tornò indietro di qualche metro ma non vedendolo cominciò a preoccuparsi.

“Gustav!”  ma lui non rispose; sembrava sparito.

“Gustav, dove sei?”;

Ma dove poteva essere andato?

-Era lì alla fontana qualche minuto fa..-

Sollevò una mano e se la portò alla fronte cercando di proteggere gli occhi dalla luce del sole mentre, smarrita, continuava a cercarlo tra la folla  sempre più preoccupata.

 

“Presa!”due forti braccia le afferrarono la vita.

Dallo spavento Julia gridò.

“Oddio Gustav, mi hai spaventata!” disse portandosi una mano al petto.

“Adesso sei mia prigioniera”.

Julia sentiva sulla sua schiena il calore del suo corpo e il suo profumo diventare pian piano sempre più intenso.

Quale meravigliosa prigione erano le sue braccia: erano robuste e muscolose e la avvolgevano come una calda coperta.

Gustav si abbassò al suo orecchio e le disse: “Ora non potrai più scappare”.

Un tremito le scosse il corpo mentre un nodo le si era fermato in gola impedendole persino di respirare.

Deglutì a vuoto e con un filo di voce disse: “e se non volessi più scappare?”;

 si voltò lentamente e lo guardò dritto negli occhi.

Sentiva il cuore battere furiosamente nel petto mentre la stretta di Gustav si faceva sempre più decisa.

Sfidò ancora una volta il suo coraggio e aggiunse: “se desiderassi ….non andare più via da qui?”.

 Il sangue pulsava velocemente nelle vene e le gambe tremavano mentre continuava a guardarlo negli occhi.

Sentiva il petto schiacciato da una morsa ed ogni singolo respiro le causava dolore.

Gustav  la teneva stretta tra le braccia e pian piano la avvicinò al suo torace tanto che Julia potè sentire il battere disordinato del suo cuore.

 Si avvicinò al suo volto, il viso quasi sfiorava la sua guancia mentre il suo respiro le accarezzava il collo e

in un soffio, le sussurrò dolcemente all’orecchio:

 “Allora ti terrei così per sempre”.

Le lacrime cominciarono a pizzicarle gli occhi ma le trattenne saldamente tra le ciglia.

 Le sollevò il mento e mentre gli occhi di Julia si offuscavano per le lacrime, lui le sfiorò piano le labbra con un bacio: un bacio tenero;

 un bacio delicato che desiderava conoscere e assaporare quelle labbra lentamente, senza fretta.

Un bacio gentile che diventava sempre più intenso, sempre più esigente ed impetuoso proprio come il mare che si infrange contro gli scogli.

Non esisteva più niente: nè la gente, nè la confusione, nè le risate dei bambini; c’erano solo loro due.

Gustav si staccò solo un attimo per guardarla negli occhi e vide le lacrime rigarle il volto.

Le prese il viso tra le mani e con i pollici gliele asciugò.  Restarono così chissà per quanto,  incuranti degli sguardi della gente e del tempo che passava.

Erano persi l’uno negli occhi dell’altra in un silenzio affollato di parole che aspettavano solo di essere pronunciate.

 “Promettimi che non scapperai”;

“te lo prometto, Gustav”.

 

………………………continua 

                                    

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2 commenti su ““LE PAROLE DEL SILENZIO” Capitolo X

  1. "Promettimi che non scapperai";"Te lo prometto, Gustav".O cielo ma quanto sono teneri!!! Scusa Fra ma non potevo non venire a leggere questo capitolo! Domani purtroppo mi perderò il primo capitolo nuovo, ma appena mi libereò da questi maledetti esami, GIURO che verrò subito a leggerlo!E’ stupenda! Mamma che emozione! Sentivo il cuore battere forte io per Julia! :’)Bellissima <3Un abbraccione Bondi! Come è andata ieri?Macky

  2. Ma quanto sono teneri!!! *.*io faccio il tifo per Julia! La prossima volta porto uno striscione con scritto "GO JULIA"…ok la smetto di sparare cazzate xDE’ bellissima Fra…complimenti davvero…un bacio.P.S. ho postato anch’io

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