“Un Magnifico Disastro”. Capitolo X

In Loving Memory of
Francesca Zizi
(Amiche per sempre)
 

 Licenza Creative Commons
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

 

CAPITOLO X

 

Monica compilò velocemente la sua relazione; la rilesse un paio di volte facendo attenzione a non aver omesso nessun particolare dell’intervento e la lasciò sulla scrivania della capo sala.

Guardò il suo orologio da polso: era tardissimo!

Doveva sbrigarsi se voleva essere puntuale e raggiungere Chris in pizzeria.

 Corse negli spogliatoi e si sfilò velocemente l’uniforme immacolata.

Indosso i suoi aderentissimi jeans scuri, la magliettina di cotone blu con una profonda scollatura a V e le scarpe dal tacco alto.

Si guardò rapidamente allo specchio: aveva le guance rosse e i capelli ancora legati; che disastro!

Tolse le forcine e l’elastico e lasciò che la morbida massa di onde scure precipitasse lungo la schiena; passò le dita tra i capelli ravvivandoli un pò poi infilò i lunghi orecchini di cristallo blu e si avvolse una leggera pashmina dello stesso colore intorno al collo.

Ecco! adesso sì che era presentabile.

Infilò alla buona le sue cose nell’armadietto, prese la giacca corta di pelle e la borsa e si precipitò all’ascensore.

Uscì correndo dalla Uke ma, poco prima di raggiungere la pizzeria si ferrmò, riprese fiato e poi, lentamente entrò nel locale.

I tavoli erano tutti occupati e c’era un gran baccano tra allieve infermiere, infermiere, dottori e tirocinanti che a quell’ora si accalcavano da Kashif per mangiare qualcosa di commestibile che non fosse la mensa dell’ospedale.

“Monica?”; la voce di Chris la raggiunse.

 Si voltò cercandolo tra la gente e lo vide mentre si alzava.

Monica sorrise e lo raggiunse.

“Adoro le donne puntuali” disse ammiccando mentre le spostava la sedia e l’aiutava ad accomodarsi.

“Ed io adoro i gesti galanti”.

Sistemò la giacca e la borsa alle sue spalle e si sedette più comodamente.

Chris la fissava intensamente tanto che Monica cominciò a sentirsi leggermente a disagio e arrrossì suo malgrado.

“Prego, volete ordinare?” il cameriere si era avvicinato con il suo blocchetto delle ordinazioni.

“Io una margherita e una coca, grazie”;

“anche per me” aggiunse Chris.

Il cameriere si allontanò, dirigendosi verso un’altro tavolo.

“Allora, vieni spesso qui?”;

“Abbastanza. Mi piace qui e la pizza e buona”.

“Per me è solo la seconda volta. Mi sono trasferito da poco da Berlino e praticamente, a parte i miei amici che hai conosciuto l’altra sera, non conosco nessuno”;

“Beh,  questo non è un problema. Amburgo è una città bella ed ospitale e un pò per volta la scoprirai e te ne innamorerai”;

“Non ne dubito” e le sorrise;

“Ma prima di tutto devo cercarmi un appartamento. Detesto le camere d’albergo”.

Involontariamente Monica pensò a Tom; lui praticamente viveva perennemente in camere d’albergo! A cinque stelle e con tutti i confort ovviamente.

Sorrise mentre il suo sguardo era altrove.

“La cosa ti fa sorridere?”;

“Scusa?”  la voce di Chris la distolse dai suoi pensieri.

“Dicevo, ti fa sorridere che detesti le camere d’albergo?”;

“No. Veramente pensavo ad una persona che mi dice spesso la stessa cosa”.

Reclinò leggermente la testa da un lato e i ricci si mossero appena mentre l’orecchino dondolava avanti e indietro.

“Parlami un pò di te, mi piacerebbe conoscerti meglio….. visto che lavoreremo insieme” aggiunse cautamente;

“Non c’è molto da dire. Come avrai capito dal mio nome sono di origine italiana ma sono nata qui e non mi sono mai allontanata da Amburgo”.

“Avrei dovuto immaginarlo”.

“Cosa?” chiese curiosa;

“Che hai origini mediterranee; non ho mai visto degli occhi tanto belli”;

Monica sorrise ed abbassò lo sguardo.

“Sono caldi e straordinariamente espressivi”.

Sempre più imbarazzata, non seppe cosa rispondere; nascose un grazie dietro un colpo di tosse.

“Io invece, mi sento un nomade. Sono nato a Koblenz, ho studiato a Frankfurt mi sono specializzato a Mannheim e come primo incarico sono stato spedito a Berlino. Adesso sono qui e spero tanto di rimanerci. Comincia tanto a piacermi questa città”.

Finalmente arrivarono le pizze e cominciarono a mangiare.

“E…oltre a lavorare qui in ospedale, che fai?” Chris la guardò di sottecchi, poi continuò:

” Voglio dire nel tempo libero” ;

Monica lo guardò un attimo prima di rispondere.

“Mi piace uscire di sera con gli amici, andare al cinema, fare lunghe passeggiate…insomma divertirmi”;

“Anche a me piace uscire e divertirmi. Se ti va, qualche volta potremmo uscire insieme….che ne dici?”;

Monica lo fissò interrogativa. Certo non si aspettava una proposta del genere; dopotutto lo conosceva solo da poco tempo.

Chris intuendo i suoi pensieri l’anticipò.

“Non fraintendere per favore: dicevo come amici. Mi faresti conoscere la città e qualche posticino dove si mangia bene perchè ti assicuro che non ne posso più nè del cibo dell’hotel e tanto meno della mensa dell’ospedale!” e fece un’espressione di disgusto che la fece scoppiare in una sonora risata.

“Allora, che mi rispondi?”;

“Che mi piacerebbe ma, non posso”.

“Un fidanzato geloso?” azzardò malizioso.

“Un fidanzato” era una parola un pò troppo grossa.

Tom era sicuramente geloso e possessivo ma non era certo il suo fidanzato.

 Sospirò pesantemente.

“No…”;

“No, non hai un fidanzato o no, non è geloso?”;

Monica lo guardò meravigliata:

“Quanta audacia….dopotutto non siamo ancora così intimi”;

“Si, ma…conto di diventarlo presto”.

“Chris! Ma che impertinenza!”;

“Non sono un timido e non ho peli sulla lingua. Sei una bella donna, hai carattere e sprigioni vitalità. Sei colta, intelligente ti trovo interessante tutto qui. Una donna che vale la pena di conoscere meglio”.

“Ti ringrazio; non so come tu abbia dedotto tutte queste cose su di me ma direi che…. mi hai descritta abbastanza bene”;

“Sono un buon osservatore e soprattutto so ascoltare e te, invece, eviti accuratamente di rispondere a domande personali”.

“Ti rendi conto che ti conosco appena?”;

“Sono a tua completa disposizione!” disse con un enorme sorriso sulle labbra;

“Chiedi ed io appagherò la tua curiosità”.

Monica inarcò un sopracciglio e fece uno dei suoi sorrisetti maliziosi.

“Vediamo….quanti anni hai?”;

“Il prossimo mese ne compio trentaquattro”.

Monica ne restò piacevolmente sorpresa; dall’aspetto non l’avrebbe mai detto.

“Sei sposato?”;

“No”.

“Fidanzato?”;

“Nemmeno”;

“Mmm… non me la conti giusta! Un uomo attraente come te e con la tua posizione avrebbe solo l’imbarazzo della scelta. Basta guardare le infermiere che ti ronzano attorno” disse pungente.

“Ah….allora l’hai notato! Strano, avrei giurato di esserti completamente indifferente!”;

“Hei, calma. Quanto corri! Ho solo notato che è difficile riuscire a parlare con te perchè sei sempre, diciamo così, impegnato?”;

“Peccato! Avrei giurato di aver sentito un pizzico di gelosia nella tua voce”;

“Il mio è un interesse puramente professionale dottor Bauer”;

“Per questo mi hai chiesto se fossi sposato o fidanzato infermiera Donelli?”

Certo che Chris era particolarmente astuto; avrebbe dovuto fare bene attenzione a come si esprimeva .

“Te l’ho chiesto solo per metterti alla prova”;

“Credo di averla superata egregiamente o sbaglio? Ti ho dimostrato che sono una persona seria e non un farfallone che ci prova con tutte le infermiere anche se…ammetto che ne avrei tutte le opportunità”.

Monica fece un sorrisino ironico.

“Comunque non mi hai ancora risposto”;

“Cavolo Chris! Sei uno che non molla la presa eh?”;

“Esatto”.

Sbuffò palesemente imbarazzata e poi con un filo di voce aggiunse: “Ni”.

“Che vuol dire -ni-? “;

“Vuol dire che sono legata ad un uomo ma proprio non posso affermare che sia il mio fidanzato. Non chiedermi di definire bene la mia storia con lui perchè onestamente non saprei cosa risponderti e, sì è terribilmente geloso anche se io, non posso concedermelo nei suoi confronti”.

“Però!” abbozzò Chris;

“E’ una storia un tantino complicata….ed è anche geloso!”;

“Già” e sorrise pensando a tutte le volte che aveva piazzato delle scenate assurde solo perchè qualcuno l’aveva guardata.

“Vuol dire che, correrò il rischio”.

Monica rise allegramente.

“Io non la prenderei così alla leggera se fossi al tuo posto. Non lo conosci”;

“Forse;  ma ho individuato il tipo: rozzo, un pò volgare, attaccabrighe e….”;

“e ne sono follemente innamorata”.

“E….anche lui ti ama?”;

Che razza di domanda!

Come faceva a rispondergli?

La loro era una storia che non rientrava affatto nei soliti schemi; viveva alla giornata godendo di ogni momento passato accanto a Tom ma gli equlibri erano ancora troppo fragili.

“Hei…come mai quell’espressione seria?”;

“Fai domande che mi inducono a pensare e ho giurato a me stessa di non pensare a ciò che è o che sarà”.

“Perdonami…..sono uno stupido. Non volevo ferirti”;

“Non lo hai fatto Chris, non preoccuparti. Beh si è fatto tardi; devo andare” prese la borsa e tirò fuori il borsellino.

“Lascia, ci penso io”;

“Allora grazie mille. A domani Chris” stava per andarsene quando Chris la fermò trattenendola per un braccio.

“Monica?”;

Lei fissò prima la sua mano poi, sollevò lo sguardo e vide i suoi intensissimi occhi azzurri che la fissavano;

“Siamo ancora amici?”;

Gli sorrise e inclinò la testa da un lato appoggiando l’indice ad una guancia;

“Vediamo…..dovrei pensarci bene….non so se voglio essere tua amica”;

“Monica, per favore”;

aveva l’aria talmente contrita, le faceva una tale tenerezza….

“Si; siamo ancora amici”.

                                                                                                              …………………..continua

 

Annunci

2 commenti su ““Un Magnifico Disastro”. Capitolo X

  1. “Siamo ancora amici?”;
    Gli sorrise e inclinò la testa da un lato appoggiando l’indice ad una guancia;
    “NO.”

    Io gli avrei risposto così. Cazzen, Monica, che cosa combini?! Non lo vedi che quello ti vuole distrarre da Tom? Aaaaaaaaaah, no, mi spiace, io resto del Team Tom (oddio, mi sento una Twilighter xD)… dici che sono di parte? ;D

    Tesoro, scusami se non ti ho risposto prima… non avendo capitoli da postare non ho nemmeno lo sbatti di stare dietro al blog, e mi dispiace, perché così sembra che io non ti voglia “parlare”, quando invece mi fa sempre un piacere immenso, anche perché tu riesci a capire sempre tutto, anche dall’altra parte di uno schermo, leggendo tra le righe di un commento sul blog…
    Che ti posso dire, è un periodo un po’ sottosopra. Sottosopra perché sono invasa da continui attacchi di nostalgia, perché sto cercando di capire chi sono e dove voglio arrivare, e perché sto scoprendo lentamente una parte di me che non pensavo esistesse… ma soprattutto è la nostalgia che mi frega. E per una volta Gabriele non c’entra niente. No, lui ora è un capitolo chiuso, riposto in un bagaglio che ho spedito in Guatemala, con ricevuta di non-ritorno, anche se me lo sono appena inventato, come termine. E’ per dire che non me ne frega più niente. Ora ho la testa da tutt’altra parte. E la nostalgia riguarda l’amicizia con Walter. Non è più come in seconda, quando potevamo dirci di tutto, e anche se presi da soli al di fuori della scuola torniamo gli amici di un tempo, lo sento molto lontano, freddo. Non so, è qualcosa che non riesco nemmeno a spiegare bene io…
    E l’altro invece sono quei quattro babbuini col culo peloso che hanno deciso di mettere su un gruppo che risponde al nome di “Tokio Hotel”. Oggi mi mancano da morire. Sarà che la scorsa notte ho fatto un sogno assurdo su di loro, però… boh, mi mancano da morire… Mi manca quel periodo in cui c’erano notizie certe che sbucavano da ogni dove, la mail che ogni giorno riceveva aggiornamenti dalla newsletter, loro che comparivano ogni due minuti in televisione… mi mancano da morire.
    Di buono c’è che… Mi hanno presa ufficialmente negli imperfect speakers! Ho una parte piccola, una cinquantina di battute massimo, ma è già veramente tanto! Non ci speravo nemmeno più, io!

    Ti devono sparare per tenerti ferma, vero? E forse nemmeno così ce la fai, vero? Quanti impegni!
    Ti ammiro molto, lo sai… io sono una svaccona bestiale, talmente tanto che ora che si parla di esami di stato, di università, di impegno…. beh, io non so nemmeno cosa succederà! Mi terrorizza pensare al futuro, anche solo alla maturità, alla quinta, all’università! Solo a pensare che dovrò scegliere una facoltà, un giorno, mi fa venire l’ansia!

    Che mi racconti? Come è andata sabato?
    Oddio, una nuova fan fiction su Bill? BWAAAAAAA! *sclera*
    Come hai letto dall’intervento del blog, io sto scrivendo Hero. Per ora, per la prima volta in vita mia, è più la parte su carta che quella su computer. L’ho riscritta completamente, ma penso che la vecchia idea non finirà nel cestino… magari la riutilizzo per qualche altra Fan Fiction…

    Un bacione, Bonds! Meno male che ci sei tu, amica mia, che leggi tra le righe. Sai, anche solo sapere che c’è qualcuno che attraverso un commento con nulla di particolare capisce che c’è qualcosa che non va, mi aiuta molto! (:
    Ti voglio tanto bene, tesoro, davvero!

    Ali

  2. Eccomi qua 🙂
    Scusa il ritardo Fra, ma ho avuto un po’ da fare in questo periodo. Strano che ancora Monica non definisca , non dico fidanzato, ma almeno ragazzo Tom. Cioè sarà una storia complicata ma stanno comunque insieme e si amano. Vabbè..comunque il dottore non mi piace, ma al contrario il capitolo mi piace moltissimo!! 🙂
    Come va bella?
    Un bacione.
    Eu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...