“Un Magnifico Disastro”. Capitolo XIII

In Loving Memory of
Francesca Zizi
(Amiche per sempre)
 
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CAPITOLO XIII

Durante il tragitto non dissero nulla.

Chris aveva messo della musica: una stuggente melodia; una sonata per piano e violoncello che evocava in lei dolci ricordi, momenti di tenerezza vissuti con Tom nei rarissimi giorni di vacanza che ogni tanto si concedevano.

“A cosa pensi?” la voce di Chris la distolse da quei pensieri.

“A niente”;

“doveva essere un niente molto bello….avevi un’espressione così dolce e, sorridevi”;

“davvero? E’ tutta colpa di questa musica!” e sorrise ancora.

“Io la trovo così rilassante. Mi piace molto la musica strumentale, mi trasmette calma e serenità”.

“Già….” rispose vaga.

“Allora, cosa ti va di mangiare? Italiano? Messicano?….”;

“Hot dog”;

“Cosa?! “;

“Si mi va di mangiare un hot dog!”;

“E dove andiamo a prenderli? Non saprei neanche dove cercare…”;

“Non preoccuparti, ci penso io. C’è un ambulante a due passi dal porto che fa i migliori hot dog di Amburgo!”;

“Se lo dici tu, dovrò crederti per forza…..ed io che pensavo di affondare i denti in una succulenta bistecca!”;

“Perchè sei vecchio!” e rise divertita.

Quanto era bello vederla ridere: i suoi occhi risplendevano di una luce particolare e quelle labbra…quelle labbra erano così invitanti. Perchè era terribilmente attratto da lei?

 Sentiva il cuore battere tumultuoso nel petto ed era da tanto che non provava più nulla di simile.

 Il lavoro, la carriera avevano assorbito tutte le sue energie, inaridendolo e in un momento…..lei gli aveva fatto tornare la voglia di sorridere, di dividere il suo tempo con qualcuno, qualcuno di speciale come lei.

Era sorprendentemente meravigliato di queste nuove emozioni, così intense, così incredibilmente profonde….era tutto irreale, quasi magico.

Si sentiva trascinare da questa scia di sensazioni ed era piacevole non opporre alcuna resistenza, non farsi domande, andare fin dove spinge la marea e magari….essere felice.

Felice! Era troppo tempo che aveva dimenticato di esserlo.

“Ferma ferma ferma!” disse all’improvviso;

Chris pigiò con forza il piede sul freno inchiodando l’auto di colpo.

“Che succede?”chiese preoccupato;

“Niente, siamo arrivati. Parcheggia qui e poi proseguiamo a piedi; ti va?”;

 lo guardava con quegli occhi straordinariamente espressivi e sentì una fitta proprio in mezzo al petto.

Era incredibile la forza di quello sguardo: lo ammutoliva e al tempo stesso esplodeva di parole, di domande, di curiosità.

Voleva sapere tutto di lei, conoscere ogni più piccolo dettaglio della sua vita, delle sue abitudini, delle cose che amava e quelle che detestava.

Scesero dall’auto e lentamente proseguirono lungo la zona pedonale.

L’ odore salmastre e il vento tiepido li accarezzava delicatamente: Monica chiuse gli occhi ed inspirò profondamente quel respiro dell’Elbe che adorava.

Chris non riusciva a smettere di guardarla e, più la guardava,  più sentiva crescere in lui il trasporto.

“Adoro il porto; è uno dei mei due posti preferiti”;

“Perchè?” chiese curioso.

“Non c’è un motivo in particolare. Adoro questo fiume, il suo andare lento mi trasmette forza”.

“Davvero?”;

Monica annuì sorridendo.

“E…l’altro? “;

“L”altro invece è il mio posticino segreto. Quando sono triste o  preoccupata per qualcosa, mi rifugio lì.

Potrei fermarmici per ore e avere l’impressione di essere appena arrivata”.

“Mi piacerebbe tanto vedere questo luogo”;

“Ma, se te lo mostro non sarà più un segreto”;

“Potrebbe essere invece, il nostro piccolo segreto….”;
“Mmm Dottor Bauer, non siamo ancora così in confidenza da condividere segreti”;

“A questo possiamo porre rimedio, non ti sembra?”;

“Forse…..corri un pò troppo e non sono affatto sicura di volerti rivelare il mio segreto!” e scoppiò a ridere.

Era straordinaria: era allegra, solare, spiritosa, divertente e il tempo con lei scivolava via, senza che se ne accorgesse.

“Oh, eccolo!”

 Si avvicinò al chioschetto e diede una rapida occhiata a tutte le specialità; un delizioso profumino di salsiccia arrostita si diffondeva nell’aria: Chris lanciò un’occhiata al cibo ed immediatamente avvertì un languorino allo stomaco.

“A vedere tutta questa roba ti viene una fame! Prenderei tutto. Te hai già deciso?”;

“Si prendo un hot dog con la senape e un frappè al cioccolato!”;

“Come fai a bere un frappè al cioccolato sulla senape?”;

“Perchè?! E’ buonissimo!”;

“E’ disgustoso!”;

Monica continuava a ridere mentre Chris prendeva un hot dog  e una birra.

Camminavano adagio e mentre mangiavano, continuavano a scambiarsi occhiate intense e confidenze e chissà per quale assurdo motivo, si ritrovarono a parlare della loro vita privata.

“…non è stato facile superare quel momento”;

Chris non ricordava volentieri quel periodo della sua vita.

“Alex, o meglio Alexandra ed io ci conoscevamo fin dai primi anni di università; eravamo inseparabili, sempre insieme,  viaggiavamo sulla stessa lunghezza d’onda: entrambi ambiziosi, con grandi prospettive per il futuro, il sogno di uno studio medico avviato e poi una famiglia….. decidere di andare a vivere insieme fu la cosa più naturale del mondo. Eravamo giovani, spensierati, forse abbiamo affrettato troppo le cose, ma i primi due anni sono stati meravigliosi”;

Monica ascoltava la sua storia senza interromperlo.

“Poi, col tempo, tutto quell’entusiasmo è svanito. Litigavamo  di continuo e, spesso finivamo col ferirci”. Sollevò lo sguardo e Monica scorse una tristezza indicibile.

“Sai, non so cosa sia stato peggio se le lunghe ore passate in silenzio o le scuse puerili che inventavamo per non restare a casa e metterci davanti alla realtà delle cose”.

“Mi spiace tanto Chris, si vede che  hai sofferto molto”;

“Si, la amavo ma non riuscivo più a pensare a lei come alla donna meravigliosa di cui mi ero innamorato; è finita….. per colpa mia”;

“perchè dici così?”;

“Perchè ho deluso le sue aspettative. Lei voleva che diventassi un cardiologo e subito dopo il tirocinio, lavorare nello studio di suo padre: è un cardiologo  che gode di grande stima nell’ambiente. Quando ho deciso di specializzarmi in chirurgia sono iniziati i problemi”.

“Capisco. Lei però, non ha tenuto conto dei tuoi desideri, quindi una parte di colpa ce l’ha anche lei”;

“Bah! e chi lo sa….. comunque, almeno adesso è felice:  ha realizzato il suo sogno, ha uno studio medico ben avviato ed ha incontrato una persona che  ama”.

“Siete ancora in contatto?” chiese timidamente;

” Ci sentiamo ogni tanto; non siamo rimasti esattamente amici, ma siamo piuttosto cordiali”;

“e… da allora…..nessun’altra storia?”;

“Mmm….curiosa eh? No, nessuna storia importante se è questo ciò che vuoi sapere. Brevi avventure, cose di poco conto. Adesso basta parlare di me”;

con lo sguardo indicò una panchina. Sfiorò lievemente la sua schiena, invitandola a sedersi e subito dopo, si sedette accanto a lei.

“Ora dimmi di te”.

“Cosa vuoi sapere esattamente?”;

“Tutto! “

 Monica scoppiò a ridere.

“Dunque, vediamo, sai già che sono di origine italiana e che qualche anno fa, sono quasi scappata di casa”;

“parli sul serio?”;

“Si, sul serio. Sono figlia unica. I mei genitori mi hanno avuta dopo molti tentativi e questo li ha resi iperprotettivi, quasi soffocanti. Purtroppo ho un pessimo carattere, non tollero intromissioni. Mi piace essere libera di decidere con la mia testa, di sbagliare e di pagare per i miei errori se necessario ma, non sopporto le persone che pretendono di decidere al mio posto dicendomi cosa è giusto e cosa è sbagliato”.

Chris annuiva.

” Così un giorno ho raccolto tutte le mie cose e dopo l’ennesima sfuriata con i miei, me ne sono andata”;

“Quanti anni avevi?”;

“Diciannove “;

“e, non te ne sei mai pentita?”;

“a volte….. specialmente a fine mese!” e rise.

“Ti ammiro molto sai? Non è da tutti prendere una tale decisione, così giovane poi! E… dal lato affettivo?”;

“Ed io sarei curiosa eh?…. Storie di poco conto” disse facendo spallucce.

“All’inizio mi illudo sempre di aver trovato l’amore della mia vita, ma poi, superato l’idillio dell’innamoramento, mi ritrovo  ad affrontare la realtà e, ad annoverare l’ennesimo errore, fino a quando non ho incontrato Tom”.

-Ah! Così si chiama Tom….-

“E cos’ha di speciale questo Tom?”;

“A pensarci bene, forse nulla. A volte si comporta come uno scimmione. E’ arrogante, insensibile e prepotente!  Altre volte invece, è di una dolcezza incredibile. Mi guarda con quei suoi occhi profondi che vanno dritti al cuore. E’ disarmante il modo in cui mi dice certe cose e come mi fa sentire ed io….io, semplicemente, non so resistergli. Finisco sempre col perdonargli tutto”.

Chris la guardava con molta attenzione.

Aveva una strana luce negli occhi; le si illuminava il viso mentre parlava di lui e un sorriso un pò imbarazzato le si dipingeva sulle labbra.

 Si vedeva lontano un miglio che ne era innamorata.

Avrebbe dato qualunque cosa in quel momento per essere al posto di quell’uomo, per ricevere uno solo di quegli sguardi.

 Sarebbe impazzito dalla felicità se quelle labbra morbide e sensuali avessero sorriso allo stesso modo per lui.

Monica abbassò lo sguardo quando si accorse che Chris la fissava intensamente.

“Devi amarlo molto….”;

Monica annuì senza rispondere ma, improvvisamente, mutò espressione.

Il suo sguardo divenne cupo ed il suo sorriso sparì lasciando un leggero tremito delle labbra.

Sembrava così fragile, insicura: l’esatto contrario della ragazza forte e determinata di sempre.

Qualcosa la turbava,  forse nutriva dei dubbi, o quanto meno, lo sperava.  Azzardò:

“C’è un ma, non è così?;

Monica lo guardò quasi sollevata.

 Aveva compreso il malessere che si portava dentro.

Dopo quello che gli aveva raccontato della sua vita, sentì di potersi fidare di lui, di potergli confidare le sue paure, le ansie che spesso la notte non la lasciavano dormire.

Sospirò pesantemente.

“Già! Lo amo moltissimo” ammise con rassegnazione;

” non so più immaginare la mia vita senza di lui ma non posso dirglielo così apertamente. Ho paura che si renda conto di ciò che significa per me, di quanto sono intensi i miei sentimenti per lui”.

“E perchè?”;

” Credo che  fuggirebbe via a gambe levate… Vedi, lui non ama le costrizioni, i vincoli e il mio amore potrebbe diventare un peso, lo farebbe sentire in gabbia…..abbiamo avuto dei problemi in passato per questo e, sebbene abbiamo fatto tanta strada dall’inizio burrascoso della nostra  storia, lui  non è ancora pronto a legarsi completamente a me. E’ …una storia complicata” sbuffò e scosse la testa.

Adesso il suo sguardo era davvero triste.

“Ti va di dirmi come vi siete conosciuti?”;

Monica sorrise al ricordo.

“In ospedale. Lui aveva subito un incidente e si era rotto una gamba. Era uno di quei pazienti impossibili, che fanno perdere le staffe alle infermiere….insomma un vero rompiscatole!”;

“Ho inquadrato il soggetto” disse sorridendo sornione.

“Da sua infermiera personale, a sua amante il passo è stato breve anche se ho lottato duramente contro questo sentimento. L’ho anche lasciato, pensa.

Non so come sia riuscita a trovare tanta forza: stargli lontana era addirittura un dolore fisico, insopportabile….e poi, quando pensavo di esserne uscita definitivamente, è tornato a cercarmi.

 Non ho saputo oppormi alle sue labbra, alla sua voce suadente, alle sue braccia che mi stringevano ancora una volta.

 Mi vuole bene, di questo ne sono sicura ma a modo suo.

Io gli appartengo e  lo sa.

 E’ geloso, è possessivo…dopotutto non mi dispiace ma, a differenza di lui,  non posso essere gelosa degli sguardi delle altre, non posso fargli una scenata se si dimentica di telefonarmi, non posso nemmeno concedermi  di dirgli che mi manca da morire e che non vedo l’ora di stringerlo forte, quando per lavoro sta via per settimane. 

Lo so che ti sembrerà incredibile: ma questo amore è anche la mia condanna. Sono solo da biasimare.

Vivo nell’attesa  di un -ti amo- che, non so, se e quando arriverà” e abbassò di nuovo lo sguardo.

Chris le si avvicinò e con l’indice le sollevò piano il mento.

I suoi occhi azzurri erano così vivi e luminosi.

“No; non sei da biasimare: sei solo una donna innamorata. Vedi Monica, ci  sono uomini che sarebbero disposti anche a vendere l’anima al diavolo per avere ciò che ha lui. Se ti avessi accanto, se avessi il tuo amore, non potrei mai farti soffrire; vivrei solo per renderti felice”.

Monica avvertì un brivido lungo la schiena.

Il volto di Chris era  vicino al suo. Sentiva il suo tiepido respiro lambirle  la guancia.

La sua mano adesso, sfiorava delicatamente  la sua mentre i suoi occhi non smettevano di fissarla intensamente.

“….potrei innamorarmi perdutamente di te”;

Monica era sorpresa e al tempo stesso spaventata da quelle parole. Chris era speciale, estremamente affascinante e c’era qualcosa in lui  che la attraeva incredibilmente e le impediva di sottrarsi a quel contatto. Era un uomo, non un ragazzino spaventato e la sua maturità la rassicurava.

Sollevò lo sguardo: le labbra di Chris erano vicinissime alle sue…..il suo cuore prese a battere forte nel petto e a respirare velocemente…..

-Ma che cosa sto facendo?-

Scrollò la testa con forza, risvegliandosi da quel torpore, da quelle parole incantatrici e da quegli occhi che l’avevano ammaliata.

“Emm….si è fatto tardi. Sarà meglio tornare a casa”;

Con l’aria un pò delusa, Chris annuì e lentamente tornarono verso l’auto.

 

                                                  …………………………continua 

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2 commenti su ““Un Magnifico Disastro”. Capitolo XIII

  1. Monica, Monica, Monica… MA COSA MI COMBINI?!?!?!?!?
    Va beh, lo devo ammettere, seppur a malincuore. Chris mi fa quasi tenerezza. MA HO DETTO QUASI.
    E se Herr Ormonen non si decide a tornare a casa, lo vado a prendere io in America e lo tiro ad Amburgo per un orecchio! >.<

    Bellissimo come sempre, questo capitolo. E' pieno di emozioni, mi piace come hai descritto le sensazioni e i pensieri, anche di quell'odioso Chris che se ne dovrebbe stare di più nel suo. Lo so che sono ripetitiva, ma che ci possiamo fare!?

    Tesoro! Come stai? Tutto bene spero! A scuola? Ritmi serrati?
    Noi abbiamo iniziato il giro finale di verifiche e interrogazioni. Del tipo: ieri arte, oggi latino e matematica, venerdì biologia, martedì prossimo latino, mercoledì matematica e storia, sabato greco e il mercoledì dopo fisica e filosofia! Stanotte per studiare latino ho dormito tre ore e mezza perché ho dovuto fare in un giorno solo tutto il programma dell'interrogazione, dato che ieri avevo arte e stiamo facendo le organizzate…
    Però ho il teatro che mi aiuta a non collassare. Mi piace tantissimo, è un ambiente molto piacevole, ci sono persone che non ti guardano per come ti vesti, e ti fanno sentire come se fossi una della famiglia, anche se sei l'ultima arrivata.
    In compenso con Walter ho ricominciato con il periodo no, dopo una decina di giorni di "calma".
    Non posso farci niente, ultimamente è diventato freddo e distaccato nei miei confronti, mentre si comporta come se fosse il migliore amico di sempre della sua ex. E io ci muoio di gelosia, non per il fattore cotte, che finalmente è un capitolo chiuso, quanto perché sembra che io sia la sua migliore amica solo quando ha bisogno di qualcosa. In più da come mi tratta mi fa sentire come se gli dessi fastidio, per cui ho deciso di allontanarmi, in modo da infastidirlo di meno. Se poi non andrà bene nemmeno così, che mi dica lui cosa vuole dalla mia vita. D:

    Domani finalmente posto il primo capitolo di "PS: Domani è Natale". Sono emozionata, è un'esperienza nuova, in un certo senso! Mi sembra di tornare all'epoca di "Bugie", quando preparavo i capitoli giorno per giorno! Infatti ho pronto solo il primo capitolo! Il secondo lo scriverò nel fine settimana (usando il poco tempo libero che ho domenica sera, probabilmente) e la stessa cosa anche per gli altri tre! In più è anche una specie di ritorno in carreggiata, dopo un po' di assenza dal mondo Fan Fiction! Ammetto che ho i sensi di colpa nei confronti del mio blog, poveretto, ultimamente quello di Fan Fiction lo curo poco…

    Va beh, papiromane, tu che mi racconti? La Danza procede bene come sempre immagino… Racconta, racconta!

    Ci sentiamo presto! Un bacione enorme, Bonds, ti voglio bene! ❤

  2. Monicaaa…Monicaaa..qualcuno ha un fidanzato in America o sbaglio?? Lascia perdere gli occhioni da bambolotto del bel dottore e pensa a Tommolo.
    Capitolo impeccabile Fra, come sempre! Sbrigati a far tornare Tom da LA perchè ci starebbe bene un po’ di rissa con Chris!! Aahahah oddio che botte di cattiveria che c’ho ogni tanto! 😀

    Ciao tesoro come va?
    Qua tutto come sempre, esattamente lo stesso. Ieri ero in centro a Firenze e la città era tutta illuminata per gli addobbi natalizzi. Meravigliosa *-* Poi ci stanno arrivando un sacco di nuovi gadged all’Hard Rock quindi un buon motivo in più per andare in centro *-*
    tu come stai? la scuola, la danza?
    ti voglio bene
    Eu

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