Un Magnifico Disastro. Capitolo XIV

In Loving Memory of
Francesca Zizi
(Amiche per sempre)
 
 

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CAPITOLO XIV

La sveglia segnava già le quattro e Monica continuava a rigirarsi nel letto senza riuscire a chiudere occhio.

Si sentiva inquieta, agitata, non riusciva a comprendere le sue reazioni.

Perchè gli aveva permesso di avvicinarsi, di sfiorarla, anche se solo il dorso della mano, di sentire sulla sua pelle il suo respiro tiepido…..ed i suoi occhi…. quegli occhi la incuriosivano e la spaventavano allo stesso tempo.

Erano così acuti, così attenti, sembrava sapessero leggere dentro la sua anima i suoi più profondi turbamenti.

Quelle parole continuavano a rigirargli nella testa:

 -….Se ti avessi accanto, vivrei solo per renderti felice– 

Al solo ricordo, le tornava la pelle d’oca!

Si era lasciata ammaliare da quella voce suadente, da quelle labbra morbide e seducenti;

-……Potrei innamorarmi perdutamente di te-

Arrossì al solo ricordo e si voltò di scatto, come se volesse cancellare, l’effetto che quelle parole avevano provocato in lei.

– Tom…..quanto mi piacerebbe che queste parole fossi tu a dirmele….potrei impazzire dalla felicità, ubriacarmi di allegria fino allo stordimento e ti urlerei con tutta la voce che ho in corpo che ti amo da impazzire e che voglio essere tua per sempre!-

Già, Tom.

Chissà dov’era in quel momento e cosa stava facendo a Los Angeles; chissà quando sarebbe tornato. Aveva bisogno di lui più che mai. Si sentiva confusa e lusingata allo stesso tempo dalle attenzioni di Chris ma l’unico uomo che desiderava avere accanto era solo lui.

Stanca e provata, adagiò meglio la testa sul cuscino e si accovacciò tra le lenzuola.

 Chiuse gli occhi e nel giro di poco, si addormentò.

 

“Ciao Monica”;

“Cia-aaa-o” ; si coprì la bocca con una mano mentre sbadigliava poco elegantemente.

“Santo Cielo che faccia! Hai fatto le ore piccole a studiare stanotte?” la voce di Inge le sembrava particolarmente stridula.

“No, affatto” rispose dopo l’ennesimo sbadiglio;

“i libri, non li ho  nemmeno aperti. E’ che non ho dormito molto stanotte”;

” Come mai?” chiese curiosa;

“Beh, ieri sono uscita con Chris….” ;

“Mmm… adesso lo chiamiamo per nome” la interruppe facendole un sorrisetto malizioso.

“….e, dove sei andata col bel dottorino? Magari ti ha portata in un posticino romantico e vi siete concessi una notte di puro, sfrenato e torbido sesso!”;

“Inge!” la riprese scandalizzata;

“ma che diavolo vai a pensare! Gli ho solo dato una mano a cercare un appartamento; tutto qui”;

” non sapevo che le agenzie immobiliari fossero aperte anche di notte…”;

“ma smettila! Non è successo proprio nulla tra di noi”;

“…ma avrebbe potuto accadere” disse con l’aria di quella che la sa lunga.

“Sei terribile Inge! No, non avrebbe potuto accadere assolutamente nulla. Ti ricordo che sono pazzamente innamorata di Tom…..anche se….”;

“anche se??? Dai parla! “;

” ecco… è stato molto galante: mi ha detto cose carine….si molto carine che….ecco, mi ha corteggiata”.

“Lo sapevo! Ci avrei scommesso che il bel tenebroso avesse un interesse molto particolare per te!”;

“Ma no, non è così. Siamo amici e lui è una persona matura e soprattutto rispettosa!”;

“Amici…. stai scherzando vero? Ti sei resa conto di come ti guarda? Anche un cieco si accorgerebbe che gli piaci! Comunque, peccato……lo sai, non mi permetto di giudicare le tue scelte ma non ti ho mai nascosto le mie riserve su Tom”.

“Lo so Inge, lo so che vorresti vedermi felice ma io amo Tom. Lo amo talmente tanto che sarei disposta ad aspettarlo per sempre, anche se, questo amore mi fa soffrire”;

“Si, ma io il dottorino non lo scarterei……eccolo! Si parla del diavolo….. guarda da questa parte. Non voltarti! Sta venendo proprio qui…..”;

“Giorno!” ;

Monica si voltò lentamente.

Aveva il viso appena rasato e fresco di dopobarba e le sorideva

“Buon-buon giorno Chris; come va?” disse imbarazzata.

Non riusciva a guardarlo negli occhi.

“Benissimo, e te?”;

“Sto bene anche io, grazie”;

“Non è affatto vero!” si intromise Inge e Monica avrebbe voluto incenerirla con lo sguardo.

“Stanotte, non è riuscita a dormire…..guardi dottore, vede? Ha gli occhi cerchiati!”.

-Maledizione Inge, che diavolo stai facendo?-

“Vediamo un pò…” le sollevò il mento e la guardò con attenzione;

“….eh già, ha ragione la tua amica; hai le occhiaie! A proposito, noi ancora non ci siamo presentati” disse rivolto ad Inge;

“Sono Chris” e gli tese la mano;

“Ed io Inge” rispose mentre gliela stringeva.

“…..e sentiamo un pò, come mai non hai dormito stanotte?”;

“Oh, ma è tardissimo! Devo proprio andare. Monica, ci sentiamo dopo ok? Chris, è stato un piacere” e prima che Monica riuscisse ad aprire la bocca, Inge era già lontana.

-Parola mia, questa me la paghi! Ohhh Inge vorrei strozzarti!

“Simpatica la tua amica. Allora?”;

“Allora cosa?”;

“Mi dici perchè non hai dormito?”;

“Ah! Ma niente, ho studiato per la tesi…. Dunque, quando ti trasferisci nel nuovo appartamento?” cambiò argomento tentando di sottrarsi a quello sguardo attento.

“Oggi stesso!”;

“Davvero?”;

“Si, dopo aver firmato il contratto raccatto tutte le mie cose da quella stanza d’albergo e mi trasferisco a casa mia. Conto che verrai a darmi una mano….sai, sono un pasticcione.  Avrei proprio bisogno del tocco di una donna per sistemare foto, quadri i miei numerosissimi libri….se ancora non è chiaro…” si avvicinò ancora di più a lei e le prese la mano;

” al di là della scusa patetica, ti sto invitando a venire da me e bere un  bicchiere di vino bianco per festeggiare”;

Monica restò senza parole.

“Ecco….ecco io non saprei…..vedi ho da stu….”;

“Non accetto un no come risposta” e il suo sguardo magnetico le tolse il respiro; sentiva il cuore accelerare i battiti e, nervosamente, iniziò a mordersi le labbra.

Era così difficile resistere a quello sguardo…..

“….e va bene”;

-Accidenti a me! Ma perchè gli ho detto di si?!-

“Perfetto!” Chris sorrise e tutto il volto gli si illuminò, mentre in quei folgoranti occhi azzurri guizzò uno strano scintillio;

“Ci vediamo alla fine del turno, ok?  A dopo”.

 

Rimasta sola, Monica si voltò nella direzione opposta.

-Stupida! Stupida! Stupida! Sei solo una povera stupida! Ah Monica! In che razza di guaio ti stai cacciando? –

“Tutto questo non accadrebbe se fossi qui con me scimmione!” sospirò pesantemente e tornò in reparto.

Alle due in punto, si recò negli spogliatoi e si cambiò.

Era agitata e stranamente nervosa; Chris sicuramente la stava aspettando per prendere accordi per la serata.

Scosse la testa: era inutile continuare a pensarci; aveva accettato il suo invito e adesso non poteva tirarsi indietro.

-Si ma questa è l’ultima volta che accetto un suo invito!- e convinta di ciò, prese la borsa ed uscì.

Chris era nei pressi dell’ascensore che chiacchierava con il solito gruppetto di infermiere.

 Herr fascino, quello era il soprannome che gli aveva affibiato, era sempre accerchiato da belle donne ma, non appena la vide arrivare, si congedò e le andò incontro sorridendo.

Ma perchè era così bello quando sorrideva?

-Monica sii seria! Vi vedete per l’ultima volta, bevete un bicchiere di vino e poi basta! 

“Monica! Sei splendida!”;

“Ma dai Chris, piantala! Ho appena finito di lavorare, sono uno straccio”;

“Invece  per me sei bellissima”.

Monica accelerò il passo dirigendosi spedita verso gli ascensori ed infilandosi velocemente nel primo che scendeva.

Chris la seguì a ruota.

Era stata una mossa voluta; in mezzo ad altre persone, non avrebbero potuto scambiarsi battute confidenziali e lei aveva bisogno di essere lucida.

Appena si riaprirono le porte dell’ascensore, seguirono entrambi il flusso di persone che uscivano dall’ospedale.

Giunsero al parcheggio  e Chris le si avvicinò:

“Facciamo alle…”;

“Monica”;

un brivido le corse lungo la schiena.

Trattenne il respiro, restò ferma, in silenzio assaporando quel suono così melodioso che echeggiava nelle sue orecchie.

Si voltò lentamente e lo vide.

Era più bello che mai!

Il sole della California aveva reso la sua pelle color miele.

Gli occhiali scuri nascondevano i suoi occhi e un cappellino copriva in parte le sue treccine nere; la solita kefia grigia era annodata intorno al collo;  le belle mani, infilate nelle tasche dei pantaloni e, stampata sulla faccia, la solita aria beffarda ed indolente mentre si mordeva le labbra.

 Solo guardarlo, le causava una fitta allo stomaco.

Erano due settimane che non sentiva più la sua voce, non vedeva il suo viso.

Gli corse incontro e gli lanciò le braccia al collo.

Tom le circondò la vita con fare possessivo, scrutò ogni piccolo particolare del suo viso e la accarezzò teneramente mentre con il pollice le sfiorò le labbra sorridendo quasi  infantilmente.

Adorava quando sorrideva a quel modo: una miscela di passione impudente e timidezza allo stesso tempo che  le faceva assolutamente perdere il controllo, non riusciva più a connettere; era incapace di dire o di fare qualsiasi cosa.

Era semplicemente succube di quello sguardo, di quel sorriso, di quelle labbra peccaminose e sfrontate.

La baciò avidamente, si impossessò della sua bocca mentre le sue mani stringevano saldamente i suoi fianchi.  Con gli occhi chiusi, Monica, inspirò il suo profumo e sentiva il suo cuore battere con forza. Era la cosa più bella e più naturale del mondo stare tra le sue braccia, sentire il calore del suo abbraccio, avvertire quella sensazione di appartenenza e Tom riusciva a trasmetterle tutte quelle emozioni, intense, intransigenti, assolute che le facevano dimenticare ogni cosa.

Un colpo di tosse alle sue spalle la fece tornare alla realtà.

Aprì gli occhi e, sebbene Tom non volesse allontanarsi dalle sue labbra, cercò di ritrovare un certo contegno.

La guardò interrogativo mentre le sue braccia erano ancora salde intorno ai suoi fianchi;

“Scusami solo per un secondo vuoi? Quando ti ho visto ho dimenticato ogni cosa”;

“Lo so” disse sorridendo malizioso;

“So bene che effetto ti faccio”;

“Già” sorrise leggermente imbarazzata: “ma… vedi quell’uomo?”;

“Sì, chi è? E perchè ti fissa in quel modo?”;

“E’ il Dott. Bauer, il chirurgo con cui lavoro. Avevo un impegno….di lavoro, vado a disdirlo e torno subito”.

“Torna presto, ho una sorpresa per te”;

“Davvero?”;

“Davvero” e le morse leggermente il labbro inferiore.

“Smettila, ti prego…” era arrossita violentemente mentre gli occhi di Chris  erano fissi su di lei.

Si allontanò da Tom e raggiunse Chris che intanto guardava Tom in cagnesco.

“Emm….Chris scusa, ma…”;

“E’ lui?” e lo indicò con lo sguardo.

“A-ha” Monica abbassò gli occhi.

“Mi aspettavo una persona diversa da come me lo hai descritto, comunque….” sospirò pesantemente;

“sarà per un’altra volta” e senza che Monica avesse il tempo di capire quello che stava succedendo, Chris le baciò teneramente una guancia.

“A domani”.

Si voltò verso Tom e lo vide stringere i pugni. Era furente.

Si avvicinò velocemente a lui e lo abbracciò forte ma il suo corpo era teso come una corda di violino.

” Gli spacco la faccia a quel bastardo! Come diavolo si è permesso di baciarti?”;

“Non mi ha baciata”;

“ah no? E cos’è quello che ho visto due secondi fa eh?”;

“Un semplice saluto tra colleghi….niente di più”.

Tom fremeva di rabbia: era la prima volta che lo vedeva reagire in quel modo ma, dopotutto la cosa non le dispiaceva e sorrise compiaciuta.

“Mi dici che diavolo hai da sorridere eh? Tu sei mia, e nessuno può permettersi di toccare ciò che mi appartiene hai capito?”;

Monica restò senza parole.

Ciò che aveva appena sentito le riecheggiava forte nella testa e nel cuore.

-Tu sei mia-

Era sconvolgentemente vero.

“Allora, la mia sorpresa?”;

“Cosa?!” disse Tom ancora evidentemente adirato.

“La sorpresa. Poco fa, mentre ti divertivi a mordermi le labbra, mi hai detto che mi avevi preparato una sorpresa”;

“Ah già… me ne stavo dimenticando!” disse abbracciandola ma era ancora arrabbiato e continuava a fissare in maniera truce Chris.

“Beh, allora se vuoi continuare a guardare il Dott Bauer, ti lascio qui e me ne torno a casa!” si sciolse dal suo abbraccio e indispettita, si allontanò a passo spedito, in direzione della sua auto.

Improvvisamente si sentì afferrare un braccio.

“Dai, non andartene….ho in serbo una cosa speciale… solo per noi due”;

“Mmm….una cosa speciale eh?”;

“Specialissima! ” la strinse forte a sè e iniziò ad accarezzarle con movimenti lenti e delicati la schiena.

“Vedrai, non te ne pentirai” le sussurrò fievolmente sulle labbra prima di tornare a baciarla.

“E va bene…vediamo di che si tratta….sono proprio curiosa”;

“e invece non vedrai affatto”;

“che vuoi dire?” chiese stupita.

Tom si tolse la kefia dal collo e la piegò alla buona.

“Vuol dire che, se accetti, dovrai tenere questa sugli occhi e mi prometterai che non sbirci”;

“non credi che questa richiesta sia quanto meno bizzarra?”;

“dovrai fidarti di me…. allora, ci stai?”;

Monica sorrise un pò sfacciatamente. Le piaceva quel gioco.

Sentiva il cuore battere impetuoso nel petto e il suo corpo fremere di desiderio.

“Ci sto!”.

Le bendò gli occhi e la guidò verso la sua auto.

La fece sedere, gli allacciò la cintura di sicurezza e chiuse lo sportello.

Fece il giro dell’auto, aprì il suo sportello e prima di salire in macchina si voltò verso Chris e gli sorrise con aria di sfida; poi salì in macchina e stridendo le ruote sull’asfalto partì velocemente.

Chris serrava le mascelle indurite.

Da lontano aveva assistito a tutta la scena e il pensiero di Monica tra le braccia di un altro lo tormentava.

Sorrise con un ghigno rabbioso.

“Stavolta hai vinto tu ragazzino….ma la partita è ancora aperta!”

                                                                       ……..continua

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Un commento su “Un Magnifico Disastro. Capitolo XIV

  1. E je rodeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee! E che Klaus, Tom, questo è il miglior epic win della storia! *D*
    Rosica, rosica, Chris, che non ti fa male!
    Sisisi, mi piace questo capitolo, Tom è fantastico! E sono curiosa di sapere che sorpresa ha in serbo per Monica. Assolutamente.
    Ti ho scritto un papirone in puro stile Bond sull’altro blog, per cui dato che non ho aggiornamenti mi limito a farti i complimenti per questo bellissimo capitolo. Adoro il modo in cui scrivi, e adoro come riesci a rendere le emozioni dei personaggi…
    E poi Chris rosica! *Sventola bandiere e suona le trombette da stadio*
    Okay, lo sai che sono una Ultras di Tom, ma dai, povero Chris, un pochino mi dispiace… non è piacevole essere mollati così, nel parcheggio dell’ospedale!
    Va beh, torno a fare la parte di ultras di Tom. 😀

    Segnati questa data sul calendario, perché sarà l’unica in cui leggerai un mio commento così corto! u.u

    Un bacione, Bonds, ti voglio tanto bene! ❤

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