“Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXII

In Loving Memory of

Francesca Zizi
(Amiche per sempre)

 Licenza Creative Commons

Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

 

CAPITOLO XXII

“Questa sì che è una  sorpresa!….pensavo fossi al lavoro”; le sue labbra tiepide si posarono sul suo collo e poi si impossessarono della sua bocca.

Monica chiuse gli occhi e si lasciò trasportare dai suoi sentimenti. Era un vortice quel profumo, quel corpo caldo, quelle mani impazienti che scorrevano sulla sua schiena, sui suoi fianchi e la facevano rabbrividire di piacere,  quelle labbra spregiudicate ed invadenti; era una sorta di magia, un maleficio dal quale non era in grado di sottrarsi ma all’improvviso le apparvero  quelle foto.

Dolcemente ma in maniera decisa si divincolò.

Tom la guardò in maniera interrogativa ma lei lo anticipò: “Ho bisogno di…di respirare”;

Lui sorrise malizioso: “Scusa, è solo che mi sei mancata tanto e non vedevo l’ora di riabbracciarti” poi si riavvicinò a lei e le cinse i fianchi.

“Ed io? Io ti sono mancato?” le sussurò piano tra l’orecchio e la guancia;

“Si certo” e si liberò di nuovo dal suo abbraccio.

Tom la guardò confuso:

“Che succede, eh?”;

“Perchè?”;

“E me lo chiedi? Sei strana!”;

Monica abbassò lo sguardo senza rispondere. Non voleva affrontare subito l’argomento: sperava ardentemente che le dicesse la verità…o magari una bugia… non le importava. Qualsiasi cosa era decisamente più accettabile di quel silenzio indifferente.

Voleva metterlo alla prova? Forse o forse cercava solo una scusa per non dirgli che lei era a conoscenza della sua avventura.

“No..niente; è solo che sono un pò stanca”;

“Poverina, immagino. Hai lavorato molto in questo periodo?”;

“Si” disse stancamente appoggiando la borsa e la rivista su una sedia e prendendo il bollitore per prepararsi una buona tazza di tè.

Lo riempì di acqua e lo mise sulla piastra e dopo aver preparato due tazze e alcune bustine si lasciò andare ad un enorme sospiro.

“Hei…che sospirone! Sembra che porti il peso del mondo su quelle minuscole spalle. Vieni un pò qui, fatti vedere” le prese la mano e la attirò a sè.

“Mmm…che faccia stanca, e che occhiaie! Sembra che non dormi da una settimana. Vorrà dire che dopo ci facciamo una bella doccia calda e poi ti massaggio la schiena…come piace a te”.

Un nodo le stringeva la gola. Maledizione, perchè continuava a fare finta di nulla? Non aveva alcuna considerazione per lei e per i suoi sentimenti? Intanto le sue mani scorrevano lentamente lungo la sua schiena ed era una sensazione piacevole e triste allo stesso tempo.

“Tu… come stai?” chiese quasi sottovoce;

“Stanco. Sono ancora intontito per il fuso orario. Sono venuto qui direttamente dall’aeroporto”.

“E…. come è andata?”;

“Bene. Abbiamo registrato un paio di tracce, abbiamo incontrato quelli della casa discografica per decidere sulle strategie di mercato e cose del genere….una noia”;

“Non avrai solo lavorato in tutti questi giorni. Che hai fatto di bello?” chiese cautamente;

“Mah niente di speciale. Siamo usciti a cena con David e alcuni rappresentanti della Universal, sono andato in spiaggia e il resto del tempo  in camera a dormire: ho lavorato talmente tanto che dopo cena crollavo. Siamo usciti raramente. Tutto qui. E tu che hai fatto mentre non c’ero?”;

“E le ragazze? ” azzardò senza rispondere alla sua domanda;

“Cosa c’entrano le ragazze? Monica….cosa c’è che non va?”;

“Niente! Va tutto benissimo!” rispose con un tono alquanto alterato;

“Davvero? E allora perchè hai quel tono?”;

“Quale tono?” disse con aria di sfida e con la chiara intenzione di sbattergli in faccia la verità.

“Questo! Non capisco: sei irritante e questo non è da te”;

“Certo! Finora hai fatto come ti pareva. Io all’oscuro di tutto e tu che ti prendevi gioco di me alle mie spalle” disse urlando.

“Che vuoi dire? Io non ti ho mai presa in giro!” rispose alzando il tono della voce;

“Questa raccontala ad un’altra! Io non ci casco più!”;

” Ma che diavolo stai farneticando? Che vuoi dire?”;

“Voglio dire che è troppo comodo avere una stupida che se ne sta zitta e buona a casa ad aspettarti e tu, intanto te ne vai in giro a divertirti con la tua fidanzata!”.

Tom scoppiò a ridere: “…la mia fidanzata. Ma che sciocchezze sono queste?”;

“Devi dirmelo tu se sono sciocchezze perchè io non mi fido più di te, lo capisci?”;

Tom si avvicinò e l’afferrò per un braccio costringendola a guardarlo negli occhi.

“Adesso basta. Che significa che non ti fidi più di me eh? Io non ho nessuna fidanzata!” .

Quelle parole pronunciate con tale durezza furono un brutto colpo: lei non rappresentava niente per lui; allora era esattamente come sospettava.

Con o senza di lei, la sua vita sarebbe andata avanti bene comunque. Un tremito le scosse le labbra e il mento. Non voleva piangere! Non gli avrebbe dato mai più la soddisfazione di vederla piangere per lui.

“Monica, dai calmiamoci. Non mi piace discutere lo sai e soprattutto mi dispiace di avere alzato la voce con te” le accarezzò dolcemente il viso;

“Perchè non mi dici chiaramente che ti succede? Sei arrabbiata con me perchè non ti ho chiamata spesso? Si lo so a volte sono egoista…”;

Monica perse completamente le staffe: quello era veramente troppo!

“Vuoi sapere che mi succede?” si avvicinò alla sedia, afferrò con poca grazia il giornale e lo sbattè con forza sul tavolo. Aprì la pagina dove c’erano le foto di Tom e poi glielo lanciò contro.

“Ecco che mi succede!” disse gridando.

“Leggi….devo dire che sei venuto molto bene in queste foto!”.

Tom raccolse il giornale che era caduto sul pavimento. Voltò alcune pagine e poi le vide.

Irrigidì la mascella mentre scorreva le righe velenose scritte da quel giornalista.

Sbarrò gli occhi e aggrottò la fronte per alcuni secondi che sembrarono infinitamente lunghi, poi, come se nulla fosse, scoppiò a ridere.

Monica lo guardava interdetta: aveva anche il coraggio di ridere? Non bastava il male che le aveva fatto, rideva anche di lei?

Strinse forte i pugni per la rabbia tanto che le unghie le si conficcarono nella carne.

“Non dirmi che hai creduto alle parole di questo visionario!”;

“No. Alle parole no.  Alle immagini sì. Come vedi….quelle non mentono”.

Tom restò a lungo in silenzio.

Monica lo fissava incredula.

“Non è come sembra….”;

quella era un’ammissione.

Il sibilo assordante del bollitore infranse quell’atmosfera carica di tensione.

Monica avrebbe voluto scomparire, annullarsi nell’aria per non dover guardare quell’espressione colpevole sul suo viso.

Lo conosceva bene ormai. La solita aria da cane bastonato per trovare una giustificazione plausibile a qualcosa che non ha bisogno di essere spiegata: lui era accanto ad un’altra donna , la teneva stretta a sè,  la baciava.

Cosa c’era da spiegare?

Si avvicinò lentamente al fornello e spense la piastra spostando il bollitore.

Respirò profondamente.

“Già, purtroppo niente è come sembra!” disse grave infrangendo quel silenzio assordante.

“Che vuoi dire?” chiese mesto;

Si voltò e lo guardò dritto negli occhi e con un sorriso ironico disse:

“Anche tra noi sembrava che tutto filasse liscio, certo con tutti i pro e tutti i contro di una relazione come la nostra…..e invece….. Ha! Che stupida! Ho detto relazione!” e scoppiò in una risata amara.

“Monica non puoi  credere che per un solo istante io”;

lei lo interruppe bruscamente:

“Tu cosa, Tom? Che mi hai ferita ed umiliata ancora una volta? Ed io ancora una volta sono qui a soffrire per te?” scostò la sedia e vi si sedette pesantemente stringendosi la testa fra le mani.

Tom era più teso di una corda di violino. Si mordeva nervosamente le labbra e aveva l’aria di chi stava per scaraventare qualcosa contro un muro.

Respirò profondamente un paio di volte: aveva bisogno di calmarsi e di chiarire al più presto le cose.

Lei doveva credergli.

Quelle stupide foto non avrebbero distrutto ciò che faticosamente avevano costruito insieme. Non dopo tutte le sue lacrime, le sue rinuce e tutti i rischi che aveva corso accettandolo di nuovo nella sua vita.

Lei lo amava e questo non poteva essere cancellato da un momento all’altro.

“Monica…..io-io capisco che tu adesso sia delusa, furiosa e che stia soffrendo per colpa mia ma, credimi….io non ho fatto niente”;

“Infatti! Quello della foto non sei tu, vero? Non sei tu che baci quella bionda. E’ solo un fotomontaggio, non è così?”;

“No, non è un fotomontaggio. Ecco …vedi….eravamo usciti a bere qualcosa e”;

“Ahhh!” disse interrompendolo ancora una volta;

“Adesso è tutto chiaro! Eri ubriaco e non sapevi quello che stavi facendo”.

“No; non ero ubriaco”;

“Allora vediamo un pò com’è che andata: ti mancavo talmente tanto, avevi così bisogno di me che ti sei gettato tra le sue braccia perchè in lei hai trovato qualcosa che ti ricordava me. Ma si, sarà andata sicuramente così. Povero Tom….certo capisco non è facile starsene buoni buoni quando una donna ti offre di passare una spregiudicata notte di passione sfrenata lontano da tutto e dalla donna che ti aspetta a casa”.

“Smettila! Ma perchè continui a farti del male? Non è così” ma guardandola negli occhi capì che qualunque spiegazione le avesse dato, lei non ci avrebbe creduto.

Era completamente fuori di sè: lo fissava con un tale rammarico e con una tale delusione che in nessun modo avrebbe potuto cancellare rapidamente quei sentimenti dal suo cuore. Avrebbe dovuto aspettare che si calmasse, che avesse il tempo di metabolizzare quelle foto e solo dopo, guardandola negli occhi, avrebbe provato a spiegare ciò che era successo. Adesso quello sguardo era un pugnale conficcato nel petto. Aveva promesso a stesso che mai più avrebbe sofferto per colpa sua e invece….

”Per favore Monica, devi credermi io-io non volevo che accadesse di nuovo” ma lei continuava a fissarlo senza dire nulla.

“Vorrei che avessi fiducia in me…. posso spiegarti tutto” ma lei sembrava rassegnatamente disillusa. Lo guardava commiserandolo e questo lui non riusciva proprio a sopportarlo.

“Insomma piangi, insultami, urlami contro tutto quello che vuoi ma non guardarmi in quel modo!”;

“Piangere?…Mi spiace Tom, non ho più lacrime da versare, nè parole da dire. Il fatto è che me l’aspettavo”; fece una pausa, il lungo sospiro che seguì fu interrotto da un singulto.

“ E’ una verità che ho finto di non vedere per troppo tempo ma, era sempre lì, sempre presente come un’ombra minacciosa che gravava sul mio cuore. Oh sì,  tornava spesso a farmi sentire il suo peso, mi logorava con i suoi dubbi, con le sue domande…come un fantasma ed ogni volta che tornava in superficie, io puntualmente la respingevo, cacciandola  giù, in fondo in fondo al mio cuore e relegandola in un angolino remoto, irraggiungibile, almeno questo era quello che speravo, e mi dicevo: –Monica, lui ti vuole bene; a modo suo, certo ma ti vuole bene e non ti farà più soffrire- ma sapevo perfettamente che era solo una bugia.

Dio, quanto sono patetica! Adesso riderai di me….che illusa che sono!

Forse, aveva ragione Marco a dirmi di lasciarti perdere, o forse aveva ragione Inge quando mi diceva che eri  inaffidabile….forse avevi ragione perfino tu: che pretendevo? che mi dicessi ti amo? “;  sorrise tristemente  poi continuò.

“No Tom, lo sapevo allora e lo so adesso: ci abbiamo provato ma, non ha funzionato. Volevo cambiarti, avevo la pretesa di pensare che il mio amore prima o poi ti avrebbe reso felice, che non avresti avuto bisogno di niente altro e invece….

Mi sono resa conto che quello era ciò che volevo io e non mi accorgevo che, giorno dopo giorno, ti stavo intrappolando. Ti ho chiuso in una gabbia dorata fingendo di non vedere. Una tigre resta sempre una tigre e nonostante tutto l’amore del mondo, non diventerà mai un gattino. E’ colpa mia. E’ solo colpa mia”;

“Non è vero Monica! Non è vero niente di quello che c’è scritto su quel maledetto giornale! Io”;

“Ti prego, non umiliarmi ancora. Non aggiungere altro: ti chiedo solo una cosa. Consideralo  un gesto cortese verso una persona che ti ha amato più della sua stessa vita”;

“Ha amato? Vuoi forse dire che  non mi ami più?”;

“Per favore Tom! Non rendere sempre tutto così difficile. Credi che per me sia facile?” poi scosse la testa.

“ Quanto è buffa la vita! A volte ha uno strano senso dell’umorismo. Eravamo in questo stesso posto quando ti ho supplicato di rimanere…. tu invece hai aperto la porta e te ne sei andato. Adesso sono io che ti chiedo di andartene”.

Corse verso di lei e l’afferrò per le braccia scuotendola un pò;

“Cosa?! Vuoi che me ne vada? Monica che diavolo stai dicendo?” gridò.

“ Ho bisogno che porti via tutte le tue cose da questa casa. Non voglio più incontrarti, nè sentirti per il bene di entrambi. Ritorna alla vita spensierata di prima. Quanto a me:  voglio solo dimenticarti”.

“Tu non puoi parlare seriamente….non puoi desiderare di dimenticarmi, non dopo tutto quello che c’è stato tra noi”;

“E invece è l’unica cosa che voglio”.

Tom abbassò le braccia sconfitto, lasciandola libera. Monica fece qualche passo spostandosi in camera da letto. Aprì il portagioie e prese gli orecchini di diamanti. Li guardò un’ultima volta poi tornò da lui:  gli prese la mano e li depose delicatamente nella sua  palma stringendola.

“ Quando hai finito lascia pure le chiavi sul tavolo. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno; io non ti disturberò oltre. Addio Tom!” afferrò la borsa e la giacca e si incamminò lungo il corridoio.

Tom le corse dietro;

“Monica, Monica dove stai andando? Fermati per favore. Parliamone: è stato tutto un equivoco!” lei gli sorrise accarezzandogli il viso; lo fissò intensamente per qualche istante poi si sentì solo il chiudere della porta ed il rumore dei tacchi mentre scendeva in fretta le scale.

“Non può essere vero! Non è vero! Lei mi ama”.

Tornò velocemente in cucina e si affacciò alla finestra.

Era seduta in auto, aveva acceso il motore e i fari ma era ferma, immobile.

Improvvisamente la vide stringere i pugni e colpire con forza il volante, e poi cedere e accasciarsi.

Strinse forte i pugni fino a quando le nocche divennero bianche.

“Perchè Monica? Perchè? Vuoi o non vuoi dovrai ascoltarmi!” Afferrò le chiavi e si precipitò giù per le scale.

Doveva spiegarle ogni cosa, forse adesso sarebbe stata più calma e disposta ad ascoltare.

Si avvicinò alla sua auto ed iniziò a picchiare contro il vetro.

“Monica, per favore lasciami spiegare. Dammi solo pochi minuti, ti prego”;

Monica sollevò la testa di scatto ma, appena lo vide, si asciugò gli occhi con il dorso della mano.

“Non abbiamo più niente da dirci Tom. E’ finita!”  ingranò la marcia e partì velocemente facendo stridere le ruote sull’asfalto.

“Monica, non andartene….Monica  io ti” ;

non era riuscito a finire la frase.

Se n’era andata.

L’aveva persa e questa volta per sempre.

……………..continua

Annunci

2 commenti su ““Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXII

  1. NON CI POSSO CREDERE! Stava per dire le sette lettere! Stava per dire le sette lettere! Aaaaaaaaaaaaaaah!
    Oddio, ho disperato bisogno di sapere come va avanti, lo sai questo, vero? Voglio sapere a tutti i costi cosa é successo in verità! Aaaaah, non posso aspettare martedì prossimo, lo faccio solo perché sei tu!

    Ahahahahah hai visto come sono stata brava a scivere un papiro in piena regola? Proprio come ai vecchi tempi di Windows live, quelli seri, in cui non dovevamo spezzettare i commenti perché erano troppo lunghi!
    Sono in fase nostalgica, anche per quanto riguarda i blog… Noi siamo parte del gruppo delle veterane del web, quelle della scuola di Windows Live! Che nostalgia, mi sento quasi vecchia!

    Mamma mia, che bel progetto! Spero proprio che tu possa riuscire a realizzarlo completamente! Ti sei già messa all’opera, e questo é un bene! Nello scorso papiro penso di averti parlato del Festival dei Gufi, un evento organizzato poco fuori Piacenza e dedicato imteramente ai rapaci notturni… Beh, sabato andrò a parlare con l’organizzatore, un ornitologo milanese specializzato nel campo di gufi e civette, perché vorrei far pparte dello staff, vista la mia passione per quegli animali… Certo, magari finirò soltanto a vendere i biglietti, però é sempre un’occasione per entrare a contatto con quell’ambiente! Sai, visto che l’accademia di cinema come ti dicevo, é destinata a restare un sogno, mi piacerebbe trovare qualcosa che mi appassioni davvero, e che magari non si riduca alla monotonia del lavoro di ufficio. Non che architettura o scienze della formazione siano delle facoltà non valide, é solo che ho paura di stancarmi, e poi sarebbero comunque delle seconde scelte al cinema o comunque alla recitazione… Spero di riuscire a parlare con il signor Mastrorilli di qualcosa anche al di fuori del festival, che magari mi aiuti a decidere cosa fare di questa testona sempre sospesa tra le nuvole!
    Che altre novità hai, amica mia? Stai già progettando la festa per i tuoi diciotto? Io sono nel panico, ieri ho saputo che mia madre a tradimento ha fermato il salone dell’oratorio di una chiesa che non é la mia, il cui parroco é ingodibile. Sarà limitata in tutto, orario, volume della musica e delle voci… Tutto. Sono già stata ad un diciottesimo un paio di settimane fa e non era affatto così semplice da limitare… Ho il terrore. Tra l’altro io non ho mai festeggiato seriamente il mio compleanno, e quelle due volte ce ci ho provato, é stato un dramma. Una volta si sono presentati forse in dieci, l’altra la mia migliore amica durante il film é uscita dalla sala insieme a due sue amiche ed é sparita nel nulla. Capirai che é stato un trauma, per m, anche se così sembra che io la stia mettendo sul drammatico… Ti giuro che ora, a quasi due settimane dal giorno x, mi sta venendo voglia di annullarla e starmene a casa in pigiama e pantofole.
    Non sono fatta per le grandi feste, e ho paura che sarà un altro fiasco… Spero solo che l’idea di farla a tema almeno la renda qualcosa di decente…

    Aaaaaaaaaaaaah, non voglio pensarci!

    Okay, non so quanto ho scritto perché sono connessa dal telefono, in ogni caso ti lascio in pace! A presto, tesoro, un bacione!

  2. Oh mio Diooooooooooo!! Non ci posso credereeee!! Stava per dirglielo, stava per dirglielo, STAVA PER DIRGLIELOOOOOOOOO!! Oh mio Dioo!! Oh mio Diooo!!
    Dio,Fra ti prego fai alla svelta a postare che sono in ansia per vedere come andrà a finire!! Capitolo meraviglioso Fra, veramente mi hai tenuta col fiato sospeso per ogni singola riga del capitolo! Complimenti! *.* *-* *-* *-* *-* *-* *-* *-* *-* *-* *-*

    Come stai Fra? Spero tutto bene. Qua è un periodo un po’ movimentato e anche abbastanza pesante. La scuola ha riniziato a fare pressione per l’inizio del quadrimestre ed io non sto un gran che…anzi potrei stare meglio. Mah apparte questo,non posso lamentarmi.
    Sto aspettando con ansia il 25 Aprile, quando adrò a vedere Tiziano Ferro a Firenze..e non sto più nella pelle! Ti ringrazio per essere passata sul mio account di EFP, sei stata molto carina!

    Ti voglio bene
    Eu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...