“Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXX

In Loving Memory of

Francesca Zizi

(Amiche per sempre)

 

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Se vi va, leggete ascoltando questa canzone

Capitolo XXX

“Cielo! Guarda che ora è! Devo scappare!” finì di bere il suo tè, appoggiò la tazza sulla libreria dell’ingresso, si infilò velocemente le scarpe e afferrò la borsa e le chiavi della macchina al volo prima di precipitarsi giù per le scale.

Appena fuori fu investita dai caldi raggi del sole di maggio.

Adorava quel periodo dell’anno!

Gli alberi erano verdissimi e un tripudio di colori e di profumi invadeva l’aria della mattina.

Il sole era quasi accecante.

Salì in auto scaraventando la borsa e i libri sul sedile del passeggero, si allacciò velocemente la cintura di sicurezza, aprì il finestrino e poi inforcò gli occhiali da sole prima di partire come un razzo.

“Non oso immaginare la faccia del professore se arrivo in ritardo” ed un sorriso le si disegnò sulle labbra ripensando all’espressione da gufo sonnacchioso del suo docente, con le pesanti borse sotto gli occhi e quei minuscoli occhiali appollaiati sul naso pronunciato….beh, più che un naso sembrava che avesse una patata in mezzo al viso!

Scoppiò a ridere.

Ultimo esame prima della laurea.

Il cammino era stato lungo e faticoso ma finalmente ce l’aveva fatta!

Era ad un passo dal suo obiettivo e questo la rendeva immensamente felice.

Anche il tirocinio stava per concludersi e a breve avrebbe dovuto decidere cosa fare, se restare alla Uke o fare domanda in un altro ospedale.

  Intanto aveva inviato dei curriculum, in realtà era stato Chris a pensarci….che tesoro! Quell’uomo era un’autentica spalla a cui appoggiarsi! L’aiutava in tutto, era sempre presente e quasi senza accorgersene in quelle ultime settimane, era diventato una parte importantissima della sua vita.

Era un uomo meraviglioso, non le chiedeva mai nulla e non si era mai spinto oltre un candido bacio sulla guancia e qualche carezza. Ogni tanto la teneva per mano o la stringeva forte a sè mentre passeggiavano spensierati per le vie del porto o ad Aussenalster.

In un pomeriggio caldo e noioso gli aveva svelato il suo posticino segreto e, adesso, appena avevano un attimo di tempo correvano lì a rifugiarsi dal caos dell’ospedale.

Stavano bene insieme e questo  le bastava. 

Non pensava più a Tom.

Erano passate molte settimane da quella pietosa telefonata.

Aveva tentato molte volte di richiamarla nei giorni successivi e per tutta la prima settimana ma poi, vista la sua indifferenza e il suo rifiuto aveva desistito.

Finalmente era riuscita a ritrovare una parvenza di serenità ed il merito ovviamente era tutto di Chris.

Era tornata a sorridere dopo tanta sofferenza.

“Che splendida giornata!” pensò  ferma ad un semaforo  mentre sorrideva alla sua immagine riflessa nello specchietto retrovisore.

Quello era il periodo dell’anno che amava di più.

Si sistemò una ciocca ribelle dietro ad un orecchio ed alzò il volume dello stereo canticchiando piano il ritornello della canzone che stavano passando.

Al semaforo scattò il verde e, ingranando la marcia riprese a guidare spensierata.

Il vento le scompigliava i capelli, riversandoglieli sul viso.

Era una bella sensazione: si sentiva libera e con la testa sgombra da ogni pensiero, perfino dall’esame.

Con un pò di fortuna, arrivò in orario: parcheggiò velocemente l’auto, afferrò la borsa e i suoi libri e corse dentro.

Dopo circa un’ora uscì camminando piano e con la testa bassa.

Sentì il cellulare  vibrare nella tasca dei jeans; guardò il display: era Chris.

“Pronto?”;

“….Allora, come è andata?”;

“Ciao, sto bene grazie e tu?”;

“…Dai non scherzare! Sono in ansia da un bel pò”.

“Beh, veramente….non saprei”;

“…Che significa non saprei? E’ andata male? Ti ha bocciata? “;

“No, è solo che…..”;

…Monica ti decidi a parlare?”;

Ho preso il massimo solo che volevo anche la lode!” e scoppiò a ridere.

“….Ma sentila! Per un momento ho pensato che non ce l’avessi fatta! Avevi un tono….”;

“Dimentichi che stai parlando con la migliore infermiera del tuo corso”.

No, lo so bene…la prima del mio corso e l’unica nel mio cuore”;

 Monica trattenne il respiro. Chris le diceva sempre cose così carine e tutte le volte si soprendeva della tenerezza di quell’uomo.

“….Dobbiamo assolutamente festeggiare!”;

“Ma no, non c’è niente da festeggiare…per così poco”;

“….E invece c’è qualcosa da festeggiare…qualcosa di importante per te, per la tua carriera ma non ti dico niente: è una sorpresa”.

“Una sorpresa?”;

Si tesoro, proprio così. Adesso dove sei?”;

Davanti all’ateneo ma sto andando da Kashif ho una fame terribile!”.

“…Non andare da Kashif ho in mente qualcosa di veramente speciale!”.

“Chris, comincio a preoccuparmi….cos’è tutto questo mistero?”;

“Lo scoprirai tra poco. Abbi solo la pazienza di aspettare una decina di minuti”.

“Ok, allora ti aspetto al parcheggio della Uke” e chiuse la conversazione.

Che sarà mai questa sorpresa? Chris sembrava  così euforico….beh il suo stomaco brontolava e con la fame che si ritrovava, non avrebbe resistito a lungo.

Inforcò gli occhiali da sole e raggiunse il parcheggio.

Trovo un posticino libero sull’unica panchina disponibile, si sedette lì ed aspettò.

Tanto per ingannare l’attesa, prese uno dei suoi libri ed iniziò a sfogliarlo: guardava distrattamente le pagine sottolineate e pensava che appena avrebbe avuto un attimo di tempo, avrebbe dovuto dare una sistemata alla vecchia libreria all’ingresso. Sorridendo pensò che ormai tutti quei libri non le servivano più. Mancava solo la laurea e quella ci sarebbe stata solo fra qualche mese.

Improvvisamente un brivido le corse lungo la schiena….un ricordo, una frase le tornò alla mente come un intenso dolore, una fitta proprio al centro dello sterno:

“Il 28 Agosto…dovrei sentire Dunja e David… Sarai bravissima come sempre ed io farò di tutto per essere libero e festeggiare con te”.

Sollevò lo sguardo da quel libro e sospirò pesantemente: eccolo di nuovo tra i suoi pensieri….di nuovo nel suo cuore.

Ricordò con desolante rammarico quella notte passata nella sua casa, nel suo letto…

Chiuse gli occhi sospirando: Cielo! Sentiva ancora le sue labbra tiepide sfiorare piano le sue spalle, il collo, la bocca…rabbrividì riaprendo di colpo gli occhi.

“Perchè proprio adesso? Perchè torni sempre a tormentarmi?” scosse con forza la testa quasi a voler cancellare quei ricordi dalla sua memoria, dalla sua carne.

Erano ancora così presenti, così reali che quando si voltò per riporre il libro nella borsa le sembrò addirittura di vederlo.

Si strofinò vigorosamente gli occhi, poi li riaprì e guardò nuovamente: ovviamente si era sbagliata.

Aveva anche le allucinazioni! 

Chissà dove si trovava adesso, su quale spiaggia se la stava spassando con la sua nuova “amica”…fece una smorfia di disapprovazione.

“Hei! A cosa stavi pensando?”;

Monica si voltò  e gli sorrise mentre affettuosamente lui la stringeva a sè e le baciava una guancia.

“Complimenti tesoro, sei stata bravissima”.

“Grazie” senza sciogliersi da quell’abbraccio  si guardarono per un istante:

come era affascinante con il collo della camicia aperto e il nodo della cravatta  allentato. Gli piaceva l’odore del suo dopobarba e quel filo di barba che spuntava appena sul viso.

Quegli occhi azzurri la fissavano colmi d’amore e di aspettativa.

“Sei pronta per la sorpresa?”;

“Si. Mi hai proprio incuriosita sai?”;

“Bene! Vedrai che non te ne pentirai”.

 Si staccò da lei per prendere i suoi libri  poi le diede la mano e insieme si avviarono all’auto.

Le aprì lo sportello e la fece accomodare, poi salì  e mise in moto.

“Dove andiamo?” chiese curiosa.

Chris si voltò a guardarla: era bellissima con quella camicetta di lino bianco un pò ampia che le lasciava le spalle completamente scoperte e metteva in mostra il suo colorito abbronzato.

“Chris? Hai sentito?”;

“Cosa?”;

“A che stavi pensando?” ;

“Che sei bellissima e…”;

“…e?”;

“….e meglio che non continui”.

“Ma Dottore! ,  mi meraviglio di lei….facciamo pensieri sconci?” fingendosi scandalizzata;

“Beh, cara infermiera Carnelli, con lei qui al mio fianco, con il suo profumo così intenso, con le sue labbra rosse così invitanti e quella pelle! Solo un santo forse riuscirebbe a resistere ma….nutro seri dubbi a riguardo!”.

Monica scoppiò a ridere.

“Ahhh dottore! Sei meraviglioso; te l’ho mai detto?”;

“Almeno un centinaio di volte” si voltò a guardarla e a sorriderle.

“Hei! Ma questa è la strada per Aussenalster!”;

“Esatto”.

“Come mai andiamo al mio posticino segreto?”;

“Al nostro posticino segreto” tenne a sottolineare.

Monica gli sorrise teneramente.

“Beh, cara lo sai che giorno è oggi?”;

“Il 23 maggio perchè?”;

“E sai anche che oggi è il Japanisches kirschbluetenfest?”;

“La festa  dei ciliegi giapponesi in fiore! No, davvero?”.

“Si, i ciliegi sono tutti fioriti ed oggi si fa festa”.

“Non ci posso credere! Sei incredibile Chris! Lo sai? Non ci sono mai venuta”.

“Vuoi prendermi in giro?”;

Scuoteva fa testa facendo cenno di no;

“Mai stata tanto seria!”.

“Oh ma è fantastico! La tua prima festa dei ciliegi giapponesi in fiore e la trascorri con me”.

Parcheggiarono l’auto e, non appena si incamminarono lungo il vialetto, un tripudio di petali rosa e profumati si confondevano con gli aromi della cucina giapponese.

Lungo il viale infatti, disseminati qua e là, c’erano piccoli chioschi dove cucinavano deliziose prelibatezze.

“Mmm… che profumino!”;

“Oh, accidenti! Dove ho la testa?”;

“Che succede?”;

“Ho dimenticato una cosa in macchina. Per favore Monica, ordina da mangiare io torno subito”.

“Ok ma torna resto altrimenti mangio tutto e non ti lascio niente”.

Chris sorrise mentre velocemente si allontanò in direzione dell’auto.

Monica intanto guardava curiosa le varie specialità in vendita…aveva tutto un’aria così saporita.

“Allora, gamberetti fritti, Kobana Maki, Onigiri e Ramen per favore”;

“….e due porzioni di sashimi di aragosta, grazie” Chris era stato più veloce di quanto pensasse.

“Sei uno spendaccione!” lo rimproverò bonariamente Monica.

“Dobbiamo festeggiare!”;

“Si ma io ancora non ho ben capito cosa”.

“Sei sempre così precipitosa? Ogni cosa al suo tempo”. Pagò il conto poi trovò un bel posticino proprio sulla riva del lago e si assicurò che niente ostacolasse la visuale.

“Si, direi che ci siamo…..qui va proprio bene”.

“Bene per cosa? Chris mi stai facendo innervosire con tutti questi misteri”.

Lui non rispose, Dal sacchetto che teneva in mano prese un grande plaid  e lo distese sull’erba proprio sotto due grossi ciliegi, poi prese due cuscini che sistemò uno accanto all’altro.

“E per finire: Una magnifica bottiglia di Veuve Clicquot Ponsardin”;

“Santo Cielo Chris! Ma è champagne francese!”;

“Della migliore qualità”.

“Non capisco più niente….”;

Chris scoppiò a ridere.

“Prego signorina” le porse la mano e l’aiutò ad accomodarsi  e poi si sedette accanto a lei.

Dal sacchetto estrasse due flute e li appoggiò accanto alla bottiglia.

Iniziarono a mangiare con appetito:  entrambi avevano fame.

Il sole era caldissimo e Chris si tolse la giacca e si arrotolò le maniche della camicia, aveva già il naso e guance arrossate dal sole; Monica, invece, sembrava nel suo ambiente naturale.

Il sole le baciava la pelle nuda delle spalle, il viso e i suoi capelli erano mossi delicatamente dalla brezza calda.

Chris la guardava con una strana luce negli occhi.

Mentre gustavano il sashimi di aragosta, Chris aprì lo champagne, ne versò un pò nei bicchieri e poi, sollevando appena il calice disse:

“A noi due!”.

“A noi due!” ripetè Monica bevendo quelle deliziose bollicine.

“Monica, ho una grande notizia da darti”.

“Sono tutta orecchi!”.

“Mi hanno offerto un posto da primario in un grande e rinomato ospedale di Bonn”;

“Oh ma è fantastico Chris! E’ una notizia bellissima, sono veramente felice per te”;

“Ed io per te!”.

“Per me?!” chiese sbalordita.

“Si perchè tu sarai la mia assistente personale”.

“Cosa?!”.

“Si, gli ho detto che lavoro solo con la mia assistente personale, perciò, se mi vogliono, devono prendere anche te!”.

Monica spalancò gli occhi per la sorpresa….forse non aveva capito bene.

“Allora, che ne dici?”;

“Eh? Ah…che ne dico….beh, ecco…..non saprei….insomma”.

“Non ringraziarmi, tesoro, io l’ho fatto per noi due. Io avrò un avanzamento di carriera  e tu mi starai sempre accanto…non è stupendo?”.

“Si certo….”;

“Sei senza parole eh?”;

“In effetti…..” Monica non avrebbe mai pensato di allontanarsi da Amburgo.

Lì c’era la sua famiglia, i suoi amici più cari….tutto il suo mondo.

“Perchè non mi chiedi quanto ti daranno di stipendio?”.

Monica sollevò lo sguardo: Chris era semplicemente euforico!

“Avrai, solo er iniziare 2500 Euro al mese!”;

Stava sorseggiando lo champagne ma quando sentì quella cifra le finì di traverso.

Iniziò a tossire forte e gli occhi le lacrimavano.

“Accidenti Chris!  Ma è uno scherzo vero?”;

“No tesoro. Ma ci pensi, tu ed io a Bonn, lontano da tutto e da tutti. Lavoreremo fianco a fianco, staremo sempre insieme”.

                                                                                                     continua

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2 commenti su ““Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXX

  1. A me Chris fa tanta tenerezza, però é un pelo inquietante il fatto che abbia deciso tutto senza accorgersi della reazione di Monica…
    É bellissimo questo capitolo, il sole é arrivato anche qui, in questa giornata uggiosa di aprile, grazie alla tua capacità di dare vita a quello che scrivi!
    Complimenti, é veramente bellissimo!

  2. Ammazza che velocità di intraprendenza! Chris è dolcissimo, però non capisco tutta questa furia. Non mi sembra nemmeno che Monica sia molto contenta della sua decisione, a mio parere un po’ troppo azzardata.
    Tom..sei pregato di fare il tuo ingresse in scena as soon as possible! v.v

    Complimenti Fra

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