“Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXXIV

In Loving Memory of

Francesca Zizi

(Amiche per sempre)

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Capitolo XXXIV

Era passato tanto tempo da quella sera a casa di Chris.

Nonostante quella tormenta improvvisa nel cuore di Monica, tutto aveva ripreso a scorrere normalmente anche se, la consapevolezza di essere ancora legata a Tom non le dava pace assieme al rimorso di non essere onesta con Chris.

Continuava a sperare o forse, ad illudersi di poter controllare le sue emozioni e che da lì a poco sarebbe riuscita ad amare Chris….chissà forse la lontananza da Amburgo l’avrebbe aiutata  a dimenticare definitivamente Tom e tutto ciò che aveva rappresentato.

Era  una calda e assolata mattina di mezza estate e per i corridoi della Uke si respirava un’aria stranamente tranquilla.

Gli interventi previsti erano  solo due così, dovendo restare fino alla fine del turno e, approfittando che anche Klaudia e Inge erano relativamente tranquille, decisero di incontrarsi durante la pausa nella caffetteria dell’ospedale.

Klaudia era incredibilmente felice: la vita assieme a Marco le aveva donato una luce diversa e si rifletteva nella serenità dei suoi sguardi. Inge invece era la solita precisina. Aveva fatto passare dei brutti quarti d’ora al suo Alain perchè era perennemente in ritardo ma erano ancora insieme e giorno dopo giorno la loro relazione diventava sempre più importante.

Monica invece era sempre più distratta e deconcentrata: a volte sembrava vivesse in un’altra dimensione.

Continuava  a porsi delle domande e ad essere spaventata sul futuro.

“Hei Monica? Ci sei?”;

“Cosa?”;

“Klaudia lascia perdere; lo vedi? Non ci ascolta nemmeno!” la riprese Inge  arrabbiata.

“Scusate ragazze, pensavo ad altro”.

“Non ci vediamo praticamente mai, ognuna di noi impegnata per la laurea e a decidere del proprio futuro. Il minimo che potresti fare è dedicarci almeno la tua attenzione!” rispose seccata.

“Scusate” abbozzò senza aggiungere altro.

Si sentiva già abbastanza in colpa con loro perchè non si faceva mai viva e adesso che avevano pianificato questo breve incontro, si faceva prendere dai pensieri e dalle preoccupazioni. 

“Dai Inge, non infierire. Guardala, ha un’espressione talmente triste” prese la mano di Monica e la strinse nelle sue.

“Che ti succede? Non ti ho mai visto così giù….perchè non ti confidi con noi? Siamo sempre le tue migliori amiche o sbaglio?”.

Monica sorrise malinconia e sospirò:

“Ovvio, siete le mie migliori amiche ma….ho così tanti problemi per la testa che non saprei nemmeno da che parte cominciare”.

“Su non farla lunga, sputa l’osso. Che succede?” Inge era una che andava dritta al sodo.

“Da che comincio? Lavoro? Amore? Laurea?”.

“Laurea. Non dirmi che hai dei problemi con la tesi perchè non ci credo” disse Klaudia sorridendo.

“No. La tesi è pronta ormai da quindici giorni, non è quello che mi affligge. Il problema è un altro. Devo prendere una decisione e non so proprio che fare. Vedete tutto è così collegato che purtroppo una cosa non esclude l’altra. Da quando ho lasciato Tom, è diventato tutto così difficile”.

“E lui che c’entra? Adesso stai con Chris, no? Sai quante infermiere vorrebbero essere al tuo posto? E’ dolce, affascinante, una carriera promettente  e vuole che tu faccia parte della sua vita…”.

“Il punto è che  io non so se voglio farne parte….”;

“Che vuoi dire? Non sei sicura dei tuoi sentimenti per lui?” Klaudia sembrava leggerle nel pensiero.

“Già”.

“Ma come? Così, all’improvviso? Sembravi così felice accanto a lui”.

“Qualche tempo fa avrei giurato che fosse così ma poi è successa una cosa…lì ho capito che non lo amo, o meglio, non lo amo come dovrei, come merita”.

“Si può sapere che diavolo è successo ?”  Inge era sempre più decisa ad andare in fondo alla questione.

“Quello che non doveva accadere. Una sera, eravamo a casa sua; l’atmosfera si era riscaldata parecchio, eravamo particolarmente intimi e la cosa più naturale del mondo era”;

“Finire a letto e fare l’amore” concluse rapidamente.

“Esatto ma, proprio quando le cose diventavano serie, ho chiuso gli occhi e….”;

“….e?”;

“Gli ho detto – Ti amo Tom-”.

“Monica….oddio che hai combinato!”;

“Lo so.Vedete, in quel momento, non ero con Chris ma con Tom. Stavo facendo l’amore con Tom, capite?”;

“E lui? Come ha reagito?” Klaudia era molto agitata.

“Bene. Con il suo solito savoir faire, ha fatto finta di niente. Si è scusato dicendo che forse quella non era la sera giusta, che era troppo presto”.

“Un vero signore!” sentenziò Inge.

“E’ chiaro che sei ancora legata a quel farabutto anima e corpo”.

“Infatti. Mi dite adesso come faccio a partire? Con quali presupposti abbandono Amburgo per Bonn? Come potrei stargli accanto e lavorare fianco a fianco tutti i giorni?”.

“Certo non è una situazione facile. Il lavoro che ti ha offerto è un sogno, ben retribuito con prospettive di crescita ed uno stipendio da favola….”;

“Se non lo ama diventerebbe solo una tortura e prima o poi, lui potrebbe accusarla di essere solo un’opportunista”; Klaudia che fino a quel momento era rimasta calma adesso iniziava ad alzare il tono della voce.

“Ma no! Chris non farebbe mai una cosa del genere, è troppo gentleman e poi, con i tempi di crisi che corrono, non può certo voltare le spalle ad un’occasione del genere” Inge era molto realista e badava meno ai sentimenti.

Tra Klaudia ed Inge iniziò una serie di scambi decisamente troppo animati: gli animi iniziavano a scaldarsi così Monica pose fine alle discussioni.

“Adesso calmatevi tutte e due. Non ho ancora deciso niente e per fortuna ho ancora un pò di tempo per scegliere la soluzione migliore. Mal che vada, c’è sempre l’offerta della Uke, no?”;

“Certo, come no! Dovrebbero vergognarsi! Lavoriamo qui ormai da tanto tempo e ci hanno offerto una miseria!” Inge era veramente su di giri.

“Monica?” ;

“Mm?”;

“….E se Tom tornasse? Che faresti?” Klaudia lo aveva detto tutto d’un fiato, senza pensarci troppo e Monica la guardava con aria interrogativa.

Perchè quella domanda? Forse non ricordava più che adesso aveva un’altra?

“Non succederà mai, fidati”.

“Ma se tornasse…. lo riprenderesti nella tua vita?”.

Monica era sempre più confusa…ma poi rispose con sincerità.

“….non lo so…veramente non lo so. Non voglio più soffrire per colpa sua”;

“Si, ma senza di lui stai soffrendo allo stesso modo”.

Già, era quella la triste realtà.

Nè con lui, nè senza di lui….

Che casino che era la sua vita….un autentico disastro!

Guardò l’orologio da polso: la pausa era finita.

“Ragazze devo andare, mi dispiace”.

“allora che fai? Vieni con noi stasera?”;

“Non posso. Ho promesso a Chris che stasera avrei assaggiato i suoi  spaghetti. Sarà per un’altra volta”.

Stava per andarsene quando si girò:

“Ah, dimenticavo: grazie di tutto. Su di voi posso contare sempre”.

“Ma figurati! Siamo qui per questo, no?”rispose Inge; Klaudia la guardò preoccupata.

“Monica…rifletti bene su ciò che farai; hai ancora una settimana per decidere”.

“Lo farò” la rassicurò sorridendole.

Quella sera Klaudia era più carina del solito: aveva indossato il suo abito più bello e aveva costretto Marco a mettersi una cravatta.

Chissà perchè quell’uomo faceva tante storie quando si trattava di mettersi la cravatta….ma con quattro moine e qualche bacetto aveva finito per capitolare.

“Allora, sei pronta? Prima fai tante storie per uscire e poi mi fai aspettare per ore!” Marco si lamentò a gran voce.

“Eccomi!” quando la vide uscire dalla camera con quell’abito mozzafiato e quei tacchi vertiginosi quasi stentò a riconoscerla.

“Allora, come sto?”;

Marco le lanciò un’occhiata eloquente: “Sei uno schianto tesoro!”.

Klaudia sorrise un pò imbarazzata.

“Andiamo?”;

“Oh sì, sì certamente”.

Raggiunsero un localino, non molto frequentato, in periferia.

Volevano trascorrere una serata romantica solo loro due e stare un pò insieme. A causa degli esami e della tesi da preparare non avevano avuto molto tempo per stare insieme e quella serata era un modo carino per farsi due coccole.

Entrarono e subito furono accolti da musica soft, luci soffuse e un delicato aroma di arancia e cannella.

L’ambiente era elegante, caldo e accogliente e l’atmosfera decisamente romantica.

Si sedettero al tavolo che avevano prenotato e si scambiarono occhiate d’intesa e di complicità.

“Dopotutto non mi dispiace affatto che Monica non sia venuta con noi stasera”;

“Non sei carino!” rispose piccata.

“E dai….volevo dire che sono felice di averti tutta per me questa sera”;

Klaudia gli sorrise amorevole: “Ne sono felice anche io” e gli stampò un bacio sulle labbra.

Improvvisamente si rabbuiò e la cosa non passò inosservata.

“Che succede?”;

“Niente….pensieri”.

“Su noi due?”;

“No, non preoccuparti” e gli accarezzò dolcemente il viso poi continuò:

“Sono tanto preoccupata per Monica” ammise sincera.

“Se è per questo lo sono anch’io. Ultimamente non so perchè, cerca di evitare di parlare con me….sono sicuro che qualcosa la turbi. Lo sai, le voglio bene come a una sorella minore, mi sono sempre preso cura di lei fin da piccola ma il suo ostinato mutismo, quando le chiedo di parlarmi di lei mi insospettisce”.

“Già, hai ragione ad essere preoccupato”;

“Perchè, tu sai qualcosa?”.

“Ci siamo viste questa mattina, era distratta…insomma si vedeva lontano un miglio che pensava ad altro. Tra una domanda e l’altra ha detto di essere spaventata da questo trasferimento a Bonn”.

“Che assurdità! Ma perchè deve andarsene così lontano? Dopotutto Amburgo è sempre stata la sua città, qui ha tutti noi, i suoi genitori, un buon lavoro”.

“Il punto è che ha ammesso che è ancora innamorata di Tom e credo che partire, rappresenti per lei l’unico modo di dimenticarlo”.

“Anche questa è una stupidaggine. Le distanze non contano a nulla quando si ama e, sebbene mi costi doverlo dire, Kaulitz la rendeva felice….a modo suo”.

Intanto il cameriere si era avvicinato per le ordinazioni.

Entrambi ordinarono della carne con patate speziate e una abbondante porzione di torta ai mirtilli. 

Gustarono il cibo mentre teneramente continuavano a scambiarsi effusioni.

Marco l’aveva invitata a ballare, era tutto così perfetto e terribilmente romantico.

Un improvviso rumore di bicchieri rotti catturò l’attenzione di tutti i presenti nella sala.

La voce alterata di un uomo, dal bancone del bar, risuonò piuttosto familiare a Marco e Klaudia.

“Ti ho detto di darmi quella maledetta bottiglia! Sei pagato per questo no? Allora muoviti!”;

“Signore, mi scusi ma lei ha già bevuto abbastanza. Se vuole che le dia la bottiglia deve consegnarmi le chiavi della sua auto?”;

“E perchè? Credi che sia ubriaco? Sono perfettamente lucido e le mie chiavi puoi scordartele”.

Marco fece accomodare Klaudia al tavolo e poi si sedette a sua volta.

“Quel tipo…lì al bar, non è Tom?”;

Marco rispose seccato.

“Si, è proprio lui. Sta dando spettacolo! E’ ubriaco marcio”.

Klaudia si voltò a guardarlo con occhi supplicanti.

“Marco ti prego, va a parlargli”;

“Io?! E per dirgli cosa?”;

“Devi dirgli di Monica, che partirà e che se non vuole perderla deve fare qualcosa”.

Marco fece spallucce:

“E’ un problema suo, che si arrangi! Maledizione ci ha anche rovinato la serata….ma senti che casino che sta combinando. Se continua di questo passo chiameranno la polizia e lo sbatteranno dentro”.

“Caro, è anche un tuo problema”;

“Che vuoi dire, scusa?”;

“Hai presente quel bel divano che abbiamo in salotto?”;

“Cosa c’entra adesso il divano?”;

“Se non vai immediatamente a parlare con lui, per i prossimi due mesi tu dormirai su quel divano. Mi sono spiegata?”;

“Ma Klaudia!”;

“Non sto scherzando”.

Marco la guardò dritta negli occhi, non l’aveva mai vista così determinata.

“Ma….cosa vuoi che faccia sentiamo?” ma lei non rispose.

Dopo aver sospirato pesantemente si alzò dalla sedia:

“Va bene, ho capito” e senza aggiungere altro si allontanò in direzione del bar.

“Tu non sai chi sono io” Tom si alzò dallo sgabello barcollando e prima che potesse cadere, Marco lo afferrò per un braccio.

Tom lo guardò intontito:

“Ma guarda che sorpresa! Marco….l’adorato cuginetto!”; la voce biascicante e l’alito che sapeva di alcol facevano intendere che aveva bevuto moltissimo.

“Signore lei lo conosce? Faccia capire al suo amico che non posso dargli la bottiglia e che sarebbe meglio che si calmasse se non vuole che chiami la polizia”.

Marco lo trattenava saldamente per un braccio.

“Non si preoccupi, ci penso io. Per favore potrebbe prepararmi una abbondante dose di caffè ristretto e servirlo a quel tavolo laggiù”;

“Con piacere”.

“E lasciami andare! Dove mi vorresti portare!”;

“A farti passare la sbornia, dannato ubriacone!” poi guardando verso il tavolo dove era seduta Klaudia, le  fece un sorriso  tirato e poi si diresse verso i servizi.

Appena fu abbastanza distante da sguardi indiscreti lo spinse con forza verso un lavandino e lo infilò sotto un getto di acqua gelida. Tom ovviamente faceva resistenza ma Marco gli teneva premuta la testa sotto quel rubinetto.

Dopo un pò lo lasciò andare.

Tom sembrava essersi ripreso un pochino.

“Tieni, prendi questo”  gli lanciò un asciugamani e, lentamente, cominciò a tamponarsi il viso e i capelli.

“Perchè ?” gli chiese con la voce ancora impastata.

“Perchè dobbiamo parlare”.

Marco uscì dal bagno seguito a sua volta da Tom.

Si sedettero al tavolo che aveva precedentemente indicato al cameriere ed immediatamente gli fu servito un bricco colmo di caffè fumante ed una tazza.

Marco riempì la tazza e gliela porse.

“Avanti, bevi!”.

“Non ne ho nessuna voglia”.

“Kaulitz, vedi di non farmi perdere la pazienza, bevi quel caffè e sbrigati! Invece di essere così gentile con te, dovrei spaccarti la faccia per quello che hai fatto a Monica”.

“Monica….lei mi ha lasciato…. adesso sarai contento immagino. Ha trovato uno migliore di me….il dottore”.

Con quanta sofferenza aveva detto quelle poche parole, tanto da ammorbidire i toni di  Marco.

“Ascoltami bene Kaulitz: La perderai se non fai qualcosa”.

“Se non te ne fossi accorto, io l’ho già persa…non vuole più saperne di me” e trangugiò quel caffè amaro e denso.

“Non esserne sicuro. Lei ti ama ancora ma il dottore la porterà con sè lontano da Amburgo”.

“Che diavolo stai dicendo?” improvvisamente sembrò risvegliarsi da quel torpore.

“Quello che hai sentito. La prossima settimana, Monica e il dottore partiranno per Bonn e tu non la rivedrai mai più”.

Tom spalancò gli occhi: la notizia lo aveva scioccato.

“Si hai capito benissimo. Lui ha avuto un posto da primario all’ospedale di Bonn e Monica sarà la sua assistente personale”.

Tom serrò le mascelle e strinse i pugni.

“Hai ancora un’opportunità. Se tieni a lei fà qualcosa! Hai solo fino a sabato prossimo. Ti ricordi che giorno è sabato?”;

“Sabato? No perchè?”;

“Monica darà la tesi di laurea”.

“La laurea….si, ora mi ricordo” e col pensiero tornò a quella meravigliosa serata passata a casa sua.

“La sera ci sarà una festa al Raven, è la tua ultima occasione”.

Tom lo guardava con gli occhi ancora annebbiati dall’alcol.

“Perchè mi stai aiutando?”;

Marco sbuffò infastidito poi rispose:

“Non lo faccio per te anche se devo ammettere che il dottore non mi è affatto simpatico. Lo faccio per Monica, perchè so con certezza che ti ama ancora…e poi” si voltò verso il tavolo dove era seduta Klaudia e  continuò:

“per non passare due mesi a dormire sul divano lontano da quella graziosa ricattatrice”.

                                              continua

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3 commenti su ““Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXXIV

  1. Ahahahah la frase finale è quella più bella in assolutoo!
    Complimenti Fra e non vedo l’ora di scoprire cosa combinerà Tom!

  2. Ho amato parecchio Klaudia, qui! É stata una grande! Ahahaha
    Vediamo ora cosa combina Tom! 🙂

    Tesoro come stai? É da tanto che non ci sentiamo, cominciavo a preoccuparmi!
    Io sono ridotta ad uno straccio, non ho più tempo per nulla! Però cerco di andare avanti, fortunatamente manca solo un mese e poi la tortura finisce anche quest’anno! Sono stanchissima e non é nemmeno un bel periodo, mi sento molto sola e visto l’attaccamento ad alcune fan fiction di un altro fandom che ho ultimamente iniziato a leggere e scrivere -tra queste c’é anche “E sarò sempre con te”- mi sembra di aver perso così tanto il contatto con la realtà da essere un po’ andata giù di testa, ma credo sia colpa del mese di fuoco che ci aspetta a scuola!
    Come stai tesoro? La danza? E scuola, sempre tutto benissimo?
    Un bacione!

    Ah, se vuoi ho riaperto il blog, ho postato una One Shot, se ti va di passare e scrivere lì anziché su facebook, che so che non ti piace molto… Beh, lo sai! Altrimenti mi trovi anche su EFP come ThanatosTH 🙂

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