“Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXXVI – Ultima puntata

In Loving Memory of
Francesca Zizi
(Amiche per sempre)
 
 

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Capitolo XXXVI  – Ultima Puntata

Era scappato via talmente in fretta che Monica non ebbe nemmeno il tempo di gridare il suo nome.

Mentre le passava davanti a velocità sostenuta, vide l’espressione tirata del viso e gli occhi lucidi.

“Tom….”;

strinse quel tovagliolo tra le mani mentre lui si perdeva velocemente tra le auto, nel traffico del sabato sera.

“Monica,  che è successo?” Inge l’aveva vista uscire di corsa con l’aria sconvolta.

“Tom”.

“Era qui?”;

“Oh Inge è  un disastro! Un completo, devastante, terribile disastro”.

Inge non sapeva cosa dire per cercare di consolarla, non l’aveva mai vista così afflitta.

“Mi sta cadendo il mondo addosso ed io non so che cosa fare”.

La abbracciò forte  e solo allora fece caso al tovagliolo che stringeva in mano.

“E’ andato via talmente in fretta….e se gli accadesse qualcosa?” sollevò la testa guardandola terrorizzata.

“Oddio! Non riuscirei mai a perdonarmelo!”; Inge ci capiva sempre meno.

“Monica, mi dici che è successo?”;

“Tieni; leggi”.

 Le porse il tovagliolo e poi continuò:

” Ha dato questo ad un cameriere e se n’è andato. Quando ho finito di leggere, sono uscita di corsa ma era già lontano”.

Inge sollevò lo sguardo esterrefatto da quelle poche righe :

“Santo Cielo Monica! ….non posso crederci”;

“nemmeno io. Non so che fare Inge”;

“Devi andare a cercarlo e parlargli”;

“E’ troppo tardi!”.

“Non hai altra scelta Monica, lo capisci? E smettila di piagnucolare! ” la rimproverò vivacemente;

“Devi parlargli e subito! Perciò prendi la macchina e raggiungilo fino in capo al mondo se è necessario”.

Monica tirò su la testa; Inge aveva ragione: doveva parlargli . 

“Inge….non ho la macchina”.

“Questo non è un problema” sopraggiunse Klaudia con le chiavi dell’auto di Marco.

“E la festa? Cosa dirò a tutti?”;

“Non preoccuparti, a questo penseremo noi. Adesso va”.

 Salì in auto e partì facendo stridere le ruote sull’asfalto.

Doveva trovarlo al più presto, voleva finalmente fare chiarezza, sapere  la verità. Ma dove? Non sapeva neanche da che parte iniziare. Era arrabbiato, deluso: poteva essere ovunque!

Respirò profondamente e cominciò a fare il giro di tutti i posti che conoscevano e frequentavano insieme.

Mentre guidava, nel buio dell’abitacolo illuminato solo dalle luci del cruscotto rivedeva quelle poche parole, scritte frettolosamente….

Vagò per un paio d’ore ma di Tom, nessuna traccia.

Dove sei Tom? Dove sei finito? –  poi, come illuminata da un’improvvisa rivelazione, pensò di andare a casa sua.

Doveva essere per forza lì, e se non c’era, probabilmente suo fratello poteva aiutarla a cercarlo.

Tornò in macchina e si diresse  a casa Kaulitz.

La strada era talmente buia che Monica era quasi intimorita nel percorrerla.

Nella testa continuavano a girare le parole di quel biglietto.

Quanta sofferenza trapelava da quelle poche righe….

Ingranò la marcia e schiacciò il piede sull’acceleratore.

Giunse davanti al cancello bianco della loro residenza.

Scese in fretta dall’auto e senza curarsi di spegnere il motore o di chiudere lo sportello si precipitò al videocitofono.

Pigiò il tasto con forza con il cuore che le batteva velocemete.

Nessuna risposta.

Provò ancora e ancora ma nessuno le  rispose.

Si allontanò un pochino, fece il giro della staccionata e quando fu nei pressi di una finestra aperta lo chiamò a gran voce:

“Tom! Tom sono Monica!” ma ancora nessuna risposta.

“Tom per favore aprimi sono Monica! Ho bisogno di parlarti!”; intanto tutti i cani iniziarono a correre. Raggiunsero il punto in cui si trovava: abbaiavano forte contro di lei; si spaventò tanto da indietreggiare di qualche metro.

Dopo un pò qualcuno aprì la porta di casa:

“Belli! Tornate qui”;

nell’udire quella voce, i cani si allontanarono dalla staccionata e raggiunsero l’uomo.

“Che vuoi? Se non vai via subito chiamo la polizia, hai capito?”;

Monica riconobbe immediatamente la voce di Bill.

“Sono Monica. Sto cercando Tom….è in casa?”;

“Monica?!”; disse avvicinandosi.

La squadrò un attimo poi disse:

“No, Tom non è qui. E’…è successo qualcosa?”.

“E’ venuto alla mia festa, mi ha lasciato questo e poi è andato via sfrecciando come un pazzo tra le auto”;

Bill riconobbe la calligrafia del fratello ma era troppo buio per riuscire a leggere.

“Tipico di quello stupido! Sarà meglio che entri”.

Monica si avvicinò alla sua auto; spense il motore e chiuse lo sportello ed aspettò che Bill le aprisse il solido cancello d’ingresso.

“Grazie”.

Bill non rispose ma la fece entrare in casa.

La fece accomodare sul morbido divano, mentre leggeva il messaggio che suo fratello le aveva scritto.

” Mio fratello è uno sciocco ma non permetterò che continui a soffrire. Da quando vi siete lasciati non è più lo stesso. Si è chiuso in sè stesso, non parla più nemmeno con me. Non lascerò che un malinteso possa compromettere ancora la sua felicità”.

“Un malinteso? Ma di cosa stai parlando?”;

“Di quelle foto. E’ iniziato tutto da lì, no?”;

Monica abbassò la testa e si coprì il viso con le mani.

Il solo ricordo le procurava ancora una sofferenza atroce.

“Già. E’ iniziato tutto con quelle foto ma” sollevò gli occhi guardandolo con aria di sfida:

“non venirmi a dire che è un malinteso. Lo so che è tuo fratello ma è un bugiardo e un traditore. Hai idea di quanto abbia sofferto?”;

“Tu hai frainteso”;

“non c’era niente da fraintendere: era tutto fin troppo chiaro. Lui la teneva stretta, camminavano abbracciati e poi si sono baciati!” disse alzando il tono della voce.

“Quello che però non sai è che c’eravamo tutti quella sera; solo che nelle foto non si è visto. Eravamo usciti tutti insieme a bere qualcosa. Avevamo programmato la partenza per Los Angeles: Eveline fa parte dello staff, lei organizza i viaggi, si occupa delle spedizioni dei nostri strumenti, della sistemazione negli hotel, dei bagagli…insomma è una figura importante per noi e quindi ci è sempre vicina. Quella sera voleva festeggiare il rinnovo del suo contratto: era particolarmente euforica così ha bevuto più del necessario”.

Monica si raddrizzò prestando più attenzione a ciò che le stava dicendo.

“Usciti dal locale, lei non si reggeva nemmeno in piedi;  è inciampata  e stava per  cadere quando Tom l’ha presa. Visto che non ce la faceva  a camminare, l’ha sorretta fino alla macchina. Eveline è una ragazza molto espansiva e, probabilmente ha una cotta per mio fratello, così per ringraziarlo gli ha dato un bacio sulle labbra”;

Monica scattò in piedi come una molla livida di rabbia.

“…e non solo a lui”.

“Cosa vorresti dire?”;

“Ha baciato tutti, compreso gli addetti alla security”.

“Stai scherzando, vero?”;

“No. E’ andata proprio così. I paparazzi hanno scattato le foto e poi hanno montato lo scoop. Quelle foto sono girate così velocemente  che dopo poche ore erano già state stampate sulle testate scandalistiche di mezzo mondo”.

Monica restò in silenzio.

Lui aveva provato a spiegarle come era andata ma lei non aveva voluto ascoltarlo.

“Non immagini quanto sia stato difficile per lui, sapeva di averti ferita molte volte e non riusciva a darsi pace….immaginava che avresti tratto delle conclusioni affrettate ma, non si aspettava certo di perderti”.

Monica si sentì finalmente sollevata, come se quel grosso macigno che portava sul cuore, si fosse finalmente sgretolato.

“Dov’è adesso?”;

“Non saprei. Ultimamente se ne sta sempre da solo”;

“Non importa. Riuscirò a trovarlo ugualmente”;  si avvicinò alla porta ma prima di uscire gli porse la mano.

“Grazie mille, Bill”; lui gliela strinse sorridendo.

“Dopotutto, Tom aveva ragione”;

“ragione, su cosa?”;

“Non sei l’infermiera di ghiaccio che vuoi far credere”.

Monica sorrise a sua volta.

“Basta con questo nomignolo, ok?”.

Raggiunse la sua auto e mise in moto: ora sapeva dove andare.

 

Tom  se ne stava seduto su quella panchina, in mezzo ai due salici piangenti e sospirando continuava a fissare l’immensa distesa blu del lago che si confondeva con il colore del cielo notturno.

Poche stelle illuminavano la notte di Aussenalster.

L’aria cominciava ad essere frizzante, l’estate ormai era quasi finita e presto, il vento freddo dell’autunno sarebbe arrivato a soffiare forte su Amburgo, spazzando via le foglie gialle degli alberi e portando via con sè definitivamente Monica.

Sarebbe partita presto, al fianco di Chris, come sua collaboratrice e soprattutto come sua moglie.

Il ricordo di ciò che aveva assistito appena qualche ora prima lo faceva letteramente a pezzi.

Era così bella con quell’abito blu e come le brillavano gli occhi quando lui le aveva messo quell’anello al dito.

Era finita.

Era veramente finita.

Adesso apparteneva ad un altro e il suo sorriso, i suoi sguardi, i suoi languidi sospiri, la sua tenerezza, il suo amore ormai non gli appartenevano più.

Strinse forte i pugni ed indurì la mascella.

Afferrò un sasso, si alzò di scatto e lo scagliò con forza contro il cielo.

“Attento! Così potresti ferire qualcuno”.

Quella voce….forse  aveva sognato…

si voltò piano e la vide.

Il cuore iniziò a battergli forte nel petto ma subito dopo sospirò affranto.

“Che ci fai qui?”;

“Che ci fai TU qui? Questo è il mio posticino speciale; lo hai dimenticato?”;

“….E come potrei?” abbassò lo sguardo fissandosi la punta delle scarpe.

Monica si avvicinò  camminando un pò maldestramente sul prato con i tacchi tanto alti.

“Credevo….credevo che fossi alla festa”;

“Beh, ti sbagliavi”.

Sollevò lo sguardo per poterla guardare: Dio quanto era bella!

Cosa avrebbe dato per tenerla stretta fra le braccia ancora una volta e gridarle finalmente quello che sentiva per lei.

“Allora, perchè sei qui?”;

“Perchè non ti permetto di trattarmi in questo modo. Credi che te la lasci passare liscia, eh?”;

Tom la guardava senza capire bene a cosa si riferisse.

“Non capisci, vero?”;

“No”.

Prese il tovagliolo e glielo mostrò.

“Credi di cavartela con quattro righe e poi arrivederci e grazie?”;

“Monica, onestamente faccio fatica a seguirti”;

“Per forza! Perchè sei uno scimmione ottuso e testardo!”; si avvicinò ancora di più a lui.

“Devi dirmelo qui, adesso, guardandomi negli occhi”.

“Servirebbe a qualcosa?”;

“Dannazione Tom! Almeno provaci!”.

“Ci ho provato tante volte…io non ti ho mai ingannato Monica. Sì, ho fatto un sacco di casini, ma non ti ho mai tradita perchè le altre non contano niente per me. Le altre non mi guardano come mi guardi tu, non mi sorridono lasciando trasparire i sentimenti che provano, non mi conoscono come mi conosci tu. Sei l’unica che dia un senso alla mia vita:  quando mi stringi a te, quando mi accarezzi piano, quando mi guardi e mi sorridi pensando di non essere vista, quando piangi per colpa mia…quando tutto quello che fai mi grida che mi ami, io mi sento vivo” si avvicinò ancora di più prendendola per le spalle.

“Tu non immagini quanto mi manchi, quanto ho sofferto a starti lontano… ho capito il male che ti ho fatto perchè l’ho provato sulla mia  pelle e ho avuto paura…la stessa identica paura che leggevo nei tuoi occhi…..Ohh! Tu, tu non sai come mi ribolle il sangue al pensiero che non mi appartieni più e che tutto quello che prima era mio, adesso è di un altro. Ho passato notti intere torturandomi al pensiero di te, nelle sue braccia… E’ un pensiero inaccettabile…inaccettabile!” aveva gli occhi fissi su di lei ed erano carichi di quel dolore che lei conosceva bene.

” Darei qualunque cosa per tornare indietro, per correre da te tutte le volte che torno a casa, per  stringerti forte e baciarti e morire lentamente sul tuo corpo perdendomi di nuovo nei tuoi occhi grandi e scuri. Vorrei poter tornare indietro per dirti che ti amo. Ti amo da impazzire; ti amo così tanto che vivo in un delirio di euforia e terrore allo stesso tempo  perchè ciò che provo è talmente tanto grande ed intenso che non mi da pace. Anche adesso, mentre ti parlo, non riesco a respirare per l’emozione di averti di nuovo qui. Ma è troppo tardi….è troppo tardi!”.

La lasciò andare.

  Si allontanò da lei  avvicinandosi  alla riva.

Guardava quella immensa distesa blu e cercava di annegare quel tremendo ricordo:

“Vi ho visti al locale, ho visto lui come ti guardava. Lo so che non ho diritto a niente, nemmeno di essere geloso ma avrei voglia di sparire, di dissolvermi nell’aria  pur di non vedere quell’anello al tuo dito”.

Monica si avvicinò lentamente a lui.

Era sconvolta e furente e felice e depressa tutto insieme, non sapeva cosa dire poi, sbottò:

“Tu non fai mai quello che ti chiedo!” gridò isterica .

“Cosa?!” Tom si voltò a guardarla confuso.

“Ti ho chiesto di restare e mi hai lasciata. Ti ho chiesto di aspettarmi e sei scappato via! Maledizione Tom, perchè non me lo hai detto prima? Perchè non mi hai detto quello che sentivi per me?”;

“Anche tu non fai mai quello che ti chiedo!” gridò a sua volta;

“Ti ho chiesto di ascoltarmi e non lo hai fatto; ti ho chiesto di non andartene, di non lasciarmi e invece sposi quel tipo!”.

“Chiedimelo adesso…” sussurrò piano.

“Che senso ha?”; quello sguardo…Dio, quanto le faceva male.

“Chiedimelo”;

“Non lasciarmi Monica…resta con me”.

Non riuscì a trattenere le lacrime. Restò in silenzio ad osservare i suoi occhi e le sue labbra  per alcuni interminabili istanti.

Tutto l’amore che aveva tenuto per sè ora esplodeva prepotente.

Era bellissimo sentire finalmente quel calore scaldarle l’anima:  era una sensazione nuova, emozionante, indescrivibile. 

Si asciugò gli occhi e sorrise civettuola mentre con la mano sinistra iniziò a sventolarsi: 

” Uff! Che caldo fa stasera….non trovi?”;

“Sei impazzita? Che diavolo stai farnet…”ma non riuscì a terminare la frase.

Un sorriso di sorpresa e di speranza si disegnò sul suo viso mentre lei gli agitava la mano sotto il naso.

“Vuol dire che….”;

“Vuol dire che non ho intenzione di indossare nessun anello, a meno che non sia tu ad infilarlo al mio dito, perciò, forse….farò quello che mi hai chiesto” e scoppiò a ridere.

La gioia per ciò che aveva appena sentito era talmente tanta che la prese per la vita e la sollevò in aria come se fosse una piuma, stringendola così forte che quasi le fece male.

Monica gli lanciò le braccia al collo e gli baciò piano la fronte.

Tom chiuse gli occhi assaporando nuovamente   il tepore delle sue labbra.

Quando li riaprì, trovò quelli di Monica che lo fissavano  intensamente, con quell’amore che solo lei era in grado di donargli.

“Ho combinato un disastro!”;

“Già, ma è un magnifico disastro!”;

Tom la guardava dubbioso.

“Indovina il perchè?…..Ti amo scimmione!”;

Lui le sorrise e un attimo prima di baciarla le sussurrò:

“Ti amo Monica”.

 

                                                                 Fine

 

Ringraziamenti

Siamo giunti  alla conclusione di questa storia.

Confesso che dopo 36 settimane insieme a “Un Magnifico Disastro”, mi fa uno strano effetto veder scritta la parola fine.

Ho amato, odiato, detestato, me ne sono innamorata di nuovo, mi ha annoiata  ed intimorita la stesura di questa fanfiction ma, alla fine, devo ammettere che tutti questi stati d’animo sono stati premiati da  coloro che settimana dopo settimana, hanno seguito le avventure di Monica e Tom.

Voglio perciò ringraziare, citando in ordine:

Alice, Cristina, Eugi, Feby,Giada, Irene, Maddy, Mami, Nat e Silvia.

Ragazze, vi porto tutte nel mio cuore.

Su Facebook ringrazio Fra Pesce Alberghina  e Giulia Velata, un grazie di cuore anche a voi.

Per finire ringrazio anche l’esercito silenzioso: tutti coloro che hanno seguito senza commentare.

Un pensiero speciale va a te, Fra.

Ovunque tu sia,  spero tanto che questo seguito ti sia piaciuto.

Ci ho messo tutta me stessa e tu sai quanto mi sia costato scriverla.

Su questa tastiera ho versato fiumi di lacrime pensando a te: non c’è stato un solo momento in cui non abbia sentito fortemente la tua mancanza.

Adesso è finita.

E’ tua.

Te la regalo.

Ti voglio bene, Fra…. Amiche per sempre. 

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6 commenti su ““Un Magnifico Disastro”. Capitolo XXXVI – Ultima puntata

  1. fddjsidjicmsjwaijajfjbkr!
    Suppongo che questo renda bene l’idea!
    É un bellissimo finale, e mi piace da morire il tono dolce e anche un po’ allegro con cui si chiude, niente finali strappalacrime, o almeno non solo! Sto ridendo da sola, in classe, per come si é comportata Monica!
    É splendida, con un finale degno di lei!
    L’ho adorata, e se non sapessi che hai altre meraviglie in forno, probabilmente impazzirei!
    Bellissima, davvero!

    Come stai, tesoro, sempre di corsa?
    Io mi sto facendo il “culo a tarallo”, come dice un mio amico, per rialzare qualche materia, sto sacrificando la Fan Fiction e sinceramente spero che ne valga la pena. Non vedo l’ora di buttarmi anima e corpo nel grest, solo allora sarà finita veramente! Ho tanti progetti per l’estate e voglio realizzarli, se non tutti, almeno una buona parte!

    Un bacione tesoro, a presto!

  2. Fraaaa!!! 🙂
    Questo è il degno finale di questa splendida storia,che mi ha fatto impazzire sin dai primissimi capitoli! Non ringraziarmi è stato un piacere seguirla e ringrazio te per avermi dato la possibilità di leggerla.
    Sono sicura che Francesca abbia seguito insieme a noi questo sequel e sicuramente sarà fiera di te 🙂 vai serena Fra!
    Complimenti!
    ti voglio bene 🙂
    Eu

  3. Oh cielo! Siamo davvero giunti alla fine di questa bellissima storia. E lo ammetto, mi sono commossa tantissimo…
    Finalmente Monica ha scoperto la verità su ciò che è accaduto quella maledetta notte, ha capito che per colpa di un frainteso ha rovinato tutto ciò che c’era tra di loro. Ho sempre sostenuto che le immagini immortalino per sempre un momento ma questo momento può essere anche frutto di un brutto scherzo del destino.
    Ho sempre creduto nella forza che hanno le parole e ciò che ha detto Tom è stato davvero bellssimo e molto forte. Ogni singola parola traboccava d’amore e dolore, ogni parola era un grido nell’anima scossa di Monica. Ogni parola era un sogno tanto atteso e finalmente realizzato.
    Quei “Ti amo” finali sono la degna coronazione di un bellissimo amore che brucerà sempre dentro di loro…
    Bravissima tesoro, semplicemente fantastico! Questa storia è stata meravigliosa nonostante tutto ciò che si nasconde dietro e sto piangendo nel rileggere la dedica finale che hai fatto a lei… Quante cose mi stanno tornando in mente… Ma di una cosa sono certa: sarebbe, ed è, orgogliosa di te! E lo sono anche io!
    Complimenti tesoro mio, aspetto con ansia l’ultima puntata decisiva dell’extra…
    Sei la migliore ragazza che conosca.
    Ti voglio bene, bacio
    Nat

  4. E’ meglio di come lo immaginavo..Frà si semplicemente grandiosa…Probabilmente è una delle storie più dolci e naturali che abbia mai letto…Mi ha conquistata fin dal primo istante in cui ho letto il titolo “Un Magnifico Disastro”…mi ha penetrato l’anima..ed è strano vedere la parola FINE qui sotto,perchè ormai mi ci ero affezionata…Non è che magari ci nascondi un altro seguito di Monica e Tom?? Furbetta come sei..hahaha…(Magari Tom e Monica si sposeranno e avranno dei bambini =3) Scherzi a parte..ti ringrazio di cuore per il tempo che hai impiegato a scrivere questi fantastici capitoli…In questi lunghi mesi con aquarius ho amato,riso,pianto,sperato..e soprattutto ho conosciuto una ragazza magnifica… 🙂 Grazie ancora Fra..o forse dovrei dire Dea del racconto… 😀
    Ringrazio dio per quel giorno in cui ho aperto il tuo sito per la prima volta…è uno dei doni più belli che la vita mi ha dato…Ciao un bacino ❤

    • Ciao Cristina, scusa il ritardo con cui ti rispondo ma è stata una settimana durissima e questa che è appena iniziata, purtroppo non è da meno. Sono soffocata da scuola e danza ma conto di liberarmi in fretta per riposare un pò perchè sono veramente distrutta. Come stai? tutto bene? grazie mille per aver seguito la storia e averla commentata sono tanto felice. Ci sarà un Extra di Un magnifico disastro ma non dico nulla. tutto è assolutamente top secret. Domani qui posterò qualcosa che credo ti interesserà. un bacio e grazie mille ancora er tutte le cose belle che mi hai scritto

  5. Oh mio Dio..dici sul serio?? Non sai quanto mi hai resa felice con questa novità.. 🙂 Comunque sappi che ogni volta che ti sentirai soffocata da tutti gli impegni quotidiani potrai sempre rivolgerti a me.qui c’è sempre un’amica pronta ad ascoltarti e a risollevarti il morale..Eh si,sono la solita sentimentale e credo di starmi affezionando a te,ma so che non rimarrò delusa come mi è successo in passato..sento che sei diversa..che sei speciale,e questo mi rallegra. Sono io che devo ringraziare te per l’attenzione che mi dai e perchè rispondi ai miei commenti. Grazie,grazie per avermi dato l’opportunità di entrare nel tuo mondo e di conoscerti come sei veramente al di fuori delle tue storie..Sei una parte di me che non dimentico mai Fra..Grazie ancora di cuore ❤

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